Veronica e il suo culo perfetto

Veronica aveva un culo incredibile: largo e ovale. Portava sempre il tanga e questo si poteva accurare osservando bene attraverso i suoi leggins neri quando si piegava. Faceva da anni la cameriera in un bar, tutti i clienti sbavavano dietro quelle natiche. C’era chi faceva finta di niente e chi invece tentava delle avance audaci, che io sappia nessuno riusciva ad andarci a letto. Tutto questo di giorno, perché in realtà, di notte si trasformava in una gatta affamata di sesso, usciva per locali in una città vicina e si dedicava alla lussuria sfrenata senza rimorsi né giudizio. All’inizio non era così, ma da quando il fidanzato l’aveva lasciata, non si era più posata su un solo fiore, aveva adottato uno stile di vita più edonista ed individualista. Erano aumentati i tautaggi e i viaggi e naturalmente le serate. All’epoca io avevo dieci anni in meno di lei, che andava sulla trentina, come gli altri clienti sbavavo dietro quelle natiche incredibili, sognavo di leccarle, di piantarci dentro il cazzo e di farla godere. In realtà il desiderio che mi preveva di più era di vederla avere un orgasmo, sì, vederla godere e agitarsi come un ragno in preda alle convulsioni del piacere. Ma tutto questo non era che i deliri di un giovane studente di filosofia.

*

Tuttavia grazie a un colpo di fortuna riuscii ad avere il mio momento di gloria. Quella sera pioveva a dirotto, la giornata era inziata male ed era finita peggio; stavo viaggiando in macchina, quando a un angolo vicino al bar notai Veronica. Era tutta bagnata in un angolo, non aveva un ombrello e diluviava, così senza pensarci due volte gli chiesi se voleva un passaggio fino a casa. Lei accettò ringraziandomi tante di quelle volte che dopo due minuti non ne potevo più. I vestiti inzuppati le stavano aderenti e i capelli neri erano tutti lucidi e bagnati. Non aveva seno, ma si intravedevano i capezzoli, il che era molto eccitante. Come mio solito, la fortuna non poteva durare molto e il cazzo mi si drizzò in modo tale che alla fine, lei se ne accorse. Nella mia testa uscivano bestemmie e parolacce in tutte le lingue che conoscevo. Mi voltai per vedere la sua faccia e con mia sorpresa sorrideva in modo malizioso.

*

Arrivati a casa sua, mi chiese se volevo una birra, io naturalmente accettai subito senza esitazione. Mentre apriva il portone, fissavo le natiche, ora ben tracciate grazie al tanga e i leggins bagnati aderenti. Era più sodo e ovale di quanto pensassi, rimasi incantato. Lei si girò e si mise a ridere.

– Entra o finirai per bagnarti tutto- disse ridendo e guardandomi furbescamente.

La casa era semplice ed era piena di disegni tribali e modelli per tatuaggi, era molto di più che una semplice passione. Lei sparì per un momento, poi mi porse una birra. Dopo aver chiaccherato un pò, mi disse se volevo fermarmi a cena da lei ed io risposi di sì sempre più stupito. Allora lei disse che andava solo a farsi una doccia che potevo leggere un libro mentre la aspettavo, il televisone non c’era. Appena entrò in bagno, mi fiondai in punta di piedi come un ladro, non dovevo perdere tempo, l’idea di vederla nuda mi aveva completamente catturato ero diventato un folle, non potevo commettere errori. La porta era leggermente socchiusa, quatto quatto accostai l’occhio per vedere. Si stava svestendo: sciolti i lunghi capelli, si tolse la maglietta rosa, non indossava il seggiseno, poi delicatamente si tolse i leggins inzuppati. Era il più bel culo che avessi mai visto, bianco latte, il tanga era blu, ma se lo tolse subito, riuscii a vedere anche un pezzo di potta, sembrava succosa. Le cosce erano ben modellate e seguivano bene i fianchi.

– Entra- disse lei. Mi si gelò il sangue, ero paralizzato dal panico, non sapevo cosa fare, ero stato scoperto, poi esitando entrai.

*

Era incentevole bianca come la morte, i suoi occhi marroni e il suo viso sottile, era simile a quello di un topolino di campagna.

– Mi stavi spiando…- disse suadente, io ero incantato.

– Ti piaccio non è vero?-

-Sì…- dissi io tutto rosso.

-cosa ti piace di più?- disse facendo una giravolta vanitosa.

-…tutto…-

-andiamo sii sincero-

– il tuo…-

– il mio culo?- disse girandosi

– mettiti in ginocchio-

– io ubbidii- lei si piegò a novanta e mi mise le natiche in faccia

– leccalo tutto-

Io senza parole mi tuffai su quel meraviglioso sedere e iniziai a leccarlo e mordicchiarlo, poi iniziai a leccare la potta avidamente.

-ah…si…così…si…fottimi…-

Io in fretta mi spogliai e tirai fuori il cazzo che era già duro come il diamante, lo infilai subito al primo colpo e iniziai a menarlo forte.

-ommioddio…si…avanti…tutto dentro…mettilo tutto dentro-

Io in preda all’eccitazione ubbidivo come un servo fedele, pompavo senza sosta, con le mani serravo le natiche e a tratti le schiaffeggiavo.

-oh…si…cazzo…si…fottimi il culo…ah.. così- ansimava.

Pompai a lungo non so per quanto, poi

– ahhhh si, più veloce sii, sto venendo…cazzo..non fermari…ohh…oh…ohhh…siiii…siii…si….ah…-

Vederla godere mi aveva caricato ancora di più, lei si voltò subito e iniziò a succhiare, io afferrai violento i suoi capelli e pompai nel suo cranio velocissimo, venni quasi subito inondandogli la gola. Lei sorrise ed io anche poi entrammo nella doccia, esausti, continuai a fissare quelle natiche mentre ci lavavamo e anche dopo…

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