Ho fatto l'amore con mia madre

Avevo ormai 16 anni, li avevo compiuti proprio la settimana scorsa.
Mamma mi aveva preparato una bellissima torta con tante fragole, lamponi e mirtilli, crema pasticcera e gelatina. Proprio come piace a me.
Lei sa che e’ la mia torta preferita, quante volte me l’ha preparata la mia mamma.
Sono Giulio, ho 16 anni e frequento la terza liceo.
Mamma si chiama Gloria, ha 34 anni, non e’ sposata perche’ rimase incinta quando aveva soli 17 anni e quello sciagurato di mio padre quando seppe della cosa penso’ bene di defilarsi, lasciandola sola con un bambino da crescere.
Bell’esemplare di padre degenere.
Mamma, che e’ una donna molto bella, dimostra meno degli anni che ha, e’ un tipo giovanile, ama tenersi in forma andando in palestra nei ritagli di tempo che il suo lavoro le concede.
E’ impiegata presso gli uffici della locale biblioteca.
Quando seppe di essere rimasta incinta fu aiutata dai miei nonni che le fecero terminare la scuola e conseguire il diploma.
Di colpo da ragazzina divento’ donna, mise da parte tanti progetti, tanti sogni, tante aspirazioni, solo per dedicarsi a me, per crescermi e per farmi diventare grande.
Da quella tragica esperienza con mio padre non ebbe piu’ altri uomini e questo nonostante avesse ed abbia un fisico da far perdere ancora la testa a chiunque.
Mamma e’ alta 1,70, ha degli occhi verdi da cerbiatta, dei capelli corti a caschetto biondi e sopratutto un fisico da modella. Dicono che sia bella quanto la prima Meg Ryan di C’e’ posta per te, ed in effetti assomiglia moltissimo all’attrice americana.
Quando usciamo a fare la spesa o a prendere un gelato in centro mi accorgo che molti la guardano sempre con certi occhi…
Dieci anni fa, dopo aver abitato con i nonni siamo andati poi a vivere in un appartamentino che mamma ha comperato facendo un mutuo.
Niente di eccezionale, due locali piu’ servizi.
Abbiamo sempre dormito in due nel lettone matrimoniale, primo perche’ non c’era un’altra stanza, secondo perche’ siamo sempre stati un’unica cosa nella nostra vita.
A 16 anni devo confessare che era da tempo che iniziavo a pensare al sesso.
Da due anni avevo cominciato a farmi le seghe come qualsiasi adolescente della mia eta’,
appena potevo, ovviamente di nascosto, scaricavo qualche filmato porno da Emule e poi immaginandomi un mondo erotico tutto mio, passavo momenti bellissimi a masturbarmi.
Era quello il mio modo di vivere la mia sessualita’, con le ragazzine avevo timidezza e non mi sentivo ancora abbastanza sfrontato ed audace.
Poi il mio prototipo di donna da amare, da toccare, da baciare, da chiavare rispondeva alle caratteristiche di mia madre.
Bella, bionda, occhi chiari, culo perfetto, due seni sodi….una Adv bocca da baciare.
Erano questi i contorni dei miei sogni.
Mamma era solita abbracciarmi durante la notte, aggrapparsi a me mentre dormiva, in fondo ero io l’uomo di casa, l’ometto della sua vita.
Mi dismostrava sempre tanto affetto e tanto amore.
Le volevo bene TOTALMENTE…
Alcune volte dovevo girarmi dall’altra parte perche il contatto con lei nel lettone mi procurava delle erezioni impressionanti e mi ritrovavo spesso a rifugiarmi in bagno a masturbarmi per dare sfogo alle mie voglie represse.
Giunse un sabato sera in cui stavamo guardando insieme su Sky un film. Si trattava, data l’ora tarda di un film abbastanza piccante con alcune scene abbastanza passionali in cui i protagonisti si scambiavano effusioni e anche di piu’.
Eravamo entrambi sul divano, avvolti insieme in un plaid, mamma con il suo pigiamino estivo composto da calzoncini e maglietta, io in boxer e magliettina della salute.
Notai che le scene di sesso alla televisione non avevano lasciato insensibile Gloria, mia madre. Lo vidi dai suoi capezzoli che liberi dalla mancanza del reggiseno erano diventuti duri e turcidi tanto da essere evidenti attraverso la maglietta.
Io pure mi ero alquanto attizzato a vedere quelle scene, pur nascosto nei boxer il mio uccello era diventato di marmo, quei quasi 30 centimetri di cazzo erano difficilmente nascondibili. Avevo un cazzo enorme, me ne ero accorto gia’ paragonandolo a quello dei miei amici sotto la doccia a basket.
Mamma se ne accorse, mi guardo’ negli occhi e sorridendomi mi pose la sua mano sul mio membro.
A mia volta le sorrisi, solo come un amante sorride al suo amore, avvinai le labbra alla sua bocca e la baciai.
Delicatamente, quasi sfiorandola.
Bacio che ripetemmo due, tre volte prima di sentire la lingua di lei cercare di intrufolarsi alla ricerca della mia.
Passammo lunghi attimi a limonare come due ragazzini, ero invaso da una voglia mai provata, da una ricerca sfrenata di passione.
Afferrai il suo seno e iniziai a tastarlo, poi passai a toccare il suo bel culo e non potei trattenermi dall’avvicinarmi alla sua natura.
Fu lei a liberarsi degli sleep quasi colpevoli di essere un freno a quello che stava succedendo.
Le leccai la figa prima con impeto, poi con la lingua cercai solo i suoi sapori.
Erano anni che quella fessurina non aveva piu’ provato sensazioni amorose, ben depilata, tranne un piccolissimo triangolino biondo, era in perfetta coreografia con tutto il resto del suo stupendo corpo.
Mamma ormai accalorata come una gattina in calore, si rivolse a me dicendomi “Tesoro, adesso ti voglio….non aspetto altro che di averti….ti desidero come niente al mondo…adesso, subito”.
La presi in braccio e la portai in camera da letto, era completamente nuda,
mi sfilo’ di dosso boxer e maglietta e si fermo’ a toccarmi il pene con le sue manine, lo afferro’ con entrambre e poi lo avvicino’ alla bocca. Inizio’ a succhiarlo, poi a leccarlo, poi ad ingoiarlo.
Il mio cazzo pulsava di piacere, la bocca di mamma non riusciva a contenerlo che per meta’ e cercai di aiutarla ritmando con la sua testa nelle mie mani quello scivolare su e giu’ del mio pene nella sua bocca.
Mamma era ormai invasa solo dalla voglia di scopare, di chiavare, di avermi, di prendere quel cazzo dentro di lei.
Smise si spompinarmi e aspetto’ solo che il suo uomo le facesse provare piacere.
Le allargai le gambe e le poggiai il glande sulle sue labbra, erano umide, bagnate dei suoi umori.
appena spinsi lo sentii scivolare dentro, aveva una fessurina stretta mamma, infatti nell’infilare in figa il mio pene percepivo come una stretta allo stesso.
Mi sembrava di aver colmato il poco spazio disponibile.
La impalai sino all’attaccatura dei miei testicoli. Avevo messo dentro la sua figa tutto il mio cazzo. Tutto.
Incredibile come fossi riuscito a far scomparire in quel piccolo pertugio un’asta grossi grossa.
Lei avendolo totalmente dentro di se inizio’ a cavalcarmi son una frenesia mai vista. Anni di castita’, di voglie non soddisfatte finalmente adesso potevano sfogarsi in pieno…Cavalco’ come una puledrina, in maniera sfrenata.
Non ci volle molto e si accascio’ su di me dopo aver avuto un primo orgasmo.
Decisi di farla sfogare e di seguito riprese a cavalcarmi altre 5-6 volte sempre con il raggiungimento del suo piacere.
Dopodiche’ la sistemai a quattro zampe nel bel mezzo del lettone, alla pecorina.
La infilzai prendendola da dietro.
Iniziai poi a chiavarla senza piu remore, Sentivo il bisogno di spingerle sino in fondo il mio cazzo e non lesinavo forza e colpi molto forti.
La stavo sbattendo forte, non pensavo di farle male, e lei pretendeva quella violenza, mi diceva di fare sempre piu’ forte, sempre di piu’.
Meraviglioso sentirla prossima all’orgasmo e nello stesso tempo anch’io sprizzarle dentro le viscere il mio seme caldo.
Avevamo raggiunto l’apoteosi.
Avevo chiavato mia madre e lei aveva goduto come mai.
Ci baciammo a lungo…
era solo l’inizio.

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