Il primo film porno

Era la metà di maggio del 1982, ed un sabato mattina Giovanni, detto da tutti John, o anche il Negro e non si sa bene perché, entrò in classe con un sorriso sotto i baffi, che ancora non aveva, e gli occhi brillanti. Eravamo in seconda superiore, sedici anni per qualcuno e quasi sedici per qualcun altro.
Tutti ci chiedemmo che cosa avesse da raccontare, ma dovemmo attendere la ricreazione per saperlo.
Appena la profe di matematica uscì dall’aula alle 10, John convocò la sua conferenza stampa:
“Oh, ragazzi, devo dirvi una cosa pazzesca: ieri sera ho visto un film porno alla televisione!”
“Ma come porno, tipo quelli di Edwige Fenech un pò più spinti?” chiese Renato, che essendo ripetente era già un bel pò più avanti di noi altri.
“Ma no, macché Edwige Fenech, proprio porno, dove si vede che scopano, con la figa in primo piano!”
“Veramente? Ma dai, è impossibile … e su che canale?” dissi io, ma ero solo una delle tante voci che volevano spiegazioni.
“Su TeleGarda: l’avevo sentito dire che li facevano, e allora ieri sera, che non c’erano i miei, ho provato a guardare. A mezzanotte è sparito il segnale, si vedeva solo la nebbia, sono stato lì un pò ma non succedeva niente, allora ho girato su VideoBrescia, dove c’era uno spogliarello; poi ad un certo punto ho provato a riguardare, ho rimesso su TeleGarda e mi son trovato lì una che faceva un pompino a un negro con un cazzone così!” ed accompagnò il racconto con le due mani ad almeno una trentina di centimetri di distanza.
La notizia era davvero clamorosa: tutti noi ormai avevamo visto giornali porno vari, che ci passavano magari amici un pò più grandi, o che spesso si trovavano abbandonati nei vari giardini e parchi giochi, ma di filmati non se ne parlava proprio: nessuno avrebbe avuto il coraggio di provare ad entrare in un cinema a luci rosse, ammesso che fosse possibile sembrare diciottenni, e le prime videocassette avevano appena iniziato ad essere vendute, ma solo nei primissimi e riservati sexy shop.
Ed allora, la sera stessa, eccomi pronto a verificare la notizia: anche i miei genitori erano usciti a giocare a carte dagli amici, mio fratello più piccolo era andato a dormire verso le undici, ed io ero rimasto solo, padrone del telecomando, con l’ansia crescente ad ogni minuto, in attesa di poter finalmente realizzare la mia più grande fantasia del momento.
Verso le undici e mezza iniziarono sulle varie emittenti private i soliti programmini più o meno sexy e ammiccanti che animavano tutte le serate: spogliarello su RTB, Colpo Grosso (mitico programma con Umberto Smaila) su Antennatre, “Giovannona Coscialunga” su Telenord, ma su TeleGarda continuava imperterrito un dibattito sulla ristorazione locale, con politici ed esponenti del settore.
Non che gli altri programmini mi dispiacessero, però iniziavo ad avere sonno ed a pensare che John ci avesse presi tutti in giro, o che forse quella sera non sarebbe successo nulla. Mezzanotte era passata da poco, Colpo Grosso era appena finito, ed io feci l’ultimo tentativo poco convinto; schiacciai il tasto 9, TeleGarda, e la saliva mi si asciugò all’istante: nebbia!
Restai qualche minuto a contemplare lo schermo grigio sbrilluccicante ed il brusio degli altoparlanti, come se fossero la sigla di apertura di un grande show, poi provai a fare un pò di zapping veloce, col timore di perdermi chissà cosa, e nel frattempo persino le tette della Fenech, che fino alla sera prima mi avrebbero fatto sbavare, mi sembravano roba da poppanti.
I minuti non passavano mai, mezzanotte e venti, venticinque, ventotto, e finalmente mezzanotte e trenta. Con incredibile puntualità sul canale 9 sparirono nebbia e fruscio, lo schermo diventò nero e silenzioso, senza alcun logo dell’emittente, poi blu elettrico, iniziò una musica lenta e melodica ed apparse finalmente il titolo tanto agognato, in bianco lucente: I PORNO AMORI DI EVA .
Che non era la nostra progenitrice, ma una splendida omonima, ancora più puttana, come qualcuno direbbe … I miei tornarono all’una e mezza, io mi ero già masturbato due volte e feci appena in tempo a spegnere la TV ed infilarmi nel letto facendo finta di dormire e rimandando all’indomani la terza.
A scuola il lunedì fu un happening: noi fortunati che l’avevamo vista (la maggioranza) ci raccontammo e decantammo agli altri le gesta della nostra eroina Eva, e già progettavamo di combinare l’occasione per riunirci a casa di qualcuno, con la scusa di qualche festina, per vedere assieme il prossimo film.
Furono due o tre anni epici, e chi li ha vissuti non li può dimenticare.
Poi i costumi cambiarono, nacquero i videonoleggi per tutti a qualunque ora e le TV non trasmisero più i porno, non ne avevano più motivo.
Un vero peccato.

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