il mio primo rapporto anale

Ho sempre avuto paura di fare sesso anale e ho sempre rifiutato moltissime proposte in tal senso: tutti i miei compagni, prima o poi, mi hanno proposto una bella inculata, merito soprattutto del mio sedere che, senza voler sembrare immodesta, è sempre stato il mio punto forte, bello grosso e sodo.
Però la paura per il dolore provocato dalla penetrazione mi ha sempre bloccato, e spesso questo è stato anche causa di attriti e crisi nelle mie relazioni.

Solo l’anno scorso però ho trovato chi mi ha fatto cambiare idea, diciamo così, e mi ha aperto tutto un mondo nuovo.
La scorsa estate invece, insieme ad alcuni colleghi di lavoro, mi ero recata ad una specie di vacanza premio in un villaggio turistico siciliano, in riva al mare, dovrei avrei alloggiato per un paio di settimane.

Ero single, quindi non mi lascia sfuggire l’occasione di godermi un po’ di sole, mare e magari le attenzioni di qualche bel fusto.

Chi mi riservò il maggior numero di attenzioni, però, non fu uno sconosciuto, bensì il mio collega Matteo, un uomo di qualche anno più grande di me, leggermente brizzolato ma atletico e con una costante aria spavalda sul viso.

Già dal primo giorno di vacanza, probabilmente dopo aver visto il mio sedere fasciato nello stringatissimo tanga che indossavo, cominciò a farmi una corte spietata a cui cedetti rapidamente visto che anche lui, in costume, faceva la sua bella figura.
Insomma,alla fine della seconda giornata, ero già in camera sua a fargli un pompino coi controfiocchi, complice anche il fatto che a cena mi aveva fatto bere un paio di bicchieri di vino e che di conseguenza, non reggendo proprio bene l’alcol, mi avevano reso piuttosto alticcia.

passammo la notte insieme ma oltre quel lavoro di bocca e un suo ditalino non ci fu niente di più, ciò non toglie però che per tutto il resto della giornata seguente ci comportammo come due ragazzini infoiati e i suoi apprezzamenti sul mio sedere si fecero davvero insistenti.

Io come sempre mi godevo i complimenti ma ero comunque recalcitrante all’idea del sesso anale; non sapevo però che lui aveva già un piano ben definito in mente.
Alla sera uscimmo nuovamente insieme, prima a ballare alla festa porganizzata dagli animatori e poi a cena, ma tra ballo e cena non mancarono mai bicchieri di alcolici vari tanto che, finita la cena, ero ormai ubriaca persa, abbastanza cotta da strusciarmi su di lui mentre pagava il conto al ristorante e fargli un pompino mentre guidava verso il suo bungalow.
Quando alla fine arrivammo al suo appartamento temporaneo, mi strappò quasi letteralmente i vestiti di dosso e mi gettò sul letto.

Io ero ubriaca, ridacchiavo convulsamente e mi sditalavo mentre lui si toglieva i vestiti, poi venne anche lui carponi sul letto e immerse la sua faccia tra le mie gambe, leccandomi come fossi un cono gelato.

Con quel poco di forza di volontà che mi era rimasta, gli misi le mani sulla testa e, compigliandogli i capelli, cerca di dargli più o meno un ritmo tenendolo premuto contro la mia vagina e alzando di conseguenza il bacino.
Lui ne approfittò e, rapidamente, fece sciolare le mani sul mio culo e subito cominciò a stuzzicarne il buchino coi due indici.
“Ehi… fermo… cosa fai..?” biascicai, ma lui ormai era avviato ed io ero troppo ubriaca per fare resistenza a qualcosa che in realtà mi stava piacendo, perchè il contatto delle sue dita sul mio ano mi stava davvero facendo sentire molto bene.
Mi risollevò di peso dal letto e mi mise a pecorina, poi mi penetrò nella figa bagnatissima per dei minuti interminabili, continuando però sempre a stuzzicarmi l’ano con le sue dita, che spesso bagnava dei miei stessi fluidi come se mi stesse preparando per il momento tanto atteso.
Quando lui uscì dalla figa e puntò la cappella rovente sul mio culo, non solo non ebbi la forza per oppormi, ma anche quel poco di lucidità che mi era rimasta mi diceva che era il momento giusto.

Entrò dentrò prima con tutta la cappella, senza nemmeno troppo sforzo, e poi completamente, senza farmi male, solo facendo una leggera pressione.

In un paio di minuti il mio culo si era adattato e lui prese a pomparmi via via sempre più velocemente finchè non mi riempì del suo seme l’intestino, facendomi godere come non mai.

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