in equilibrio

Immagino che possa risultare alquanto difficile per chiunque da accettare a cuor leggero l’eventuale condivisione della rispettiva compagna anche con altri, pur nella voluta complicità di sperimentarne le forti sensazioni emotive che potranno derivare dall’emozionante esperienza di saperla apprezzata da chi ambirebbe possederla in modo integrale.

Ecco allora che a lenire un tal genere di confronti sarà il perfetto equilibrio instaurato con le persone divenute col tempo fidate, senza tuttavia poter reprimere del tutto la cerebrale sofferenza che non potrà mai eludere la consapevolezza che il corpo della propria compagna verrà percorso del pene che andrà a colmarne le viscere sino all’orgasmo.

Irrilevante sarà in ogni caso che ad esserne l’artefice sia un soggetto esteticamente poco attraente, la dove in ogni caso rimarrà colui che andrà beneficiando di quelle forme che si vorrebbero esclusive solo per se medesimi, pur nell’incongrua eccitazione derivante da similari frangenti.

A seguire poi l’essere edotto, in minuzioso dettaglio, di come sarà avvenuto il possesso, in quell’orgia compartecipe e sensoriale che avrà trasformato l’individuo di turno nel focoso protagonista capace di condurre allo spasimo estremo.

Ad ogni nuovo invito sarà acerrimo il sussulto di colui che dovrà rimanere in obbligata attesa del ritorno dall’ulteriore evento di cui già ben si conosce l’epilogo, nell’impotenza complice che potrà essere, in quel surreale frattempo, appagata solo con una spasmodica auto masturbazione.

Similmente è quanto accade nel mio compagno mentre si ritrova costretto ad immaginarsi del rubicondo faccione che l’amico di una mia giovanissima infanzia andrà posizionandosi tra le cosce, degustando quella medesima fessura che nell’adolescenza trascorsa già aveva esplorato con le sue tozze dita, le medesime che la dilateranno nuovamente predisponendomi a ricevere il minuto pene con il quale avevo già in quel tempo ormai lontano giocato con maliziosa curiosità.

Molto diverso accoglierlo adesso in una vagina madida di emozionanti trascorsi, osservandolo mentre si incunea trepidante ed ansioso di poterla percorrere sino alle profondità cervicali a produrre insospettabili orgasmi pur nell’assenza di giganteschi attributi.

Montando a mia volta l’adiposa figura, rivolgendo pensieri a chi aspetta che si vada compiendo un rituale a lui tragico, esortando il mio amante a sconcezze che facciano di me la più sordida delle troie, mi lascerò irrorare di seminali eruzioni, accogliendole voluttuosamente in ogni mio percorribile anfratto.

Posando nuda, a ricordo indelebile dell’avvenuto amplesso epidermico, andrò alla fine ricomponendo la mia intera essenza, certa che nessuno potrebbe mai sospettare quanto possa divenire così insospettabilmente puttana.

in equilibrio

Reale – L'amica di mia figlia

Ho veramente perso la testa per Jessica, quella splendida ragazza che frequenta le superiori. Mia figlia la segue da un po’ di anni perché a scuola è un po’ in difficoltà. Ha alle spalle una famiglia che non la segue e mia figlia le si è affezionata. A volte , se si attarda per studiare, cena con noi. E’ molto aggraziata, ha un bel corpo ben proporzionato, direi che è una gran bella figa e mi piace da morire.

Quando cena con noi si siede accanto a me, le parlo delle scorribande e della mia giovinezza scapestrata e avventurosa. E’ una creatura incantevole con un corpo da urlo. Oggi me la trovo davanti a casa. Le dico che mia figlia tornerà tardi. Le chiedo cosa deve fare, lei mi dice di avere dei compiti da fare, ma che aveva voglia di stare un po’ sola con me per sentirmi raccontare le mie avventure di gioventù. In casa non c’è nessuno e la faccio accomodare. Indossa una gonnellina con uno spacco che lascia intravedere lo scippino bianco. Io le vado alle spalle e le stringo i seni, mi appoggio, le do un bacio sul collo, ho il cazzo duro e glielo faccio sentire tra le chiappe, mi sta parlando con voce suadente è una mia impressione o quella giovane fighetta impertinente vuole altro.

Indietreggia col culo e sente il mio bastone duro, si gira, si passa la lingua sulle labbra, mi mette le braccia al collo e mi fa sentire la consistenza dei seni, allungo la lingua e mi offre la sua mentre ci baciamo, con un dito le accarezzo la figa. La bacio a lingua in bocca apre le cosce, appoggio una mano sul suo pancino liscio non sono di sasso ed è un po’ che mi stuzzica infilo il dito medio nello slip e scendo finchè trovo l’inizio della figa: gliela sfioro tutta dall’alto in basso è calda e bagnata. Al primo lieve tocco si contrae, chiude gli occhi, si lecca le labbra, socchiude gli occhi allarga le gambe, non posso e non voglio andare oltre ma la passione ha il sopravvento.

C’inoltriamo tra gli alberi del mio giardino e quando siamo ben nascosti lascio cadere calzoni e slip: il mio membro è nella sua massima erezione, le prendo una mano e glielo faccio toccare, respira ansimando, le sue dita lo sfiorano, sente le vene turgide e si gusta le sue pulsazioni. Toglie gonnelina, slip e reggiseno, mentre la sua manina stringe la cappella dolcemente e s’inginocchia. Allunga la lingua timorosa e tocca la cappella poi la ritrae quasi spaventata, questa sua timidezza ed inesperienza mi procura un’erezione ancora più violenta, se fosse possibile, la sollevo e la stringo, i nostri corpi si gustano. Le metto un dito nella vagina e lo muovo piano senza penetrarla molto, le sussurro in un orecchio come le donne esperte muovono l’addome per farsi penetrare il dito fino in fondo e godere, con un movimento deciso si schiaccia contro il mio addome tra i nostri corpi non passa neanche l’aria, ci muoviamo insieme ed il suo viso è disteso e felice.

Mi fermo con il cazzo piantato nel suo corpo e ci baciamo, le palpo il culo, le succhio i capezzoli, il suo corpo è tutto un fremito. Lei s’inginocchia, mi lecca la cappella con brevi e incerti colpi di lingua, mi sembra di sognare, apre le labbra e comincia a farlo entrare, le dico di muovere la testa avanti e indietro e lei si muove abbastanza bene, mi sbaglierò ma qualche pompino l’ha già fatto. Le dico di respirare bene ed accelera le succhiate, sento i coglioni pronti a spruzzare lo sperma, il suo pompino è troppo bello per interromperlo ed il mio sperma le riempie la bocca, gli schizzi la colgono impreparata, tenta di deglutirla, ma quasi si soffoca. Se lo sfila dalla bocca e sputa per terra chiedendomi scusa. L’accarezzo dolcemente, le dico che per essere la prima volta è stata molto brava. Sono ancora super eccitato, quindi la prendo in braccio e la stendo sulla coperta.

La sua fighettina rosea è palpitante, la bacio, alza l’addome, le tengo aperte le labbra morbidissime e la bacio, la lecco, la gusto infilo la punta della lingua e mi gusto i suoi umori vaginali, la mia esperienza la fa godere con brevi fremiti, respira sempre più affannata, non controllo più la mia lingua che entra fin dove riesce, cerco e trovo il clitoride piccolo, teso e fremente so bene come far godere una figa con la sola lingua la sento gemere di piacere, la figa mi spruzza piccole gocce di piacere che mi deliziano, le sue cosce mi stringono il viso, i gridolini diventano forti , mi sembra di averla fatta godere anche troppo e sfilo la lingua. Continuo a baciarle la vagina, è ancora pulsate ed eccitata aspetto con pazienza che il suo corpo si acquieti . La porto nella mia alcova si guarda in giro e poi si butta tra le mie braccia, la bacio sulla bocca e le dico di chiamare a casa per giustificare il ritardo.

Mi spoglio, lo fa anche lei, le tendo le braccia e mi salta addosso, la sollevo, ci baciamo la depongo sul letto: lei afferra il cazzo sorride me lo tira, mi prende la mano e se l’appoggia sulla fighettina morbida, fremente, mi ferma scende tra la mie gambe, mi bacia il membro con bacetti soavi, mentre lo scappella lentamente me lo bacia e lo fa entrare nella bocca, chiude gli occhi lecca con soavi tocchi la cappella che sussulta, mi guarda e ride felice. Mi stendo, mi viene a cavallo offrendomi la vagina da baciare la bacio le faccio scorrere su e giù la lingua senza spostare la figa si gira e s’inginocchia, che spettacolo la sua fighetta fremente e pulsante davanti alla mia bocca. Abbassa il capo e la sua linguetta mi delizia il cazzo, i suoi movimenti fanno spalancare la figa, rosea, fresca come un frutto da cogliere, alzo gli occhi, vedo il foro anale pulsare seguendo i movimenti del suo corpo lo sfioro con la lingua, riprende a spompinarmi e la bacio, le lecco il foro anale. Lei dimena il culo sulle mie labbra ma sento il cazzo pronto per sborrare. Lei serra le labbra intorno alla cappella e accoglie il mio caldo liquido vizioso, lentamente si alza, si mette su di me in ginocchio, apre la bocca piena di sborra e l’ingoia tutta.

Animali – Ho fatto sesso con la mia amica e il suo cane Attila

Ciao sono sempre io tina 47 anni e da 20 anni faccio sesso con i cani, un giorno era novembre mi chiama la mia amica laura e mi dici di andare da lei per divertirci, gli chiedo fra quanto tempo devo stare da lei e mi dici al massimo 1 ora e 20 min. va bene metto giù il telefono e mi vado a lavare mi asciugo e vado in camera per vestirmi reggiseno blu elettrico perizoma blu calze a fantasia gonna cortissima maglia tacchi 15 cm mi pettino mi trucco mi improfumo mi metto il giaccone prendo le chiavi e esco di casa, arrivo sotto casa di laura citofono mi apre e salgo lei abita al 5 piano di una palazzina la sua casa e 165 mq, laura e di 3 anni più piccola di me e alta 1,78 peso robusta gambe da troia seno porta 7/8 misura grande con grandissimi capezzoli.

arrivato al pianerottolo del suo appartamento suono mi viene ad aprire vestita tutto trasparente e provocante, mi dici guarda che ti ho chiamato perchè e un paio di giorni che alano attila ha tanta voglia e non so il motivo,ti ho chiamato perchè tu essendo esperta se puoi aiutare a risolvere il problema, prima gli dico ma tu come stai ci hai provato con attila e laura mi dici ma sei pazza a me piacciono sia donne che uomini non animali, va bene facciamo noi l’amore e cosi vediamo che dici attila però dobbiamo spogliarci e dobbiamo fargli sentire la voglia l’odore delle nostre fiche, va bene dice laura, incominciamo a fare sesso 69 per 20 min. poi ci lecchiamo i culi poi ci facciamo solletico e dopo 1 ora che facevamo vedo che attila ci incomincia prima a vedere da lontano e dopo a girarci intorno nervoso vorebbe annusare leccare e cosa altro vuole fare.

mi metto distesa e dico con laura leccami la fica e alza al massimo il culo le si avvicina attila la incominca a leccare fica culo per 20 min. e laura incomincia a suriscaldarsi e avere le voglie venute incomincia a mugolare, di colpo attila si ferma le salta adosso e incomincia a provare a scopare sbaglia la prima la seconda alla terza trova il buco e incomincia a stantuffare piano piano poi più veloce veloce e laura prima dice dolore poi parla strano e dice con attila di andare più veloce e di non fermarsi più a me tina dice e bellissimo ed io che dicevo che gli uomini sono instancabili ma mi sbaglio sono meglio i cani hanno più resistenza, attila va avanti per 50 min. a scopare senza sosta laura viene 50 o 100 volte e contentissima quando attila le viene dentro si ferma e lei stremata gode gode gode da matti, le chiedo se le piaciuto e mi dice di si, e straordinario attila e unico lo farò tutte le volte che voglio, ora fallo riposare che anche lui e stanco.

ora continuamo noi a fare sesso che siamo ancora arrapate e vogliose continiamo per 1 ora poi ci andiamo a fare doccia insieme ci asciughiamo ci vestiamo ci salutiamo ci prendiamo caffè e ci raccomandiamo di farlo spesso questa orgia con lei e il cane alano attila, viva i cani insaziabili bravi e ubbidienti e brave aniche che piace fare sesso con con donne e cane, dimenticavo attila ha cazzo 22 cm e grossa circonferenza fino al nodo, w w w i cani vigliosi vogliosi, ora la mia amica laura tutte le sere fa sesso con alano attila e sabato e domenica a 3 con me tina laura lei e il cane alano attile, per favore pubblicate questa storia datemi un voto da 1 a 6 e fate commenti e consigliate grazie da tina desiderio cani e-mail ciao al prossimo racconto, i cani sono meglio degli uomini non si stancano mai e no dicono niente eseguono molto bene. w w w i cani che sanno far divertire, bacioni a tutte le donne e uomini dove e come volete ciao alla prossima.

Le faccette quando godono (elogio semiserio)

Nei tanti dubbi della mia esistenza, solo di una cosa sono sicuro: ne è valsa la pena essere passati dallo stato di trilobita, percorrendo tutta la catena evolutiva, fino ad arrivare a quella di Homo Sapiens, senza ovviamente scordarsi mai che siamo stati Erectus e di tanto in tanto dovremmo tornare ad esserlo, se vogliamo farle divertire.
Il primo rapporto fu consumato famelicamente sulle sdraio verdi delle spiagge di Cattolica. È un dilemma che mi perseguita fin da quel giorno, era buio, che espressione ha avuto mentre godeva? La domanda è sempre quella: la tua prima donna ha goduto veramente o la tua vita con la prima finzione è stata tutta un inganno? Fine della storia triste. Non divaghiamo.
Non ricordo esattamente il giorno, l’ora, i minuti ed i secondi esatti quando capii cosa mi sarebbe piaciuto di più nel sesso, so solo che un dato momento realizzai che le faccette che fanno mentre godono, sarebbero state la colonna portante dei miei voli pindarici tra le lenzuola, l’architrave del mio piacere, il contrappunto del quale non posso fare a meno.
L’abnegazione per il piacere femminile è tanto sbandierata, ma forse è un po’ meno professata di quanto si pensa. Comporta a volte anche dei sacrifici, che poi sono ampiamente ripagati, quando magari fai avanti e indietro come un canoista che sta per vincere con i fratelli Abbagnale la medaglia d’oro e non vedi l’esplosione di piacere, allora ti devi rimettere in gioco, ridiscutere, cambiare tecnica, dialogare, capire, starle vicino con la testa. L’orgasmo non è mai dovuto, ma pazientare e sparigliare le carte sì, è obbligatorio senza un reale perché, dovrebbe essere una cosa innata, come i salmoni che risalgono la corrente, come i delfini che dopo l’accoppiamento perdono l’orientamento e si spiaggiano assieme, come i maschi delle mantidi che si accoppiano con una femmina tre volte loro. Cazzo muoiono tutti ora che ci penso, era meglio fare altri esempi.
Il mondo contemporaneo ci viene incontro (sporcaccione il mondo), moltissimi tabù sono stati abbattuti, la religione fa sempre meno presa, il sesso orale lo si fa prima, durante, fuori e dentro i matrimoni. L’uso dell’acqua corrente e di una sufficiente dose di detergente hanno facilitato l’avventurarsi in zone altamente mortali se non trattate correttamente. Le creme depilatorie hanno spianato la voglia di esplorare ogni bellissimo centimetro di celestiale visione, senza doversi interrompere un per due a sputacchiare innocentissimi, atavici, ma a volte antipatici steli del giardino. Ovviamente un giardino curato lo trovo sempre piacevole.
E allora dovremmo sempre provarci, ci riusciremo delle volte, altre un po’ meno, ma sarà sempre uno spettacolo vederle contorcersi dal piacere, stringere le lenzuola dentro un pugno, afferrare la testata del letto, mordersi le labbra, serrare i denti, fare espressioni che le rendono anche meno belle perché no, a volte capita, ma fottutamente donne. Solo allora quei miseri 10 secondi che non so chi, ha donato a noi uomini, varranno la pena di essere inseguiti e barattati in cambio delle loro goduriose faccette, delle loro pupille dilatate, dello sguardo assente, dei graffi sulla schiena, del cielo immaginario che hanno appena toccato.
Le donne sono animali meravigliosi, complicate creature, se tenti di capirle ti fanno diventare pazzo, tendono a farsi mentalmente molte più seghe di quelle che noi ci facciamo fisicamente, ma prima di sdraiarle sarebbe opportuno sparecchiare loro la mente, se ci tenete a quelle smorfie.
Il segreto è ricominciare sempre da capo, come se fosse la prima volta, ammettere che non si è infallibili, essere disposti ad imparare e migliorarsi. L’umiltà tra le lenzuola è fondamentale, c’è sempre qualcuno che ne sa più di te, che gode diversamente da te, che si aziona in maniera differente da te.

Il dialogo nelle coppie, che siano occasionali o meno, rappresenta le fondamenta dell’intesa e già quella è cominciare a godere.
Io ci ho sempre creduto. Sempre. La conoscenza è il primo passo verso una soluzione, alzare l’asticella è l’ineluttabile strada da percorrere verso la gratificazione e quando quella si alza non possono che guadagnarci tutti. Della qualità intendevo.
Repetita iuvant direbbero i nostri antenati, poi a furia di godere la cosa gli è sfuggita di mano ed hanno sfasciato un impero, ma è un’altra storia. Nulla è perfetto, se lo fosse sai che noia, la nostra fortuna è che la ricerca del piacere è perfettibile all’infinito. Pensate a certi cavallucci marini, che si riproducono una volta sola nella vita, se sbagliano quella saranno in un mare di guai e dovranno darsi all’ippica.