LA CUGINA IN VACANZA

Quando rientrai in casa, avevo ancora nelle orecchie il suono delle casse che rimbombava. Era stata una serata lunga, l’estate stava per finire ed io e i miei amici cercavamo di sparare le ultime cartucce della stagione nel Panter, il locale più in voga del paese. La piccola dependance in cui abitavo d’estate, all’interno della proprietà che era stata dei miei nonni e dei nonni dei loro nonni prima di loro, era molto accogliente. Una volta richiusa la porta, sentii delle voci provenire dalla piccola sala in cui era presente un televisore dei primi anni novanta. -C’è qualcuno?- domandai ad alta voce, leggermente intimorito. -Sì… sto guardando un film. Avrei riconosciuto la sua voce in mezzo ad un milione di voci: Marzia. Entrai in sala e corsi a salutarla con un abbraccio quasi fraterno. Non ci vedevamo da un paio d’anni, sebbene fossimo cresciuti assieme. -Allora cugino? Come stai? -Bene, tu piuttosto? Cosa mi racconti? -Un sacco di cose, ma che ne dici di parlare dopo il film? Ti va di guardarlo assieme a me? -Certo. -Grande. Iniziai a guardare la televisione in maniera distratta. Più cercavo di rimanere con lo sguardo fisso sulle immagini, più finivo per guardare Marzia. Era cambiata. Aveva un nuovo taglio di capelli che le donava molto, un top svolazzante e una gonnellina estiva che metteva in risalto delle cosce lunghe e affusolate. Il seno era acerbo come sempre, un po’ come le modelle delle grandi passerelle. Cercai di non guardarle le labbra. Erano di un rosa acceso, carnose e ben delineate. Dovetti nascondere la mia erezione accavallando una gamba. Marzia si avvicinò. Era stupenda. Era il frutto proibito. Era tutto ciò che non potevo avere e al contempo l’unica cosa che desideravo con tutto me stesso. Si avvicinò ancora un po’. Le nostre spalle si toccavano. Non disse nemmeno una parola, si limitò ad allungare il braccio, facendo scendere la sua mano sul mio membro. Ad un tratto l’erezione che covavo non era più un segreto, bensì un qualcosa di concreto e reale. Restammo in silenzio, con lo sguardo impegnato a fingere di seguire le immagini del televisore. La sua mano scivolò sotto i miei pantaloni e i miei boxer. Iniziò a stringere il mio pene inturgidito con le sue dita esili. Riuscivo a sentire anche il suo anellino d’argento, mentre la sua mano era impegnata a masturbarmi vigorosamente. -Ti piace?- disse, interrompendo quel silenzio surreale. -Sì.- risposi, ansimando. Infilai una mano nel suo top, arrivando a solleticarle un capezzolo irto. Avevo sognato quelle tettine milioni di volte, adesso erano tra le mia dita, intente a stuzzicarle. Cosa dovevo fare? Dovevo limitarmi a vivere la cosa in maniera del tutto passiva? Dovevo forse impormi con un gesto mascolino? Le fantasie sessuali si rincorrevano nella mia testa. Fermai la mano di Marzia, afferrandole il polso. Sbottonai i miei pantaloni per poi calarmeli fino alle caviglie, dopodiché misi una mano sulla testa di mia cugina e la spinsi sul mio cazzo. Lo accolse nella sua bocca umida, quella stessa bocca che mi stava facendo impazzire fino a qualche minuto prima. Quella stessa bocca che adesso cingeva il mio cazzo. La sua testa bionda continuava a salire e scendere, cercando di provocarmi un orgasmo. Era uno dei migliori pompini della mia vita. Feci scivolare la mano sulle sue chiappe, dopo averle sollevato la gonna ed essermi fatto strada nelle sue mutande. Le sfiorai la fica. Era bagnata. Cominciai così a giocare con il buchino del suo culo, mentre Marzia continuava a succhiarmi il cazzo a ripetizione. Iniziai ad infilarle la punta dell’indice e falange dopo falange arrivai ad infilarle tutto il dito nel culo. Un lieve sussulto di piacere mi fece esplodere in un orgasmo. Marzia fece per allontanare la testa, ma io la spinsi in giù con entrambe le mani, facendole ingurgitare tutto il pene, eiaculando l’amplesso nella sua gola. Il mio sperma nella sua bocca. Quella bocca così perfetta e inumidita dalla saliva. Marzia riemerse dal mio orgasmo e sorridendo disse -Mi piace questo film.

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