LA MIA PRIMA INCULATA

Quando eravamo fidanzati con il mio ragazzo facevo di tutto. Scopavamo, naturalmente, ma amavo anche prenderlo in bocca fino a farmi venire sulla lingua. Lo sperma poi finiva regolarmente buttato giù tutto fino all’ultima goccia. Oddio, quanto mi piaceva! Mi piaceva farmi leccare e il mio ragazzo era davvero braco con la lingua e con le mani. Una sera eravamo nella cantina del palazzo dove c’era un materasso e dove andavammmo spesso a fare le nostre porcate. Ero distesa su un fianco e il mio ragazzo stava dietro di me e provò a spingere il suo cannone nel mio culetto vergine. Non volevo e lui smise, portando le sue mani sul mio seno e sulla fichetta depilata che avevo. Iniziò a massaggiarmi e ad eccitarmi. Ero veramente arrivata al limite e sentivo la mia fica emettere umori in quantità industriale. Ma lui smise e passò ad accarezzarmi i glutei fino ad arrivare a spingere il dito fradicio in prossimità del buchetto. Lo lasciai fare perchè mi piaceva. Poi iniziò a spingere per farlo entrare ed io mi irrigidii. “Rilassati, vedrai che ti piacerà” mi disse. Provai ad ubbidire, erilassai i miei muscoli. il suo dito mi entrò dentro e lo sentii proprio entrare. Non era male. poi lo tolse, e sentii qualcosa di più grosso spingere fra i glutei. Sputà della saliva sulla cappella prima e sentivo che era bagnata. Poi dette un piccolo colpo rapido e mi svergino il culo. Sentivo male, avrei urlato se non mi avesse tappato la bocca. Poi lentamente la lasciò libera e ricominciò a titillarmi il clitoride che mi piace tanto. Nel frattempo il suo cazzo mi era entrato dentro e lo sentivo andare su e giù. Avevo la sensazione di essere squartata, ma incredibilmente godevo! ANche lui, per fortuna non ci mise molto a godere e lo sentii riempirmi l’intestino del suo sperma caldo. Avevo la sensazione che mi facesse un clistere. Lentamente scivolò fuori e cercai di richiudere velocemente il buco per non far uscire nulla, ma non ci riuscii e sentii colarmi sulle cosce un fiotto caldo e vischioso. Non mi piacque molto e lo abbiamo fatto solo altre due volte. Questo racconto è tutto vero

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