MIA ZIA….

Avevamo pensato di mangiarci una pizza per festeggiare la mia auto nuova, io e due amici con cui andavo molto d’accordo, eravamo tutti poco più che diciottenni e cominciavamo ad andare forte con le ragazze, quindi i nostri discorsi erano incentrati sul sesso e sulle nuove esperienze alle quali non dicevamo mai di no. Quella sera quando passai a prenderli a casa di uno dei due, Massimo mi disse che ci sarebbe stata anche la zia di Aldo, che aveva chiesto di farci compagnia abbastanza insistentemente, riuscendo a convincere infine il nipote a portarla, perciò andammo a prendere anche lei. Da buon cavaliere le riservai il posto sul sedile anteriore accanto a me, anche perché Valeria, così si chiama, era una vera gnocca, non si era sposata per scelta perché gli uomini non le mancavano di certo: capelli mossi castano chiarissimo, fisico snello e tonico, molto curata, un viso con dei lineamenti fantastici e due tette che parlavano da sole, mi ero perso a guardarle parecchie volte anche perché non era sua abitudine portare reggiseni e sospettavo le avesse rifatte, non potevo credere che a 49 anni potesse averle ancora così perfette. Una volta arrivati in pizzeria ordinammo e mi accorsi che Valeria mi guardava con insistenza e mostrava quelle sue labbra morbide che mi incantavano, cercai di evitare quello sguardo, in fondo ero seduto accanto a suo nipote ed era più grande di ben 31 anni… Lei però non aveva intenzione di desistere. Ad un certo punto iniziò a sfiorarmi la gamba con il piede, doveva essersi tolta una scarpa, mi salivano brividi lungo la schiena, quella donna mi aveva sempre eccitato ed ora mi stava dicendo apertamente che poteva essere interessata, mi accorsi che non stavano salendo solo i brividi… Mi alzai con la scusa di andare alla toilette per cercare di riprendere il controllo, non mi ero ancora chiuso nel bagno quando lei entrò con mia sorpresa e senza dire niente mi slacciò la cintura liberando la mia erezione oramai al massimo ed iniziò un magnifico pompino, in realtà abbastanza violento, succhiando con forza ed infilandoselo con prepotenza fino in gola, estraendolo di tanto in tanto per leccarmi le palle con le quali continuava intanto a giocare. Bastò poco. Le feci assaporare una cascata di sborra calda che le colò dalla bocca, lei prontamente la raccolse e ingoiò tutto ripulendomi il pisello molto accuratamente. Mi rivestii e lei mi disse: “dopo aver portato a casa tutti torna da me” e mi strizzò l’occhio. Non potei fare a meno di deglutire, non sapevo se era giusto farlo, poteva essere mia madre, ma sapevo che l’avrei fatto. La differenza di età era la cosa che assieme alla sua bellezza mi faceva eccitare maggiormente. Tornammo a tavola come se niente fosse e finimmo la cena pregustando il dolce… Insistemmo per non bere nemmeno il caffè, tanta era la fretta di scopare, ma non sapevo in cosa mi stavo imbattendo. Tornai da lei scannando il motore della mia Mercedes nuova ancora in rodaggio, ma non mi importava perché già pregustavo il sesso con Valeria, un sogno proibito che si stava realizzando. Suonai. Salii. Mi aspettava completamente nuda: era bellissima e teneva rasata la sua parte più intima già umida solo per me, non dissi una parola e mi strappai di dosso i vestiti perché dovevo appagare il mio desiderio il prima possibile e non potevo più aspettare. Lei mi fermò. “Mi piaci ma prima mettiti in testa una cosa: se mi vuoi scopare, comando io”. Questa frase mi impaurì ma in un certo senso ero già in suo potere e non potevo farci niente, perciò dopo essersi sdraiata mi ordinò di leccargliela ed io cominciai prima piano ed in seguito facendo roteare la lingua sul suo sesso impregnato di umori di eccitazione, “Ora voglio scoparti, sdraiati, ho bisogno di una cavalcata”. Ubbidii senza discutere e lei mi saltò addosso infilandoselo tutto dentro ed iniziando con un ritmo piuttosto veloce, ansimando di piacere. Ma questo non le bastava, voleva provare altro: “Riempimi il culetto adesso, sfondami” mi disse con un sorrisetto che prima andava lubrificato e che ci avrebbe potuto pensare la mia lingua, così ubbidii ancora e cominciai a leccarla, ad infilare un dito, poi due, quando mi disse che lo voleva dentro. Mi avvicinai piano appoggiandolo con delicatezza ma Valeria doveva già essere abituata e indietreggiò impalandosi con il mio cazzo che, con mia sorpresa, non faticò a penetrarla. “Adesso sfondami senza pietà”. La presi alla lettera e cominciai a muovermi velocemente affondando fino a sentire le palle sbattere sul suo fantastico culo, la cosa non durò a lungo perché ero al massimo e come da sua richiesta le riempii il culo di crema calda, lo estrassi e lei con le dita raccolse il mio piacere che colava fuori e lo gustò dicendo: “il mio dolce preferito”. Dopo esserci rivestiti entrambi ci salutammo, lei con uno schiaffo sul culo, forse per ribadire la sua autorità, io le risposi: “Alla prossima zietta”..

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