SESSO SENZA TABU

Era stata quell’anno la nostra prima festa da ballo e avevamo deciso di parteciparvi. Era Carnevale e in quel periodo vivevamo a Parigi. Mio marito lavora per una multinazionale e siamo spesso in giro per L’Europa. Quella sera le nostre vite cambiarono radicalmente. Avevamo bevuto un po’e ci siamo lasciati andare. Io avevo ballato gran parte della serata con uno sconosciuto francese molto affascinante e gran ballerino, il cui atteggiamento era di quello che “aveva già visto tutto”. Mio marito non era rimasto a guardare. Passò la serata, infatti, a ridere e scherzare senza interruzione con una giovane donna, palesemente del nord Europa: Olandese forse, o Danese. Stranamente, quando ritornammo a casa, anziché essere pungolati dai moti della gelosia, eravamo eccitati e facemmo l’amore come non accadeva più da tempo. Non so dire il perché, ma avvertii una comunanza così forte tra di noi che, dopo aver fatto l’amore, trovai il coraggio di fare a mio marito una esplicita dichiarazione, e con voce esitante gli confessai che mi ero sentita attratta da quell’uomo con cui avevo ballato. Lui si girò verso di me con sguardo stupito, si alzò dal letto e si mise a camminare avanti e indietro, poi disse: – “Ho desiderato far l’amore con la ragazza con cui mi hai visto conversare stasera.” Ci guardammo senza parlare. Forse mai come in quel momento eravamo stati così sinceri l’uno con l’altro. Poi lui continuò. – “E tu? Hai desiderato anche tu far l’amore con lui? Stavamo addentrandoci nelle nostre regioni più nascoste. Ero consapevole che avrebbero potuto essere pericolose per il nostro rapporto, ma non volevo mentire. Presi fiato, poi dissi: – “Sì.” Ancora il silenzio seguì la mia risposta, mentre i nostri occhi, indagatori, si incontravano. – “Da ora in poi ci racconteremo sempre la verità.” – disse mio marito. – “Qualsiasi cosa.” Io annuì senza parlare. – “Promettimelo.” – “Te lo giuro. Ti dirò tutto. E anche tu a me. Ogni cosa.” – “Che ne dici di iniziare subito?” – “Adesso?” – “Adesso. Senza pensarci. Consideriamola come una purificazione della vita precedente.” – “Va bene.” – dissi – “Inizio io?” – “Inizia tu.” – “ Mi hai mai tradito?” – mi chiese. – “… Non… non completamente…” – “ Che vuoi dire?” – “Una volta con Franco, il mio personal trainer… ci siamo dati un appuntamento fuori. Sono entrata nella sua macchina. Ci siamo appartati in un bosco. Poi lui mi ha baciata… io ho corrisposto…” – “E poi?” – “Lui mi ha spogliata, mi ha tolto anche le mutandine. Ha toccato il mio sesso e io il suo… ma non ho voluto essere penetrata…” – “Glielo hai succhiato?” – “… Sì…” Mi accorsi che non provavo vergogna nel raccontare a mio marito la mia avventura extraconiugale, anzi, provavo piacere. Avevo i capezzoli duri ed ero bagnata tra le gambe. Ebbi la netta sensazione che anche lui fosse eccitato come me. – “E tu? Mi hai mai tradito?” – chiesi – “Sì” – “Quante volte?” – “Non so dirti con precisione quante…” – “Più di dieci?” – “Si.” – “Che porco che sei…” – “Anna, abbiamo giurato di dirci la verità, io non ti ho detto nulla su quello che è successo fra te e Franco…” – “Hai ragione.” – “Ho un dubbio che voglio fugare. Hai fatto sesso anche con Loredana?” Loredana è sempre stata la mia migliore amica sin dai tempi del liceo. – “Anna…” – “Cazzo, l’hai fatto anche con lei. Non posso crederci… e ti è piaciuto? Sembra di sì, visto il rigonfio dei tuoi pantaloni.” – “E’ così per lei, ma per te. Ho una voglia matta di fare di nuovo l’amore con te.” – Mio marito si avvicinò e mi abbracciò, poi mi sussurrò: – “Noi ci amiamo Anna e per questo siamo speciali. Ma saremo ancora più grandi se riusciremo a sconfiggere la gelosia e a far vincere la fiducia e il rispetto. Dobbiamo essere complici, più di essere amanti.” Poi mi baciò, un bacio sexy, intenso. Mi strinse il sedere, spinse i fianchi contro i miei e io mi sentii sciogliere dentro. Rifacemmo l’amore e fu ancora più bello. Per la prima volta io e mio marito, fummo accarezzati da uno spirito di libertà e di avventura. Uno spirito che Ero eccitata anch’io e non avevo più voglia di continuare: “Facciamolo” – dissi. non mi abbandonò tutta la notte. Mi sentivo stranita, come un detenuto che esce dal carcere dopo una lunga detenzione e vuole subito fare tutte quelle cose che non ha potuto fare. Io avevo un sogno nel cassetto, una fantasia che stava facendo la muffa. Adesso potevo realizzarlo. Osservando la Luna che rideva e chiacchierava con le sue amiche stelle, mi addormentai serenamente in attesa di domani. – “Cosa fai oggi?” – mi chiese mio marito mentre stavamo facendo colazione l’indomani mattina. – “Qualcosa di grosso. Vuoi saperlo adesso?” – – “No” – disse sorridendo maliziosamente, – “Ne voglio parlare con calma e purtroppo adesso devo andare: tra mezz’ora ho una riunione importante.” – “Come vuoi.” Appena uscì, mi precipitai al pc, l’accesi e scrissi su Google: Escorts homme Paris. Presi l’indirizzo e chiamai un taxi. Quaranta minuti dopo ero seduta nell’ufficio del direttore della più grande agenzia di escort di Parigi. Oltre a fornire un consistente numero di uomini di tutte le età, l’agenzia disponeva di diverse stanze nello stesso palazzo in cui eravamo. Chiesi di vederne qualcuna. Il direttore in persona volle mostrarmi le camere più belle e salimmo in ascensore all’ultimo piano. Tra le diverse vidi, una attirò in particolare la mia attenzione. In una delle pareti vi era uno specchio enorme in cui si poteva vedere il letto. Era evidente che aveva lo scopo di guardarsi mentre si faceva l’amore. – “Oltre ad ammirarsi “ – disse il direttore, – “ questo specchio, e questa porta accanto allo specchio, ci permettono di offrirle un servizio esclusivo, Madame…” – “In cosa consiste?” – “Al di là dello specchio vi è un’altra stanza. Chi è dall’altra parte può guardare voi, o meglio ammirarvi. Decide le se quella camera deve rimanere vuota o deve esserci uno o più uomini, una donna o più donne o una coppia. Se lei vorrà, le basterà fare un cenno e chi è al di là, potrà entrare nella vostra stanza da quella porta. – “Chi sono queste persone?” – “Clienti. Ottimi clienti. Persone che amano questo tipo di erotismo.” – “E se decido di non farli entrare?” – “Avranno comunque assistito a uno spettacolo unico. I nostri escort sono tra i migliori del mercato ed è davvero piacevole vederli nudi e operanti…” – “Di quel book che mi ha mostrato, volevo vederne tre.” – “Torniamo in ufficio e mi mostri chi sono: li farò chiamare immediatamente: se non stanno già lavorando, naturalmente.” Mostrai al direttore gli uomini che volevo vedere e in pochi minuti tutti e tre erano davanti a me. Erano uomini davvero belli, tutti e tre intorno ai quarant’anni. Sorridevano ma non parlavano. – “Vorrei che camminassero un po’” – “Prego, signori, camminate avanti e indietro. Madame dica lei quando devono smettere” – ” Merci.” I tre uomini iniziarono a camminare su e giù per la stanza. Io li osservavo. Ne scartai quasi subito uno. Non sapevo invece decidermi tra gli altri due e li feci camminare per un po’. Entrambi avevano lo stesso deciso ma felpato allo stesso tempo. – “Fermatevi.” I due uomini ubbidirono all’istante. Decisi di decidere in base al tono della voce. – “Come ti chiami?” – chiesi ad uno. – “Luc, Madame.” – “Non male” – pensai – “E tu?” – “Jean Paul Madame” Era una voce da uomo, calda, sensuale e profonda. Una voce capace di graffiare la pelle e l’anima. Non ebbi più dubbi – “Voglio lui” – – “Ottima scelta, Madame, Jean Paul è senza dubbio uno dei nostri migliori.” Fece un cenno e i tre uscirono. – “Le è piaciuta una delle nostre stanze madame?” – “Sì, quella dello specchio. E vorrei una coppia nell’altra stanza.” – “Per quando Madame?” – “Per oggi. Va bene alle 15:00?” – “Très bien, Madame, très bien”. Pagai e uscii. Era il 24 febbraio del 2013. Una data che non dimenticherò mai.

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