Intrappolata

Mi usa.

Mi usa come se fossi un burattino.

Sono legata da corde invisibili, catene che mi stringono i polsi, le caviglie, il collo. Catene così pesanti che stento a muovermi. Ma nessuno può vederle, a parte me. A parte Lui. Intrappolata in una ragnatela d’acciaio, sono rinchiusa in una bolla di cristallo trasparente, nuda e sottomessa. Mi rigira tra le dita, tira le corde, mi fa assumere posizioni e mi lascia lì, ferma, in attesa. Sono il Suo burattino servile, la bambola con la quale giocare. Mi accende e mi spegne a Suo insindacabile giudizio. Perchè possiede la chiave della mia mente, e ogni azione è comandata dalla Sua volontà. I segni che restano sulla pelle sono il simbolo della mia libertà nell’essere schiava, nell’essermi donata completamente. La benda che porto sugli occhi sta a significare obbedienza cieca. Il corpo inanimato dimostra fiducia assoluta nella Sua persona.

Sono libera adesso.  

Ho l’ultima parola, sempre.                                     

Ho l’ultima parola. 

Si Signore.