cazz'in culo non fa figli…( arriva giulia-epilogo)

giulia era arrivata il giorno successivo. alla stazione ci trovò col calesse di tano tt bardato a festa! aveva messo perfino i pennacchi al duo di cavalli che ci trainava, ed anche il carro aveva i festoni. divertita come una bimba era salita con un gridolino di gioia, mentre la mini (che già era proprio succinta) gli era salita fino al linguine… i pochi astanti sul piazzale della stazione di Casalbore avevano gli “occhi fuori di melone” già quando scese dal treno svestita a quel modo! ma si sa che se dentro di te la femmina “traborda ” non c’è modo di fermarla…baci abbracci e un totale chiacchiericcio ci accompagnarono lemme lemme fino alla masseria nei 20 mn successivi. giulia mi faceva gli “occhioni” ad ogni sguardo alludendo a lui, come dire: però che bel tipo, ma dove l’hai trovato! lui si scherniva ai complimenti di giulia e sorridendo sornione mostrava la sua competenza con le cavalline, come a dire che poi sarebbe stato capace di guidare anche noi due…cmq una volta arrivati, tano ci avvisò che doveva finire il lavoro iniziato al mattino e noi ci offrimmo di aiutarlo. ci disse: ma veramente io…cmq ok se è questo che volete venite e mettete questi, e ci diede dei guanti in plastica lunghi fino quasi alle spalle. con giulia ci guardammo interrogate…arrivati alla stalla vedemmo il bufalo e capimmo tutto: era bloccato in una posizione da un’attrezzatura che gli impediva di muoversi. era enorme, alto quasi come noi. divertito dal ns stupore, tano ci fece vedere quale parte avremmo dovuto massaggiare x portarlo all’eccitazione: era giorno di inseminazione e c’era bisogno dello sperma! ecco queste sono le vescicole seminali, ci disse, e poi il movimento da fare è questo…e ci fece vedere come…giulia mi guardò divertita, ed io stessa quando vidi l’attrezzo del bufalo rimasi basita! era lungo come il mio braccio e grosso almeno 10-12 cm… a quel punto non ci potevamo certo tirare indietro e così ci posizionammo una x fianco dell’animale e cominciammo a fargli, credo, la più grande “sega” del secolo! avevamo paura di fargli del male e cercavamo di essere più delicate possibile, e mentre lui muggiva di goduria, noi imperterrite continuavamo il ns lavoro a 4 mani. cercavamo di andare all’unisono, in un su e giù in armonia con le mani cosparse di un unguento apposito. i minuti passavano e la “pertica” diventava sempre più grossa e dura. mai vista na roba così! mentre ci scambiavamo battute divertite sulle “misere” misure dei ns maschi, chinate in quel gesto, tano ci fotografava col cellulare. a rivedere ancora oggi quelle foto penso sempre a quanto ci siamo divertite in quei giorni così diversi, proiettate in un’altra dimensione. beh! a farla breve dopo 10-15 mn di buon lavoro e tanta fatica vista la posizione scomoda, tano portò il recipiente del caso xchè secondo lui era arrivato il momento: la povera bestia cominciò a dimenarsi e a soffiare come quando il toro carica, ci disse di non fermarci e di continuare sempre con calma anche quando “farà”, che così ne viene di più! ad un tratto ci fu l’eruzione: tano alzò il contenitore e lo mise davanti alla punta dell’enorme organo x prenderla tutta, mentre il bufalo tra sbuffi e muggiti ne sborrò almeno 3 dita nel recipiente. poi pian piano si calmò e tano vedendo che noi continuavamo a segarlo ci chiese se doveva chiamare la protezione animali…ci avete preso gusto eh? oh beh…insomma…certo che tt sta storia aveva scatenato in noi una sensazione di grande complicità… poi lo spruzzo fu veramente un cosa incredibile come quantità, ma tt la situazione era inconsueta e neanche mai pensata. mentre tano liberava il povero bufalo, ci togliemmo i guanti ed andammo in casa x lavarci. giulia aveva un corpo da favola. si muoveva come una gatta, con uno sguardo malizioso ed invitante. mi aiutò a spogliarmi: faccio io disse…era dietro me e sentivo la sua bocca sulla mia spalla. non era un vero e proprio bacio. l’aveva posata aperta sulla mia pelle e alitava, con la lingua in movimento: ricordavo quel modo particolare di leccarmi la patata. nessun’altra mai, ho trovato che usasse quella tecnica che invece le copiai subito con grandi risultati. il calore dell’alito rende più sensibile una parte che già di suo…scese lungo la schiena fino ai glutei, poi ancora più giù fino al buchetto. leccava ed alitava in modo lento, estenuante, caldo. mi chinai appena in avanti x renderle più agevole l’azione. la lingua si insinuava e puntava…con dei piccoli colpi che cercavano di aprirsi una via x entrare nel mio buchetto. una cosa sensualissima ed interminabile. il cuore quasi si fermò quando sentii che scendeva ancora…ora era nella “terra di mezzo”, quella parte erogena da sempre era la mia preferita. ci perdo ancor oggi spesso dei minuti a succhiare proprio lì quando mi capita una compagna di giochi amante di certe sensazioni, e lei ne era una vera maestra. lenta inesorabile scese ancora qlc centimetro e sentii quel vulcano a bocca spalancata sulla patata: l’istinto mi ci fece sedere sù, come ad aumentare l’azione facendo pressione col peso del corpo. con le mani mi carezzava l’interno delle cosce, arrivava ai piedini e tornava su con dei piccoli e teneri pizzichi. sentii l’orgasmo arrivare come da lontano, irrefrenabile, un impulso partì dal cervello e dai piedi e confluì lì…una magia interminabile che durò 20-30 secondi prima di scatenarsi in un “brodino” a cui lei non si sottrasse, anzi…continuava avida la sua azione, mentre tano stavolta filmava! quando se ne accorse giulia si fece ancor più porca: si mise a pecora e reclamò la mia bocca, ed io gli resi pan x focaccia! la imitavo nel suo metodo, quasi a ventosa sui buchetti. pian piano si rilassava e con le dita partecipava e cercava la mia lingua. poi ad occhi chiusi sentii qlcs appoggiarsi alla mia guancia come x farsi strada…la cappella di tano si insinuava tra la mia bocca e la patata di giulia, quasi incerta sul da farsi xchè non gli lasciavo spazio x entrare! ero di colpo ingorda e la volevo tt x me. lui un po’ spingeva e un po’ me lo dava a mò di gelato…che buono buono buono! alla fine però cedetti: la infilò come si infilza un tordo, lento inesorabile senza fermarsi se non alle palle. gli si era messo a cavalcioni e mi restava tutto lo spettacolo del mondo davanti agli occhi. non sapevo da che parte cominciare a condividere quel momento: mangiavo un po’ il clito e mentre lui affondava mi arrivava uno schiaffo dalle palle, poi lui si fermava dentro e allora andavo all’attacco del suo buchetto sempre col solito sistema a ventosa…lo sentivo ripartire come il suo bufalo di poco prima, una carica da settimo cavalleria! finchè arrivò il momento del culetto: gli entrò come nel burro mentre a giulia scappò un urlo tra goduria e dolore, e a me rimase tutta la patata a disposizione. potete ben immaginare la mia cura di un gioiello così prezioso a cui feci di tutto finchè venne squirtandone un litro sulla mia faccia. alle sue urla tano si eccitò a tal punto che gli sborrò nel culetto tt ciò che gli era rimasto dal giorno prima. ricordo poi il caldo di quel giorno, la gran sudata tipo sauna. ricordo il bagnetto tt assieme dentro quell’enorme vasca tra gli alberi del suo giardino. ricordo un immenso sole, e noi stesi nudi ad asciugarci sul prato, liberi come bambini felici. grande giornata, frutto di un’iniziativa scaturita dalla memoria di ciò che le persone vere sanno dare e ricevere. ciao a tutti…un bacio