Le faccette quando godono (elogio semiserio)

Nei tanti dubbi della mia esistenza, solo di una cosa sono sicuro: ne è valsa la pena essere passati dallo stato di trilobita, percorrendo tutta la catena evolutiva, fino ad arrivare a quella di Homo Sapiens, senza ovviamente scordarsi mai che siamo stati Erectus e di tanto in tanto dovremmo tornare ad esserlo, se vogliamo farle divertire.
Il primo rapporto fu consumato famelicamente sulle sdraio verdi delle spiagge di Cattolica. È un dilemma che mi perseguita fin da quel giorno, era buio, che espressione ha avuto mentre godeva? La domanda è sempre quella: la tua prima donna ha goduto veramente o la tua vita con la prima finzione è stata tutta un inganno? Fine della storia triste. Non divaghiamo.
Non ricordo esattamente il giorno, l’ora, i minuti ed i secondi esatti quando capii cosa mi sarebbe piaciuto di più nel sesso, so solo che un dato momento realizzai che le faccette che fanno mentre godono, sarebbero state la colonna portante dei miei voli pindarici tra le lenzuola, l’architrave del mio piacere, il contrappunto del quale non posso fare a meno.
L’abnegazione per il piacere femminile è tanto sbandierata, ma forse è un po’ meno professata di quanto si pensa. Comporta a volte anche dei sacrifici, che poi sono ampiamente ripagati, quando magari fai avanti e indietro come un canoista che sta per vincere con i fratelli Abbagnale la medaglia d’oro e non vedi l’esplosione di piacere, allora ti devi rimettere in gioco, ridiscutere, cambiare tecnica, dialogare, capire, starle vicino con la testa. L’orgasmo non è mai dovuto, ma pazientare e sparigliare le carte sì, è obbligatorio senza un reale perché, dovrebbe essere una cosa innata, come i salmoni che risalgono la corrente, come i delfini che dopo l’accoppiamento perdono l’orientamento e si spiaggiano assieme, come i maschi delle mantidi che si accoppiano con una femmina tre volte loro. Cazzo muoiono tutti ora che ci penso, era meglio fare altri esempi.
Il mondo contemporaneo ci viene incontro (sporcaccione il mondo), moltissimi tabù sono stati abbattuti, la religione fa sempre meno presa, il sesso orale lo si fa prima, durante, fuori e dentro i matrimoni. L’uso dell’acqua corrente e di una sufficiente dose di detergente hanno facilitato l’avventurarsi in zone altamente mortali se non trattate correttamente. Le creme depilatorie hanno spianato la voglia di esplorare ogni bellissimo centimetro di celestiale visione, senza doversi interrompere un per due a sputacchiare innocentissimi, atavici, ma a volte antipatici steli del giardino. Ovviamente un giardino curato lo trovo sempre piacevole.
E allora dovremmo sempre provarci, ci riusciremo delle volte, altre un po’ meno, ma sarà sempre uno spettacolo vederle contorcersi dal piacere, stringere le lenzuola dentro un pugno, afferrare la testata del letto, mordersi le labbra, serrare i denti, fare espressioni che le rendono anche meno belle perché no, a volte capita, ma fottutamente donne. Solo allora quei miseri 10 secondi che non so chi, ha donato a noi uomini, varranno la pena di essere inseguiti e barattati in cambio delle loro goduriose faccette, delle loro pupille dilatate, dello sguardo assente, dei graffi sulla schiena, del cielo immaginario che hanno appena toccato.
Le donne sono animali meravigliosi, complicate creature, se tenti di capirle ti fanno diventare pazzo, tendono a farsi mentalmente molte più seghe di quelle che noi ci facciamo fisicamente, ma prima di sdraiarle sarebbe opportuno sparecchiare loro la mente, se ci tenete a quelle smorfie.
Il segreto è ricominciare sempre da capo, come se fosse la prima volta, ammettere che non si è infallibili, essere disposti ad imparare e migliorarsi. L’umiltà tra le lenzuola è fondamentale, c’è sempre qualcuno che ne sa più di te, che gode diversamente da te, che si aziona in maniera differente da te.

Il dialogo nelle coppie, che siano occasionali o meno, rappresenta le fondamenta dell’intesa e già quella è cominciare a godere.
Io ci ho sempre creduto. Sempre. La conoscenza è il primo passo verso una soluzione, alzare l’asticella è l’ineluttabile strada da percorrere verso la gratificazione e quando quella si alza non possono che guadagnarci tutti. Della qualità intendevo.
Repetita iuvant direbbero i nostri antenati, poi a furia di godere la cosa gli è sfuggita di mano ed hanno sfasciato un impero, ma è un’altra storia. Nulla è perfetto, se lo fosse sai che noia, la nostra fortuna è che la ricerca del piacere è perfettibile all’infinito. Pensate a certi cavallucci marini, che si riproducono una volta sola nella vita, se sbagliano quella saranno in un mare di guai e dovranno darsi all’ippica.