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Mentre si apprestava a quell’anonimo incontro pensava che fosse stata una vera follia aver accettato l’invito di una persona il cui unico contatto era avvenuto scambiandosi alcune mail.

Eppure, predisposta come le era stato indicato, si recò all’appuntamento seguendo le indicazioni ricevute e presentandosi all’indirizzo in precedenza trasmessole.

L’uomo la accolse con il volto occultato da una maschera, mostrandole subito alcune stampe che la ritraevano, e precedentemente estrapolate dalle immagini presenti sul sito attraverso il quale era avvenuta quell’insolita conoscenza.

Senza molto tergiversare le ordinò in maniera perentoria di togliersi subito il vestito, aggiungendo, con un tono che non ammetteva repliche, che desiderava vederla finalmente anche dal vero tutta nuda.

G., sebbene fosse pervasa da sensazioni di inevitabile imbarazzo, ubbidì, lasciando che l’abito le scivolasse lungo il corpo, restandosene esposta statuariamente di fronte allo sconosciuto in equilibrio sulle elevatissime calzature dal tacco finemente appuntito.

Immobile, mentre veniva accuratamente ispezionata dall’individuo, che girandole attorno ed osservandola con palese soddisfazione raccolse da terra il suo vestito, incrociandone lo sguardo già ne intuiva le ulteriori intenzioni.

Egli, indicandole il divano sul quale andò a sedere, e contemplando ancora compiaciuto l’integrale nudità che aveva di fronte, la esortò ad avvicinarsi per prendere posto sulle proprie ginocchia.

Assecondandolo, quasi fosse stata un automa se non per le movenze sinuose, si dispose in grembo all’uomo, già ben consapevole di quanto l’attendeva, trasalendo comunque al primo contatto epidermico con le sue avide mani che iniziarono a percorrerle l’intera superficie del corpo sospingendosi subito dopo anche verso gli anfratti più intimi.

Al contatto delle dita sulla clitoride, non potendo trattenere un sussulto di inconfessabile eccitazione, ed avvertendone l’efficace manipolazione che la obbligò a rivelare di uno stato emotivo giunto sin troppo repentino al culmine di un convulso piacere, gli si abbandonò docile ed ormai succube di quelle prevaricanti attenzioni.

Senza opporre alcuna resistenza, neppure vedendolo sbottonarsi i pantaloni, si lasciò penetrare, del tutto incapace di poter distogliere lo sguardo dal turgido pene che, incuneandosi nell’alveo già fradicio di passione, prese a percorrerla facilmente con estrema irruenza.

Quando anche l’effluvio spermatico la colmò nelle viscere, procurandole l’orgasmo immediato alla sola idea di come avrebbe più tardi descritto di quella nuova follia al rispettivo compagno, ribadendo la propria segreta indole di insospettabile troia, andò a lambire con golosità voluttuosa il glande dell’uomo, gratificandolo senza ritegno ormai pronta a donargli altre inenarrabili sensazioni.

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