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Marica: una dea del sesso

Ancora oggi ripensando a quella stagione giovanile intensa e caotica della mia vita privata, rimugino con un misto di dispiacere e con un sorriso ironico, al tempo trascorso insieme a Marica: una donna veramente importante che mi ha fatto godere appieno le gioie del sesso, sia dal punto di vista passionale che carnale, non risparmiando nulla al lato fisico, mentale e sentimentale della mia persona e contribuendo a farmi diventare l’uomo che sono oggi. Come una divinità dell’amore, come Afrodite nell’antica mitologia Greca, Marica rappresentava la potenza irresistibile dell’amore e l’impulso alla sessualità che stanno alla radice della vita stessa e l’incarnazione del più lussurioso e libidinoso amplesso.

Quando la conobbi un pomeriggio d’inverno, preferendola ad una sua amica da tutti considerata bellissima e desiderata e infatuata dal sottoscritto, non ebbi alcun dubbio: il suo ipnotico sguardo, languido e sensuale, la sua figura alta, le sue mani lunghe e le sue dita affusolate come tentacoli, il suo corpo erotico e carnale, la sua intelligenza spicciola e la sua classe dovevano essere mie, dovevo assolutamente averla e possederle, con un senso nell’immediato di bisogno fisico.

L’arte amatoria e del corteggiamento e dell’adulazione, caposaldi del mio modus operandi nel campo delle conquiste femminili, su di lei ebbero l’effetto di farla uscire con me e di frequentarla; la miccia esplose quando nelle nostre prime effusioni amorose di una storia nata per gioco tra noi, mi denudai dalla cintola in giù facendole vedere e sentire la mia prestante eccitazione nei suoi confronti. Uno scambio di sguardi d’intesa al limite dello sconcio e la nostra passione sessuale e carnale non aveva ormai nessun ostacolo: eravamo perfettamente in simbiosi. La definizione usata da lei con le sue amiche nel descrivere il sottoscritto era “ben messo”, come seppi in seguito; questo fatto aumentò a dismisura il mio ego fallocentrico e la mia spavalderia sessuale.

Rimembro ancora, usando un lessico altamente pornografico per ben rendere l’idea, il primo pompino che Marica eseguì come un’opera d’arte al sottoscritto: le lunghe mani che impugnavano l’asta, la voracità della lingua sulla mia cappella che si alternava ai testicoli, la sua bocca carnosa che avidamente ingurgitava il mio turgido pene, i capezzoli del suo seno che si strusciavano oscenamente contro la mia intimità, il tonfo del mio cazzo sbattuto sulle sue labbra e sulle sue guance, il mio lungo orgasmo ingoiato dalla sua insaziabile voracità.

Un ossimoro amava definirmi tra i nostri innumerevoli amplessi, ghiaccio bollente ero per lei: ghiaccio a livello sentimentale, fuoco nella sfera sessuale. Un mare completamente piatto in amore in contrapposizione ad un oceano tempestoso a livello passionale…superficialmente non potevo chiedere di meglio: “E ‘l naufragar m’è dolce in questo mare”, mi venivano in soccorso le rime di un grande Poeta, frutto di una passione giovanile a giustificare il tutto. Sesso spinto senza alcuna complicazione sentimentale, il massimo per un maschio sano dell’allora mia età. Marica si concedeva a tutte le mie voglie, godendo appieno del suo corpo e del mio; io appagavo il suo fuoco senza nessun compromesso o promessa, in completa libertà.

Facevamo l’amore ovunque, con gioia e divertimento, come se fosse la cosa più naturale dell’universo intero: in pieno giorno in un parcheggio pubblico, venendo incontenibilmente in cinque minuti cavalcato dalle sue cosce, ricevendo e dando in qualsiasi momento sesso orale, o la notte copulando furiosamente in auto come due amanti clandestini una, due, tre volte sino allo sfinimento dei nostri giovani corpi.

Una cosa mi colpiva nel suo concedersi carnalmente: la continua ricerca della masturbazione durante qualsiasi amplesso, con una foga tale delle sue lunghe mani affusolate sul suo clitoride, che la portava ogni volta che la possedevo a soglie di piacere altissime. Io stesso cominciai a masturbarmi copiosamente mentre la penetravo, in ogni rapporto, accentuando al massimo i nostri favolosi orgasmi. La nostra confidenza relazionale e fisica aumentò in modo esponenziale, cosa che non appartiene minimamente a due innamorati: mi confessò che da ragazza sicurante aveva perso la verginità applicando quella pratica. Imparai per la prima volta nella mia vita ad ascoltare il godimento del corpo di donna, le vibrazioni e gli impulsi che emanava durante il sesso, ad accentuare e a portare al massimo i picchi del piacere comandati da quel tanto temuto da noi maschi orgasmo femminile; ad assaporare il gusto di ogni fluido e orifizio femminile e a percepirne il profumo.

Indubbiamente piacere genera piacere: spesso accade nella natura umana, inspiegabilmente, come mai paghi sino in fondo, che il semplice gioco sessuale, si trasformi e vada oltre, spingendoci al limite e la complicità diviene esasperata. Come quella volta a Venezia, in una piccola calle, presi da dietro Marica sollevandole le gonne e gustandomi il suo meraviglioso culo portandola ad un veloce orgasmo e venendole in bocca, il tutto accompagnato dal brivido di un passante sconosciuto che ci colse in fragrante.

O quella volta che facemmo l’amore io, lei e due sue amiche a me sconosciute: l’orgia giocosa dei nostri corpi nudi, l’urlo volgare dei nostri gemiti, i nostri lussuriosi baci che si alternavano ora tra uomo e donna, donna e donna, il mio pene che penetrava in successione la carne e l’insaziabile e libidinosa voglia di tre donne, il segno dei nostri liquidi orgasmi, l’estasi e lo sfinimento di banchetto carnale, l’orgasmo procurato da donna a donna.
Ormai non resistevo più alle richieste della mia Dea, come un servile adepto seguivo ogni sua richiesta e ogni sue ordine amplificando al massimo il mio e il suo piacere, ossessionato dalla mia continua voglia di lei. Non paghi ci spingemmo oltre, sino al punto che Marica mi confessò il suo sogno erotico per eccellenza: essere presa contemporaneamente da due uomini. Solamente con me si era aperta a questa intima confessione e grazie a me avrebbe coronato questo suo intimo e osceno desiderio.

Convinsi, con un finto distacco, un mio caro e fidato amico in questa nuova e folle impresa amorosa, spinto e combattuto dal desiderio di possederla senza freni ed inibizioni, nuovamente eccitato dal futuro piacere portato all’estremo. Ricordo ancora l’estasi e l’ardore con il quale la mia Dea si concesse e si deliziò contemporaneamente con due uomini. Si spogliò lentamente in una danza da odalisca, facendo ammirare e donando a noi due virili maschi una visione accecante del suo corpo in calore, ostentando e aprendo oscenamente ogni pertugio della sua carne ai nostri intimi e volgari tocchi. In modo famelico si avventò sui nostri membri terribilmente eretti di fronte a tanta sensualità; ricordo ancora l’arte con cui alternativamente ci masturbava e ci leccava uno alla volta o tutte e due assieme, portandoci a picchi di piacere inauditi, elevando i nostri peni ad oggetti sacri del suo piacere. E come ci ordinava di mangiarla e di leccarla e di masturbarla nella sua umida intimità e nel suo ano, mentre lei a turno continuava a leccare i nostri cazzi, sino a penetrarla alternativamente nella sua carne. Non c’erano regole in queste gioco di sesso di fronte al piacere carnale: io e il mio amico eravamo stupiti ed estasiati da tanta voglia e dagli orgasmi di Afrodite che si succedevano ai nostri poderosi colpi e nel vedere quello splendido corpo di donna completamente in nostro possesso, in un modo che nessuna nostra giovanile fantasia erotica aveva minimamente potuto immaginare.

Non ancora sazia si spinse oltre: mentre il mio amico continuava a prenderla prossimo ormai all’imminente orgasmo, mi donò e mi implorò di penetrarla da dietro tra i suoi splendidi e sudati glutei o come volgarmente mi gridò lei nell’oscenità del momento di prendermi il suo culo. In un turbinio di sguardi lussuriosi, di gemiti osceni, di contatti carnali, di indicibili incitamenti i nostri corpi si fusero insieme. I nostri peni, prima lentamente e poi sempre più decisi, si strusciavano internamente ed esternamente nella sua intimità, che allargandosi inaspettatamente ed oscenamente ci accolse umida ed infuocata. Sentii il mio amico raggiungere un convulso orgasmo vibrando dentro di lei e lanciandomi uno sguardo complice di riconoscenza; sentii Marica contorcersi in un folle orgasmo lanciando completamente la testa all’indietro e serrando al massimo attorno al mio sesso le sue natiche, delirando oscenità, e accentuando ed estremizzando all’eccesso lo sguardo languido e sensuale di quando l’avevo conosciuta, perdendosi completamente nel suo intimo piacere.

Abbassai gli occhi deliziandomi con la vista del mio stesso sesso completamente immerso nella carne di quella Dea soprannaturale e spingendo al massimo il mio corpo e la mia libidine, fui colto da un lunghissimo orgasmo dentro Marica, amplificando all’acceso il mio piacere e gustando ogni spasmo del mio corpo, rimanendone quasi stordito.

Proprio in quell’istante vedendo il mio amico uscire da Marica e lei completamente persa nei suoi pensieri mi resi conto di una cosa, come un fulmine a ciel sereno, come una stretta allo stomaco: per quanto potessi prenderla e possederla in ogni modo e soggiogarla alla mie voglie, lei non sarebbe stata mai completamente mia. Una gelosia assurda si impossessò di me, guardando odiosamente anche il mio incolpevole amico: la desideravo ancora, non sessualmente, ma desiderarlo farla mia, che il suo respiro fosse il mio, che il battito del suo cuore fosse mio, che il suo animo fosse mio; desideravo soggiogare il suo il suo spirito libero. Una morsa attanagliò il mio cuore: l’amavo. Il piacere estremo provato, l’apoteosi dei sensi raggiunta, fece largo simultaneamente al dispiacere e al disincanto più assurdo: stavo quasi impazzendo.

In ogni creatura vivente la dea Afrodite, se vuole, sa accendere il desiderio, che procede come un incendio, travolgendo ogni regola. Al di là delle regole, al di là della giustizia, una forza possente travolge ogni creatura e la spinge a osare ciò che non avrebbe mai osato se fosse stata in senno. Poiché quando ama, ognuno sembra perdere la ragione, e si lascia trascinare dalla passione, quella di Afrodite è considerata una follia appunto, ma di tipo particolare: “i più grandi doni vengono agli uomini da parte degli dèi attraverso la follia, quella che viene data per grazia divina” (Platone).

Confessai la mia follia d’amore a Marica e che il suo ossimoro non era più tale, ma caldo e infuocato nei sentimenti, scommettendo sul gioco d’amore di coppia. Non riuscii mai a capire esattamente, seppur scervellandomi e confrontandomi con lei, cosa Marica provasse nei miei confronti: ancora oggi il dubbio mi assale.

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Reale – L'amica di mia figlia

Ho veramente perso la testa per Jessica, quella splendida ragazza che frequenta le superiori. Mia figlia la segue da un po’ di anni perché a scuola è un po’ in difficoltà. Ha alle spalle una famiglia che non la segue e mia figlia le si è affezionata. A volte , se si attarda per studiare, cena con noi. E’ molto aggraziata, ha un bel corpo ben proporzionato, direi che è una gran bella figa e mi piace da morire.

Quando cena con noi si siede accanto a me, le parlo delle scorribande e della mia giovinezza scapestrata e avventurosa. E’ una creatura incantevole con un corpo da urlo. Oggi me la trovo davanti a casa. Le dico che mia figlia tornerà tardi. Le chiedo cosa deve fare, lei mi dice di avere dei compiti da fare, ma che aveva voglia di stare un po’ sola con me per sentirmi raccontare le mie avventure di gioventù. In casa non c’è nessuno e la faccio accomodare. Indossa una gonnellina con uno spacco che lascia intravedere lo scippino bianco. Io le vado alle spalle e le stringo i seni, mi appoggio, le do un bacio sul collo, ho il cazzo duro e glielo faccio sentire tra le chiappe, mi sta parlando con voce suadente è una mia impressione o quella giovane fighetta impertinente vuole altro.

Indietreggia col culo e sente il mio bastone duro, si gira, si passa la lingua sulle labbra, mi mette le braccia al collo e mi fa sentire la consistenza dei seni, allungo la lingua e mi offre la sua mentre ci baciamo, con un dito le accarezzo la figa. La bacio a lingua in bocca apre le cosce, appoggio una mano sul suo pancino liscio non sono di sasso ed è un po’ che mi stuzzica infilo il dito medio nello slip e scendo finchè trovo l’inizio della figa: gliela sfioro tutta dall’alto in basso è calda e bagnata. Al primo lieve tocco si contrae, chiude gli occhi, si lecca le labbra, socchiude gli occhi allarga le gambe, non posso e non voglio andare oltre ma la passione ha il sopravvento.

C’inoltriamo tra gli alberi del mio giardino e quando siamo ben nascosti lascio cadere calzoni e slip: il mio membro è nella sua massima erezione, le prendo una mano e glielo faccio toccare, respira ansimando, le sue dita lo sfiorano, sente le vene turgide e si gusta le sue pulsazioni. Toglie gonnelina, slip e reggiseno, mentre la sua manina stringe la cappella dolcemente e s’inginocchia. Allunga la lingua timorosa e tocca la cappella poi la ritrae quasi spaventata, questa sua timidezza ed inesperienza mi procura un’erezione ancora più violenta, se fosse possibile, la sollevo e la stringo, i nostri corpi si gustano. Le metto un dito nella vagina e lo muovo piano senza penetrarla molto, le sussurro in un orecchio come le donne esperte muovono l’addome per farsi penetrare il dito fino in fondo e godere, con un movimento deciso si schiaccia contro il mio addome tra i nostri corpi non passa neanche l’aria, ci muoviamo insieme ed il suo viso è disteso e felice.

Mi fermo con il cazzo piantato nel suo corpo e ci baciamo, le palpo il culo, le succhio i capezzoli, il suo corpo è tutto un fremito. Lei s’inginocchia, mi lecca la cappella con brevi e incerti colpi di lingua, mi sembra di sognare, apre le labbra e comincia a farlo entrare, le dico di muovere la testa avanti e indietro e lei si muove abbastanza bene, mi sbaglierò ma qualche pompino l’ha già fatto. Le dico di respirare bene ed accelera le succhiate, sento i coglioni pronti a spruzzare lo sperma, il suo pompino è troppo bello per interromperlo ed il mio sperma le riempie la bocca, gli schizzi la colgono impreparata, tenta di deglutirla, ma quasi si soffoca. Se lo sfila dalla bocca e sputa per terra chiedendomi scusa. L’accarezzo dolcemente, le dico che per essere la prima volta è stata molto brava. Sono ancora super eccitato, quindi la prendo in braccio e la stendo sulla coperta.

La sua fighettina rosea è palpitante, la bacio, alza l’addome, le tengo aperte le labbra morbidissime e la bacio, la lecco, la gusto infilo la punta della lingua e mi gusto i suoi umori vaginali, la mia esperienza la fa godere con brevi fremiti, respira sempre più affannata, non controllo più la mia lingua che entra fin dove riesce, cerco e trovo il clitoride piccolo, teso e fremente so bene come far godere una figa con la sola lingua la sento gemere di piacere, la figa mi spruzza piccole gocce di piacere che mi deliziano, le sue cosce mi stringono il viso, i gridolini diventano forti , mi sembra di averla fatta godere anche troppo e sfilo la lingua. Continuo a baciarle la vagina, è ancora pulsate ed eccitata aspetto con pazienza che il suo corpo si acquieti . La porto nella mia alcova si guarda in giro e poi si butta tra le mie braccia, la bacio sulla bocca e le dico di chiamare a casa per giustificare il ritardo.

Mi spoglio, lo fa anche lei, le tendo le braccia e mi salta addosso, la sollevo, ci baciamo la depongo sul letto: lei afferra il cazzo sorride me lo tira, mi prende la mano e se l’appoggia sulla fighettina morbida, fremente, mi ferma scende tra la mie gambe, mi bacia il membro con bacetti soavi, mentre lo scappella lentamente me lo bacia e lo fa entrare nella bocca, chiude gli occhi lecca con soavi tocchi la cappella che sussulta, mi guarda e ride felice. Mi stendo, mi viene a cavallo offrendomi la vagina da baciare la bacio le faccio scorrere su e giù la lingua senza spostare la figa si gira e s’inginocchia, che spettacolo la sua fighetta fremente e pulsante davanti alla mia bocca. Abbassa il capo e la sua linguetta mi delizia il cazzo, i suoi movimenti fanno spalancare la figa, rosea, fresca come un frutto da cogliere, alzo gli occhi, vedo il foro anale pulsare seguendo i movimenti del suo corpo lo sfioro con la lingua, riprende a spompinarmi e la bacio, le lecco il foro anale. Lei dimena il culo sulle mie labbra ma sento il cazzo pronto per sborrare. Lei serra le labbra intorno alla cappella e accoglie il mio caldo liquido vizioso, lentamente si alza, si mette su di me in ginocchio, apre la bocca piena di sborra e l’ingoia tutta.

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Animali – Ho fatto sesso con la mia amica e il suo cane Attila

Ciao sono sempre io tina 47 anni e da 20 anni faccio sesso con i cani, un giorno era novembre mi chiama la mia amica laura e mi dici di andare da lei per divertirci, gli chiedo fra quanto tempo devo stare da lei e mi dici al massimo 1 ora e 20 min. va bene metto giù il telefono e mi vado a lavare mi asciugo e vado in camera per vestirmi reggiseno blu elettrico perizoma blu calze a fantasia gonna cortissima maglia tacchi 15 cm mi pettino mi trucco mi improfumo mi metto il giaccone prendo le chiavi e esco di casa, arrivo sotto casa di laura citofono mi apre e salgo lei abita al 5 piano di una palazzina la sua casa e 165 mq, laura e di 3 anni più piccola di me e alta 1,78 peso robusta gambe da troia seno porta 7/8 misura grande con grandissimi capezzoli.

arrivato al pianerottolo del suo appartamento suono mi viene ad aprire vestita tutto trasparente e provocante, mi dici guarda che ti ho chiamato perchè e un paio di giorni che alano attila ha tanta voglia e non so il motivo,ti ho chiamato perchè tu essendo esperta se puoi aiutare a risolvere il problema, prima gli dico ma tu come stai ci hai provato con attila e laura mi dici ma sei pazza a me piacciono sia donne che uomini non animali, va bene facciamo noi l’amore e cosi vediamo che dici attila però dobbiamo spogliarci e dobbiamo fargli sentire la voglia l’odore delle nostre fiche, va bene dice laura, incominciamo a fare sesso 69 per 20 min. poi ci lecchiamo i culi poi ci facciamo solletico e dopo 1 ora che facevamo vedo che attila ci incomincia prima a vedere da lontano e dopo a girarci intorno nervoso vorebbe annusare leccare e cosa altro vuole fare.

mi metto distesa e dico con laura leccami la fica e alza al massimo il culo le si avvicina attila la incominca a leccare fica culo per 20 min. e laura incomincia a suriscaldarsi e avere le voglie venute incomincia a mugolare, di colpo attila si ferma le salta adosso e incomincia a provare a scopare sbaglia la prima la seconda alla terza trova il buco e incomincia a stantuffare piano piano poi più veloce veloce e laura prima dice dolore poi parla strano e dice con attila di andare più veloce e di non fermarsi più a me tina dice e bellissimo ed io che dicevo che gli uomini sono instancabili ma mi sbaglio sono meglio i cani hanno più resistenza, attila va avanti per 50 min. a scopare senza sosta laura viene 50 o 100 volte e contentissima quando attila le viene dentro si ferma e lei stremata gode gode gode da matti, le chiedo se le piaciuto e mi dice di si, e straordinario attila e unico lo farò tutte le volte che voglio, ora fallo riposare che anche lui e stanco.

ora continuamo noi a fare sesso che siamo ancora arrapate e vogliose continiamo per 1 ora poi ci andiamo a fare doccia insieme ci asciughiamo ci vestiamo ci salutiamo ci prendiamo caffè e ci raccomandiamo di farlo spesso questa orgia con lei e il cane alano attila, viva i cani insaziabili bravi e ubbidienti e brave aniche che piace fare sesso con con donne e cane, dimenticavo attila ha cazzo 22 cm e grossa circonferenza fino al nodo, w w w i cani vigliosi vogliosi, ora la mia amica laura tutte le sere fa sesso con alano attila e sabato e domenica a 3 con me tina laura lei e il cane alano attile, per favore pubblicate questa storia datemi un voto da 1 a 6 e fate commenti e consigliate grazie da tina desiderio cani e-mail ciao al prossimo racconto, i cani sono meglio degli uomini non si stancano mai e no dicono niente eseguono molto bene. w w w i cani che sanno far divertire, bacioni a tutte le donne e uomini dove e come volete ciao alla prossima.

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LA SCAMPAGNATA

Belli i tempi di quando si andava a pesca tutti insieme…… Si partiva alla mattina di buon ora verso le sei e arrivavamo al fiume,in mezzo alla campagna,lontano dall’afa cittadina,l’aria era fresca e pulita Ti faceva sentir bene. Salitamente eravamo una decina di persone,i mariti si preparavano e andavano a pescare noi mogli ce ne andavamo a spasso per la campagna O nella cascina vicino a trovare la famiglia di contadini che ormai conoscevamo bene,molto bene! Era una famiglia numerosa,i genitori,4 figli maschi e due femmine e a volte erano in campagna a lavorare anche la domenica presto,sotto il sole che picchiava gia’ alle otto e mezza a raccogliere verdura o altro. Ammiravamo il loro fisisco asciutto e abbronzato,eran sempre senza magliietta,e tra noi donne commentavamo su i loro arnesi nascosti,a volte siamo andati anche a casa loro e devo dire che eran molto ospitali….. Una domenica appena ci han viste ci ha chiamato invitandoci ad assaggiare il vinello nuovo,siamo entrate in salotto,ampio,con un grande camimo in bella vista,un grande tavolo e mobili rustici. Eravam tutte e cinque vestite leggere,chi con sotto il costume o biancheria estiva,io ero senza reggiseno e avevo una bella scollatura da mostrare,cosa che non e’ passata inosservata…avevano preparato gia’ del salame nostrano affettato coperto da una tovaglietta,e subito ci han fatto bere un bel bicchiere di vinello,le donne non c’erano,erano a messa,credo.. La testa ha iniziato a girare un po’ nonostante abbiam mangiato anche qualche fetta di salame con del pane,ma al secondo bicchiere eravamo belle allegre..si rideva e le mani hanno iniziato a palpare,quello dietro di me,il padre credo aveva infilato una mano nel mio vestito e mi palpava le tette pizzicandomi i turgidi capezzoli,simona si era alzata e con le mani appoggiate al tavolo si faceva palpare da dietro,aveva gia‘ giu gli slip e con due dita infilate nella passerina se la stava godendo,ale si era girata e stava sbottonando la patta al piu’ giovane,insomma stava diventando un’orgia.. Girandomi mi son trovata un bel manganello davanti,mi puntava duro,ho guardato il padre negli occhi e sorridendo ho iniziato a menare il grosso arnese,poi me lo sono imboccato iniziando a pompare,con l’altra mano infilata negli slip intenta a stuzzicarmi il grilletto,intanto cinzia era gia’ in monta sopra uno di loro seduto in poltrona,gridava e gemeva come una pazza andando su e giu’ con ritmo forsennato,a quella vista ho smesso il pompino e mi sono sraiata sul tavolone e tolti gli slip mi sono aperta la fichetta con due dita invitando l’uomo,ha avvicinato il suo cazzo,strusciandolo su e giu’ tra le labbra fradice,poi l’ha puntato giusto e mi ha penetrata fino in fondo… Si e’ gustato il momento con delizia,poi tenendosi per le mie gambe ha iniziato a stantuffarmi con foga. Dall’altra parte del salotto si sentiva adele gemere e godere come una pazza..aveva gli occhi lucidi tanto godeva,subito ho capito che aveva il grosso cazzo del maggiore in culo e se lo godeva eccome!!! Dopo qualche minuto in “capo” si e’ sfilato,mi ha abbassato le gambe sul tavolo e me l’ha rimesso dentro pompando forte,ogni tanto mi schiaffeggiava la chiappa esposta,all’inizio mi ha dato fastidio ma poi…il godimento e’ raddoppiato fino a quando con un sibillo da serpe e’ uscito sborrandomi sulle gambe.Ero sazia. Non potevamo certo tornare dai pescatori cosi’ mal messe…chi aveva il culo rotto e in fiamme..(adele) le altre erano impiastricciate di sborra..gambe..sedere..viso.. Saggia fu loa decisione di andare verso il fiume,dove l’acqua era bassa e tolti i pochi vestiti indossati,( praticamente eravamo tutte senza slip.. Ci siamo rinfrescate e poi asciugate al sole. Purtroppo la scorsa domenica ero rimasta sola,le amiche erano gia’ partite per il mare,cosi io e mio marito,per toglierci da una citta bollente e semideserta siamo ventuti al solito posto,lui a pesca,io a prendere il sole in topless,tanto non girava nessuno. Verso le undici,io ero gia bellecotta dal sole ma non volevo mollare,mio marito in mezzo al fiume pescava tranquillo,d’improvviso mi par di sentire un rumore di un’auto,mi ero appena stesa dopo una rinfrescata nell’acqua e messa a pancia in giu’ quando sento un uomo avvicinarsi fischiettando… -allora?? Abboccano??- Alzo il viso per vedere chi e’,al momento non lo riconosco,,ma siiii e’ nicola..-MA ciaooo,mi alzo dal lettino per salutarlo, dimenticandomi di avere le tette al vento,noto subito i suoi occhi brillare e abbassare lo sguardo sulle grosse tette sballottate. -Bheee!! Che ci fai qui??- -Speravo che c’era qui qualcuno,in citta’si muore..solo che non ho sentito la sveglia! -Adesso vai a pescare? Pippo e’ laggiu’- -Quasi quasi vado a fargli compagnia…anche se…- -Scemo! Pensi sempre a quella cosa li…- -Con quello che ho davanti…- -Vai vai che e’ meglio…io sto prenendo il sole.. -Me ne vado..ma ti pentirai… -si come no!! Rimasta sola son tornata ad arrostirmi! Ritornati gli uomini dalla pesca,finito il pranzo a base di pasta fredda,verdure e frutta,ci aspetta un bel riposino sotto il fresco degli alberi. Ognuno sul suo lettino con la pancia piena,il venticello che rinfrescava… Ho atteso che i due pescatori si addormentassero per bene,poi ho preso il mio ascigamano e via a prendere ancora il sole,ma stavolta sulla prismata nascosta dai cespugli,ho steso il materassino mi son tolta il due pezzi e nuda nuda mi son spalmata la crema canticchiando serena e beata. Il sole picchiava eccome,la radiolina trasmetteva canzoni,mentre rigoli di sudore scorrevano tra le chiappe,dal collo dalla schiena. Son rimasta tranquilla per una buona oretta quando poi e’ arrivato lui! Ancora Nicola,non ci ho pensato minimamente di coprirmi,ma la bozza che aveva sotto le braghette mi eccitava,e non poco,allora l’ho invitato a spalmarmi la crema sulla schiena bollente,sperando che si lanciasse in qualcosa di piu’. Infatti partendo dalle spalle e’ sceso giu piano piano,sulla schiena,sui fianchi,fino alle chiappe,insinuandosi senza il minimo pudore TRA le chiappe,strofinando le labbra,infilando due dita nella fica fradicia e facendomi eccitare ancora di piu’. Eta al mio fianco,con il bastone che puntava in alto,la mia mano e’ partita nella sua direzione inpugnando l’asta turgida,dura come l’acciaio e bella grossa,tanto che non riuscivo a toccare le dita. Ho abbassato i pantaloncini,me la son portata davanti alla bocca e con la lingua ho iniziato a picchettare sul glande,a leccarlo a mo di gelato intanto che lo menavo,lui intanto mi sditalinava infilando a fondo due,tre dita,godevo e mugolavo,lo volevo subito,ma fermandosi mi ha portato il succo piu’ su sulla rondella e prima con un dito e poi con due me l’ha sfondata.UUUHHHHHH che goduria! Grande orgasmo! Mi son ripresa in fretta e messami alla pecorina mi son fatta montare da questo improvvisato stallone,me l’ha puntato tra le labbra,due tre copli leggeri,poi l’affondo fino alle palle,Come l’ho sentito! Ha iniziato a montarmi con vigore e io per fargli sentire come mi piaceva gli andavo incontro ad ogni affondo,godooooo una due volte,spinge ancora,so che non posso urlare di piacere ma godere in silenzio si!! Si ferma,mi spinge la faccia sul materassino, sputa sulla rondella,infila un dito,grosso come un cazzetto,tra il sudore gli umori e le sputate lo sento scivolare bene,raddoppia,ora due dita,scivolano bene,sputa ancora,apetto la mazza,la punta,spinge,sento la rondella aprirsi,fa piano,non c’e’ fretta,si ferma,mi fa un po’ male,spinge ancora,lo incoraggio arretrando anch’io,soffro ma entra,lo sento,fa male sssiiiiiiii Fa male,lui spinge io da sotto infilo due dita nella fica in fiamme,parto con una goduria immensa,capisce che e’ fatta,arretra un po’ e affonda tutto,belloo!!che goduria,parto ancora. Lui mi incula da dietro,io da sotto mi strapazzo la fica con le dita e godoooooooooo,mi stantuffa da dio,alterna momenti di potenza con momenti piu’ leggeri,regge bene,ora non sento piu’ dolore,non mi masturbo con le dita,godo a essere inculata,non pensavo di godere cosi tanto di culo,ma e’ cosi!! Decisa spingo indietro il bacino,mi piace sentire l’affondo,le palle gonfie che mi sbattono sulle natiche,sono in un lago di sudore,sotto il sole cocente e mi sto facendo inculare come una troia!!!

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