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Paola ha tradito il suo uomo nel bagno dell’hotel

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Le primissime luci dell’alba, a cavallo della notte rivelano la facciata più realistica di quel luogo dove l’apparenza e lo sfarzo regnano sovrani per la maggior parte del tempo.

Ma a quell’ora, quell’agglomerato di finte promesse lasciava il posto ad un panorama ben diverso, scarno, silenzioso, nudo.

E’ l’ora in cui l’anima mendace e disonesta del posto, esausta ed appagata va a farsi benedire, dopo la nottata di alcool, sorrisi e pubbliche relazioni, proprio come il trucco di quella ballerina sudata del Sunrise.

Cavoli, Maverick aveva ragione.

Una serata sprecata tra insulse cagnette affamate di mance.

Un senso di profonda insoddisfazione sembra aver preso il controllo di ogni parte del mio corpo, mentre finisco il mio Negroni sbagliato, come tutto il resto, nella hall di questo hotel che pare non avere più nulla da offrirmi, prima di cedere il passo a “domani”.

Cazzo. No.

Mi volto, incuriosito dall’eco delle parole decisamente fuori luogo e dall’inequivocabile rumore che solo una donna riesce a fare quando capitola dritta sul pavimento.

Lo spettacolo che mi si prospetta davanti è dei migliori che potessi desiderare, lei è ancora per terra, di schiena, protesa in avanti e con le ginocchia divaricate contro il pavimento freddo, offrendomi proprio il lato più gradito, mentre cerca di fare leva sulla mano dell’amica visibilmente infastidita.

racconto-erotico-tradimentoNon c’è nessuno a parte noi ed il fatto che la megera che la accompagna possa accorgersi che le sto, palesemente, guardando il culo non mi preoccupa, anzi.

La osservo e penso che tacco 12, caschetto castano e la difficoltà di mantenersi in equilibrio erano tre fattori più che sufficienti per attizzarmi, per il contesto scarno della serata

. Il mio corpo è in perfetta sintonia con quel che sto pensando e la reazione non tarda a premere contro i pantaloni.

Grazie all’espressione chiaramente contrariata dell’amica, che punta lo sguardo nella mia direzione ecco che appena tornata in piedi, si volta anche lei.

Sorride.

Bene.

Ottimo.

Levati dai piedi.. – penso.

Si sistema i capelli e la gonna, ha già abbandonato il mio sguardo eppure sembra continuare a giocarci maliziosa, pur non incontrandolo.
Paola..

– Tranquilla. Ho solo bisogno di sedermi un po’, non posso rientrare in stanza così.

La voce è alta, probabilmente voleva che io ascoltassi. Probabilmente vorrebbe anche altro.

Molto probabilmente, lo avrà.

Si spostano sulle poltrone dietro l’ascensore, non passano neanche tre minuti che la profezia si avvera, quel manico di scopa si allontana sparendo sulla larga scala che porta alle camere.

E’ sola. E’ fatta.

Il ragazzo del bar sta rientrando, il mio bicchiere è vuoto ed il resto bello pieno; lei se ne accorge: del bicchiere e del resto.

Inverte la posizione delle gambe accavallate, mentre penso alla persona che l’attende in camera.

racconto-tradimentoL’idea di scivolare fra le calde gambe della donna di un altro, godendo di ogni sua fessura mentre il suo uomo l’aspetta, mi sta letteralmente facendo colare per il desiderio.

Con la scusa di un altro drink, le passo davanti raggiungendo l’angolo bar. La mia giacca nasconde l’inevitabile.

Sento i suoi occhi da gatta scrutarmi e la sorprendo in un movimento ondulatorio lento e furtivo sulla poltrona, deve essere eccitata. Probabilmente, anche in lei l’idea di farsi possedere all’improvviso da qualcuno che non ne avrebbe alcun diritto, sta avendo la meglio.

Si alza e viene verso di me. Ci guardiamo.

Mi supera con passo incalzante e sento il suo profumo mentre capisco che i nostri occhi hanno già fatto le presentazioni e si sono già detti tutto ciò che c’era da dire.

Abbandono il bar, il barista che sembra essersi imbarazzato al posto mio ed ogni pensiero negativo riguardo alla nottata, per raggiungerla in bagno.

Nella zona condivisa della toilette non c’è nessuno. E questo sembra essere il giusto epilogo a conclusione di una nottata di…

E poi esce lei. Di fronte al lavandino con un grande specchio non c’è spazio per entrambi, mi ritraggo per farle spazio ma sono eccitato come un toro e lei è splendida vista da vicino.

Accenna un sorriso cortese mentre si sistema davanti al lavandino per sciacquarsi le mani e non sembra sorpresa del fatto che sia rimasto dietro di lei. Il nostro sguardo si incrocia ancora, nello specchio questa volta, io la sto guardando senza il minimo pudore, non c’è ombra di esitazione, voglio entrare dentro di lei e voglio che lei lo sappia, ora.

Non posso aver equivocato, quella donna sapeva perfettamente come lanciare messaggi ed io sono molto bravo a coglierli.

Ed infatti, eccolo li. L’invito. Il segnale chiarissimo ed il punto di non ritorno al tempo stesso.

Chiude il rubinetto e si asciuga le mani guardandomi ancora, attraverso lo specchio, questa volta è seria e sensuale. Poggia le mani sui bordi del lavandino e divarica leggermente le gambe.

A quel punto mi avvicino e la sto già spingendo verso di me, con le mie mani sul suo ventre, mentre i nostri occhi non si sono mai lasciati

. Posso finalmente sentire il suo profumo che si mescola con il calore della sua pelle ed affondo nel suo collo, mentre la mia mano destra penetra con forza prima sotto la gonna e poi prepotentemente dentro di lei, che geme con gli occhi socchiusi ed inarca la schiena premendo contro il mio sasso che ormai reclama ogni sua parte, tutte insieme.

La presa della mia mano sinistra sul suo seno non mi soddisfa più, ora voglio altro, ora voglio piegarla completamente al mio piacere, voglio entrare fino in fondo a quel mondo che non è mio e rubare tutto.

Preso dalla foga di un animale affamato, le allargo le gambe e tiro fuori l’affare d’oro, lei sembra avere un attimo di apparente esitazione.

Tempistiche standard penso, mentre ormai sto affondando nella sua carne morbida e la tengo per le braccia.

Ogni esitazione e accenno di preoccupazione sono scivolate via in una frazione di secondo, così come ora scivolo dentro di lei, che si piega sempre di più, offrendomi quell’isola inondata di piacere e desiderio.

Scivolo dentro e fuori, sempre più velocemente, sempre più violentemente.

Sento ogni nervo del mio corpo tendersi, tutti all’unisono verso un’unica meta.

Porto la mano destra sulla sua spalla e stringo la presa, mentre con la mano sinistra le spingo il capo costringendola a piegarsi ancora di più. Sono vicino all’esplosione mentre continuo a sbattere il mio corpo contro il suo, come a raggiungere l’unico scopo della mia vita.

Sudo e la sento mugolare, in quella posizione scomodissima ma non mi importa, sto per riempire quel corpo che non mi appartiene, sento il calore che si spande e voglio arrivare dentro di lei con tutta la forza che possiedo.

Mi spingo più dentro, le lascio la spalla e metto entrambe le mani sui suoi fianchi, lo sento, sono vicino, lo sento arrivare.

La tengo ferma, ansimante contro il mio bacino ed esplodo. Finalmente godo, con tutto me stesso, mentre lei è costretta dalla mia presa a ricevere tutto il mio succo.

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STRANE COPPIE

Andammo in vacanza in affitto per un mese: io, che mi chiamo Anna con mio marito Angelo e mia figlia con il suo ragazzo. Due coppie che di “coppia” non avevano proprio niente. Mia figlia, Nancy, è una bellissima bionda ed allora aveva ventuno anni si portò dietro il suo ragazzo Mario, un palestrato di ventitré. Notai subito che tra loro qualcosa che non andava dallo sguardo libertino del fidanzato e dal disinteresse di mia figlia nei confronti del suo comportamento. Anche se apparentemente, tra i due non sembrava mancare l’affiatamento, soprattutto sessuale, notavo nei loro comportamenti sfaccettature molto strane e segni di nette crepature di coppia. Nonostante questo, non feci la guastafeste e lasciai che vivessero le loro esperienze per farli maturare, portandoli in vacanza insieme. La nostra casa era attaccata a quella di una coppia di coniugi quasi anziana, con una figlia “strana” fin troppo giovane, avuta avanti negli anni. Questa raggazza, di nome Daisy, molto bella, era sempre sola. Essendo i genitori delle persone davvero “particolari” di cui si diceva di tutto e di più lei, lasciata spesso in balia di se stessa, oziava spesso nel giardino della sua villetta e si notava palesemente che si annoiava come un cane. Nella sua noia, iniziò subito ad osservarci con curiosità. Passava il giorno ad oziare tra la casa e la spiaggia fino all’ora di nanna, non facendo altro che osservarci, mentre i genitori che non erano mai presenti si deliziavano, si diceva in giro, di nudismo e forse anche altro. Quattro giorni dopo l’arrivo, Daisy, seccata dalla stasi che regnava in casa sua, scese in confidenza con noi, venendoci a salutare ed offrendoci dolci e consigli sul posto. Prese subito di mira Mario, che essendo un donnaiolo inguaribile, la squadrava spesso dalla testa ai piedi, praticamente spogliandola con gli occhi e scherzando con mio marito sulle dicerie nudiste della famiglia. Si chiedevano se usassero farlo anche in casa. Lui gli lanciava chiari segnali di apprezzamento, incurante della gelosia della fidanzata. La strana ragazza “della porta a canto” rispose alle implicite “avance” e si mise in testa di provare a sedurlo: forse per gioco. Cercando ogni pretesto buono per venirlo ad importunare, soprattutto se io e mia figlia, per un motivo od un altro ci allontanavamo, stava sempre tra i suoi piedi. Inoltre non passò molto tempo che avemmo conferme delle pratiche della famiglia e quando i suoi genitori uscirono di casa lei si divertì a prendere il sole nuda in giardino, forse nella speranza che qualche bel maschione la notasse… ma i primi a vederla, dalla terrazza fummo io e mia figlia, non senza un po di gelosia verso quel corpo magnifico. I suoi genitori, rientrarono beccandola completamente nuda e non credendo ad i nostri occhi passarono davanti a lei come se la cosa fosse completamente normale, confermandoci le loro abitudini nudiste. Ebbi le conferme ad i miei pensieri che non fossero una coppia “seria”, quando mia figlia mi confidò in macchina, che a lasciarlo solo, con quella puttanella, che sventolava la sua micia al vento per tutto il giardino non si preoccupava più di tanto, perché comunque, mi rivelò sfacciata, se lo teneva solo perché scopava da dio, diceva, per il resto sapeva benissimo che era solo un porco e non se lo sarebbe mai sposato. A quelle parole, non ci crederete mai, tirai un sospiro di sollievo riflettendo che in quel modo non l’avrebbe potuta far soffrire più di tanto. Per il resto mi faceva solo piacere, pensare che si divertiva a dovere, con le dovute precauzioni. La mattina, mia figlia, infoiata come una maiala, se lo sbatteva in modo sfacciatamente sonoro, facendosi sentire per tutta la casa .-Oh si, ancora, sbattimelo più in fondo, si dai ancora, aprimi in due, ancora…che grosso che c’è l’hai, sbattimi più forte….- Talvolta mi trovavo ancora a letto con mio marito, che cominciavano a scopare come due porci, facendo sbattere pure le sbarre del loro letto in legno contro il muro. A sentirli così lascivi, una eccitazione “stuzzicante” si prendeva possesso di me, ma mio marito, niente… e quello che mi faceva ancora più rabbia era che in realtà piegava le sue gambe per nascondere una poderosa erezione. Preferiva andare in bagno a segarsi, straeccitato dalle urla di sua figlia che fotteva come una scimmia col suo ragazzo. Alla fine non aveva neanche la delicatezza di ripulire l’interno del water, che lasciava puntualmente tutto imbrattato del suo seme gelatinoso, che toccava ripulire a me. La sera di solito, un’ora dopo cena, mentre io e mia figlia lavavamo i piatti e Mario si trova in veranda a giocare col portatile o a guardare porcherie, Daisy si avvicinava a parlare con lui, ma volta dopo volta vedeva che per catturarlo “carnalmente” ci voleva qualcosa di più. Una di quelle sere, avendo tastato di trovare terreno fertile, andò da lui indossando un prendisole dalla trasparenza imbarazzante, trasparente al limite della nudità. Uscì accertandosi che nei dintorni non ci fossero persone indesiderate e bussò al cancello per parlare con lui, facendolo diventare completamente scemo. Era tutta depilata a malapena coperta da quel tessuto così leggero da non lasciare posto all’immaginazione. Mario gli sorrideva sornione dandogli corda, completamente rincoglionito, che poco ci mancava gli sbavasse addosso. Mentre parlavano lei non mancava di “accarezzarsi” e di far aderire il più possibile il tessuto attorno al suo corpo sensuale, mostrandosi praticamente nuda. Quando rientrò in casa credo fosse già venuto nel costume, vista la comparsa di un’inquietante umidità lì sotto… mio marito intanto li guardava dalla finestra segandosi. Sapevo bene dentro di me, che il mio, ora ex, marito in fondo in fondo era un porco depravato. E’ proprio lui fu la seconda vittima della noia di quella piccola sgualdrina, scatenando una reazione a catena che ebbe dell’incredibile. La volta dopo il porco si trovò a riceverla insieme a Mario, trattenendosi a discuere con loro per godersi lo spettacolo da vicino. La sua presenza non diede per niente fastidio alla troietta, vestita di un due pezzi con un top a triangolo decisamente più adatto ad una seconda scarsa che alla sua quarta abbondante. Le sue areole, grandi e brune spuntavano prepotenti per un terzo, dai bordi del succinto costume. Curiosa li guardavo dalla terrazza con mia figlia, mentre stendendo i vestiti guardavo fin dove avrebbero osato spingersi. Mentre una parola tirava l’altra, la puttanella si massaggiava i capezzoli, mettendoli praticamente in mostra ad i due depravati, si ritrovò coperta di lusinghieri caldi complimenti da entrambi, eccitandosi. Accaldata come non mai si mise con la fighetta in mostra, mentre si chinava a pecorina sulla macchina, parlando, spostava il costume di lato. Quando notai che in loro il pudore, stava diventando un optional, presi a scendere dalle scale guerriera, ma Nancy, che sapeva bene che la rottura era vicina, mi prese per un braccio e mi fermò. -No, non ora mamma, tanto le cose sono ormai finite, avrai la tua vendetta- Tornai su con lei e prendendoci gusto, cominciai anzi a sperare facessero di più per avere un pretesto di lasciare quel porco il prima possibile. La ragazza stava chinata su di una macchina posteggiata nel viale, parlando con Mario di fronte a lei che chinato allo stesso modo, gli guardava le tette completamente scoperte, intanto, la mano di mio marito, messo in piedi dietro di lei, stava nettamente tra le labbra della fica della ragazza, che si godeva compiaciuta il trattamento. Nancy lasciò cadere una molletta e tutti si dileguarono velocemente. Nancy e Mario dopo un piccolo battibecco conclusero con una santa scopata riappacificante. Io ed Angelo ci ignorammo completamente. Tre mattine dopo pensarono bene di incontrarsi in un posto vicino. Un terreno a serre, in disuso, che per lei fosse facile raggiungere in bici. Si assicurarono via sms che andasse bene, così prendendo il pretesto di una corsetta, in abbigliamento sportivo i due si allontanarono per circa tre ore. Lei, dopo il ritorno dei due con dei sorrisi davvero inebetiti, passò beata davanti alla nostra villetta con la sua bici, pedalando goffamente col pantaloncino ed il sellino tutto imbrattato di seme, che ad ogni pedalata, immaginavo, goccia dopo goccia usciva viscido dal suo ano dilatato. Non fù l’unica. La cosa si ripetette diverse volte, finchè non vennero notati da alcune persone del posto. Mi riferirono di averli visti tutti e tre in posti poco convenzionali… mi consolai ridendo con mia figlia, ma una molla scattò impazzita nella nostra testa che ci fece perdere ogni senso, rimasto, della realtà e della morale. Sapevo di essere stata palesemente tradita ma nella cieca vendetta il problema diventò la mancanza di un’obiettivo da parte mia. Qualcosa, forse un sopito orgoglio femminile ritornò a galla perché ferito, mi spinse a mostrarmi interessante come mai prima in vita mia, per far ingelosire, se ancora gliene importasse qualcosa di me, mio marito. L’obbiettivo della mia seduzione, involontariamente, diventò chi non avrebbe dovuto… Inizialmente, come è ovvio pensare non risultai naturale, rischiando di far ridere i polli, ma dopo essere scomparsa, un pomeriggio intero, insieme a mia figlia tra parrucchiere ed estetista, tornai completamente trasformata. Taglio di capelli corti fino alle orecchie, che mi tolsero almeno venti anni dalle spalle, ceretta ovunque e guardaroba estivo decisamente più audace, scelto di fretta in un negozio di abbigliamento asiatico. Non vi nascondo che per la prima volta in vita mia andai anche a uomini con lei. Mia figlia si godette la compagnia di ben due stalloni mori, decisamente ben dotati, io, non abituata alla cosa concessi solo un discreto pompino al mio “amico”, niente di più. A prima vista mio marito non credette ai suoi occhi, conciata in quel modo, gli apparivo sexy come neanche da giovane lo ero mai stata. I primi complimenti arrivarono però dal ragazzo di mia figlia che comunque era un tipo tosto che se aveva qualcosa da dirti, te la diceva in faccia. E’ proprio grazie a lui però, che riuscii a superare l’imbarazzo iniziale di certi momenti. In quei giorni, a colazione mangiavo uno yogurt bianco, per sentirmi più leggera prima di tuffarmi e mentre lo assaporavo non riuscivo a capire perché continuavo a pensare a quel pompino, concesso in quel pomeriggio di libertà. Mario, che mi notava sovrappensiero non riusciva a staccare gli occhi da me. Mi notava come mai prima, perché il rossetto rosa forte ben spalmato sottolineava la grandezza delle mie labbra già carnose e i capelli corti completavano l’opera facendo risaltare ancora di più i miei occhi e le rotondità sensuali del mio viso. Lo yogurt, bianco, nella mia bocca, gli faceva fare pensieri peccaminosi. Io lo capii e non sò spiegarmi perchè presi a mangiare in modo ancora più inopportuno lasciandone colare ogni tanto un pò sul mento… Mario era un tipo “strano” che si prendeva fin troppe confidenze, continuava a farmi complimenti in continuazione, dandomi infatti parecchia soddisfazione, specie davanti a “lui”… arrivò al punto di farmi confidenze sulla bellezza del mio sedere e a darmi perfino una bella “pacca” sul culo. Una mattina, verso la fine delle vacanze, ne approfittai per indossare qualcosa di nuovo. Così indossai un costume a fascia bianco che sottolineava le mie grandi tettone mature stringendole fino a farle scoppiare. Sotto degli shorts di cotone sottilissimo contenevano a stento un normale costume elasticizzato che a causa del mio culone corposo scompariva quasi del tutto in mezzo alle natiche. Mentre mi vestivo mio marito mi guardava inebetito ed io per ripicca gli stavo lontano. Anzichè al mare, per cambiare finimmo in piscina al lido sportivo. Mentre mio marito e mia figlia andarono a prendersi una granita, io e Mario decidemmo di restare in piscina. Mi immersi chiudendo dolcemente le palpebre e rilassandomi, non mi accorsi però di un dettaglio alquanto scottante. Il ragazzo di mia figlia, dentro l’acqua con me, rideva istericamente tutto rosso in viso, facendomi gesti per farmi capire che c’era qualcosa che non andava. Mi guardai addosso entrando nel panico: il costume bianco, fatto si in cina, ma delle peggiori delle manifatture, perse quasi tutta la sua opacità. Il tessuto sottile a contatto con l’acqua stava diventando praticamente trasparente… non sapevo che fare. Nuotai prima verso il bordo, mostrandogli le grazie del mio bel sederone, poi verso lui, che mi diede le spalle per non guardare e mi attaccai con le bocce a lui. Trasalì. Una potente erezione si prese gioco di lui. In un modo o nell’altro dovevamo andare via di lì e con lui in quello stato non era certo più facile. Nella zona piscina c’erano quattro persone oltre a noi, tutte piuttosto distratte. Iniziai a discutere dell’accaduto per sdrammatizzare, chiedendogli sarcasticamente se comunque non ero poi un brutto spettacolo. Inducendolo a farmi apprezzamenti impudici non migliorai certo la situazione. Dovevo fare qualcosa in fretta, prima del ritorno degli altri due. Gli intimai di uscire una volta e si rifiutò, la seconda e la terza anche, poi capii perchè. Infilai di prepotenza la mano nel costume del ragazzo che non oppose resistenza ma cominciò a balbettare e a dire parolacce di imbarazzo e presi a masturbarlo con decisione, scappellandolo per bene ad ogni colpo. Mentre lo facevo un senso incredibile di piacere del proibito si impossessò di me senza che me ne accorgessi e mi portava a stringere le bocce sempre pù forte contro la sua schiena. In meno di un minuto venne copiosamente. Sgattaiolammo dal retro e salimmo dalla sabbia, al parcheggio. Sparimmo da lì in fretta e furia. Lui era senza parole per quello che avevo fatto in piscina. In macchina successe l’impensabile, tutto confusamente e molto in fretta. Correndo verso casa, all’altezza di un alto recinto di tabbia, Mario, mi pregò di fermarmi. C’è lo aveva dinuovo di marmo e con gli occhi luccicanti di eccitazione, mi pregò di accostare dietro al muro e rifare quello che avevo fatto in piscina. Non sò perchè senza dire nulla ubbidii. QUello che disse mi fece risentire piacente e desiderata come a vent’anni. Io presi zitta, ma divertita, solo a masturbarlo, con una mano. Lui mi afferrò voglioso, la fascia sul seno, tirandola giù dal centro in una mossa sola. Le mie poppone schizzarono fuori ringraziandolo e i capezzoli già duri strisciarono sul tessuto regalandomi un fremito alla patata. Mi girava forte la testa, senza che avessi bevuto, sentivo la faccia, il petto e le cosce in fiamme. Mi lasciai trascinare tanto in questo vortice assurdo di eccitazione che presi timidamente la sua mano e la portai sulla fica, gonfissima di sangue, che pulsava a ritmo dei miei battiti, lenti, ma forti come cannonate. Avevo il clitoride sensibilissimo e mentre le sue dita scivolavano dentro senza difficoltà, accompagnate dalla mia mano destra, con la sinistra raccoglievo un po di umori filanti e mi sgrillettavo veloce. Persi completamente la testa. Non scopavo da almeno sei mesi e lo volevo dentro e basta, anche fosse stato l’ultimo ed il più brutto uomo sulla terra. Scendemmo dalla macchina. Abbassai gli shorts e fatto volare via il costume di sotto mi misi alla pecorina sulla terra. Volevo finalmente infarcire la mia bella fregna desiderosa, non mi importava nulla di sporcarmi. Mario lo puntò deciso scivolando dentro quasi risucchiato dalla quantità oscena di liquido biancastro. Mi pompò con una foga animalesca la fica, fortemente avvolgente, ristretta dalla poca attività sessuale, sbattendo sonoramente ad ogni colpo, contro il mio grosso bel culo. Io lo invogliavo quasi in estasi e lui affondava sempre di più facendo versi inumani. Più spingeva, più volevo essere sfondata. Raggiunsi tre volte l’orgasmo. Dopo tanto tempo mi sentii così di nuovo “donna”. Guidai verso casa lentamente, ancora tutta sporca, forse con un pizzico di senso di colpa, ma incredibilmente appagata. Durante il tragitto mio marito telefonò per sapere dove eravamo e cosa era successo, visto che aveva sentito vociferare di comportamenti strani da parte di una signorona che era restata mezza nuda in piscina ma pensai… non erano affari suoi. La gelosia prese una direzione diversa e i giochi si ribaltarono.

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La nostra prima volta in tre

Ci siamo conosciuti sul sito. Ha cominciato a farmi una corte serrata, prima diretta solo a me poi si è rivolto alla coppia, si perché io sono felicemente sposata con un uomo meraviglioso. Nell’ultimo anno però avevamo deciso di comune accordo di divertirci esibendoci un po’ su internet, chattando con qualche coppia e scambiandoci qualche foto. Il gioco ci piaceva un sacco, infatti dopo scopavamo di brutto e non ci facevamo mancare nulla…. sesso tradizionale, sesso orale, sesso anale avevamo un sacco di giochini che usavamo a più non posso fantasticando sulle coppie che avevamo appena conosciuto. Tornando a lui, sicuramente un bull che sapeva giocare molto bene con classe e rispetto ma molto diretto, come dicevo ha cominciato a corteggiarci come coppia, ci raccontava cosa avrebbe voluto fare con noi, come lui e il mio uomo mi avrebbero messo al centro delle loro attenzioni e tante altre situazioni intriganti. I giorni passavano, ricevevo più di dieci messaggi al giorno da questo “intrigante tormento” come oramai ero solita chiamarlo quando raccontavo a mio marito delle nuove avance che mi aveva postato. Nelle nostre menti il tarlo della trasgressione, oramai, si era annidato e lui continuava il suo dolce e peccaminoso martellamento. Ci sapeva fare….. voleva essere a tutti i costi la nostra prima esperienza in tre. Non so cosa successe e neanche chi per prima, tra me e mio marito, ammise che ci voleva provare, ma una mattina appena svegli ci guardammo e ognuno di noi negli occhi dell’altro vide la scintilla…. ne parlammo un po’ e decidemmo di provarci, il più era fatto ci stavamo parlando apertamente, confidandoci, ma se solo uno dei due, al momento di concludere, si fosse sentito a disagio ci saremmo girati e avremmo lasciato perdere….
Ok affare fatto, cosi chiudemmo il discorso e ci salutammo, lui al lavoro ed io alle mie faccende domestiche. Quella piacevole sensazione di trasgressione non mi lasciò per tutto il giorno e così fu pure per il mio uomo, come ammise lui stesso a fine giornata quando ci rivedemmo. Nel pomeriggio io contattai il nostro bull, si perché ora lo consideravamo nostro, sarebbe entrato nella nostra intimità doveva appartenerci, per far si che il gioco mentale scattasse prepotente dentro di noi. Una serie infinita di messaggi nei quali mi indicava dove si trovava, cosa faceva nella vita, come rintracciarlo, insieme ai tanti complimenti e alla felicità di essere stato scelto da noi come “l’eletto”, colui il quale ci avrebbe traghettato in questo nuovo mondo, cosi come Caronte traghettava le anime all’inferno, lui ci avrebbe guidati in questo inferno di trasgressione e di lussuria.
Tornato a casa mio marito gli raccontavo concitatamente di tutta la serie di messaggi, di dove era, del suo lavoro e mio marito per tutta risposta mi disse che il paese da lui indicato distava da noi un 150 km e che per il giovedì successivo, giornata in cui noi siamo liberi da impegni lavorativi, saremmo andati da lui, al suo negozio, si perché lui mi aveva detto di avere un negozio d’abbigliamento per donna. Con mio marito ci rimettemmo al computer e lo ricontattammo riferendogli che da li a poco saremmo andati a trovarlo e mettendo in piedi un giochino…. se ci avesse riconosciuto entrando nel suo negozio il tutto avrebbe avuto un seguito altrimenti arrivederci e grazie.
I pochi giorni che ci separavano da quel fatidico giovedì passavano molto lentamente e noi scopavamo due tre volte al giorno pensando a quel incontro, ci sarebbe potuto bastare così…. ma no, non questa volta, oramai avevamo deciso di fare il passo successivo. Il mercoledì via dall’estetista depilazione integrale, volevo sentire completamente le sensazioni che questa esperienza mi avrebbe lasciato addosso. Giovedì mattina indosso l’intimo che avevo scelto la sera prima con mio marito vestitino nero molto corto e scollato stivali col tacco, mi guardo nello specchio….. sono bellissima. Esco dalla camera e trovo difronte mio marito, ha negli occhi una luce che non so descrivere… è emozionato, lo vedo, ma molto eccitato, lo sento, l’odore del suo corpo lo riconoscerei ovunque.
Ci mettiamo in macchina, il viaggio e un continuo toccarci, fare battutine e ammiccamenti, siamo tesi ma eccitatissimi si sente e si vede.
Dopo circa un paio d’ore siamo davanti al negozio, ci guardiamo ci baciamo un grosso respiro ed entriamo.
Ci accoglie una ragazza molto simpatica e molto carina, lei sta facendo il suo lavoro ma noi non la stiamo neanche ascoltando, ci guardiamo intorno, di lui neanche l’ombra… all’improvviso sentiamo la porta aprirsi, non mi giro, una stretta allo stomaco me lo impedisce…. credo mi abbia riconosciuta subito perché mio marito, che si era girato a differenza mia, mi ha raccontato in seguito che i suoi occhi si erano illuminati all’improvviso, aveva posato il caffè d’asporto che aveva in mano sul bancone e rivolgendosi alla ragazza…. finalmente sentivo la sua voce calda profonda sensuale erotica, le prime parole che gli sentii dire non erano rivolte a me ma lo stesso mi fecero accentuare la stretta allo stomaco, disse: “prendi pure il caffè, della signora mi occupo io”, ero venuta apposta per far si che lui si occupasse di me.
Mi si presenta davanti, era sicuramente meglio dal vivo che in foto un po’ più basso di mio marito, fisicamente ben tenuto come il mio maschio e ammetto che il primo pensiero è stato molto peccaminoso, chissà come godrò io così piccolina in mezzo a questi due bei maschioni, poi la tensione e la timidezza hanno ripreso il sopravvento e ho abbassato nuovamente lo sguardo. Tutto scorreva via come se fossi in trance, lui e mio marito parlavano amabilmente e mi sono trovata nello stanzino a provare un paio di vestitini. Quando uscivo per mostrare a mio marito se mi stavano bene vedevo il “nostro bull” trafficare con il telefono, senza staccarmi gli occhi di dosso. Acquisto i vestiti, lui ci passa un bigliettino da visita di un ristorante al momento di darci il resto, tutto fatto in maniera molto velata e molto attenta, questo mi a fatto pensare che sicuramente non era libero da relazioni sentimentali e che non voleva che la sua collaboratrice se ne accorgesse, ma non mi interessava doveva essere la mia giornata. Ci mettiamo in macchina io e il mio lui impostiamo l’indirizzo sul navigatore e ci facciamo guidare da quella voce femminile ma troppo metallica.
Arriviamo davanti ad una bellissima masseria molto curata, veramente molto chic. Entriamo e ci accoglie un signore sulla cinquantina, ben vestito, che rivolgendosi ad un ragazzo gli dice: “i signori sono ospiti di ………” il ragazzo si prodiga allora ad accompagnarci dentro, ci fa strada e dopo averci fatto attraversare un enorme sala, credo la sala ricevimenti, ci porta in un corridoio dove ci sono tante nicchie adibite a salette abbastanza ampie da farci stare dei tavoli da quattro, anche questi molto curati nella mise en place, con delle grandi vetrate che danno sul giardino, anche questo mi fa pensare che tutto ciò per il nostro bull non sia la prima volta, ma continuo a fregarmene perché oggi voglio essere la regina di questi due stalloni. Ci accomodiamo, subito ci portano delle bollicine con un po’ di aperitivi, attendiamo con non poco nervosismo. Dalle vetrate vediamo arrivare una grossa macchina scura e dopo pochi minuti vediamo lui nel vialetto intrattenersi con il cinquantenne che ci aveva accolti. Ora sono pienamente consapevole che sta per accadere veramente. Mi avvicino con le labbra all’orecchio di mio marito e mentre lo bacio e lo mordicchio gli sussurro che sono bagnata all’inverosimile, gli allungo una mano sulla patta dei pantaloni e non mi serve che mi dica che anche lui è eccitato si nota e anche parecchio. Il mio uomo mi consiglia di togliermi il perizoma e lasciarlo sul tovagliolo del nostro bull, aggiungendo: “un aperitivo anche per lui”. lo sfilo, è veramente fradicio, lo appoggio sul tavolo e sono ancora più eccitata. Lui entra, c’è una grande tensione erotica che viene ancora più caricata quando nota il mio intimo lì in bella mostra sul tavolo. Senza neanche sedersi lo prende lo annusa molto rumorosamente ed inebriato lo mette in tasca. Il ghiaccio è rotto tutti sappiamo ciò che vogliamo e lo vogliamo subito. Mi inginocchio sulla sedia, con il mio bel culo all’in su, sbottono i pantaloni di mio marito e tir fuori il suo cazzo maestoso, lo imbocco con grande avidità. Quasi contemporaneamente sento le mani dell’altro alzarmi il vestito e cominciare a lavorarmi la figa prima con due poi con tre e credo anche con quattro dita dentro di me, i miei sensi erano ricettivi all’ennesima potenza, ho sentito il suo respiro caldo avvicinarsi al buco del mio culo e la sua lingua entrarci dentro, i brividi le emozioni e le sensazioni più conturbanti si erano impossessate del mio corpo e volevo che quel uomo che fino a poco prima era un estraneo avesse libero accesso alla mia intimità. Cosi, come se fosse la cosa più normale di questo mondo, la mia gamba destra andava a posarsi sul bordo del tavolo mentre l’altra era ancora sulla sedia, ero oscenamente aperta ai suoi sguardi e alle sue voglie. Cominciò a leccarmi anche la figa che grondava umori, si staccò da me improvvisamente cosi come aveva cominciato e dopo pochi secondi ho sentito una cappella enorme violare il mio sesso.
In quel momento mi sono sentita veramente donna, avevo due cazzi tutti per me e oltre a goderne era mio compito farli godere. Con grande impegno continuavo a spompinare mio marito mentre il nostro bull mi scopava con un impeto animale, la mia figa era gonfia e bagnata e la mia clitoride era in piana erezione furi dal suo cappuccio. Cominciarono a girarmi e rigirarmi ma la situazione era sempre la stessa un cazzo in figa e uno in bocca, non so perché non andassero oltre, mio marito forse perché non capiva fin dove volessi spingermi, ma lui, il nostro bull, perché….. Decisi di prendere il comando e mi trasformai nella donna che mio marito ha sempre sognato….. In quel momento avevo mio marito che mi scopava a pecorina mentre io imboccavo il cazzo dell’ altro, mi fermai un attimo e andai a impalarmi sul bull feci cadere un bel po’ di saliva sul palmo della mia mano e me la passai tra le chiappe, chiamai mio marito, lo feci avvicinare, gli afferai il cazzo e dopo averlo puntato sul buchetto posteriore gli feci cenno di affondare il colpo… Finalmente, ero venuta fin qua appositamente per questo, la mia prima doppia penetrazione, che sensazione inebriante e travolgente, e loro ci giravano intorno. Ero in estasi sentivo le loro cappelle turgide strofinare nei miei due canali, ne avevo fatte di doppie con i vari dildo e vibratori ma due cazzi veri, caldi, venosi, tosti pulsanti era tutta un altra cosa. per entrare in sintonia ci misero un po’ ma poi tutto fu un susseguirsi di orgasmi, ci alzammo, non toccavo terra, ero in mezzo stile sandwich. Mi stavano letteralmente spaccando. L’ennesimo orgasmo mi lasciò senza forze e loro stavano ancora approfittando dei mie buchi con un impeto pazzesco, volevano godere del mio corpo all’infinito. Improvviso come un temporale estivo ho avvertito il cazzo di mio marito, che era nel mio culo, diventare più rigido, stava preannunciando l’orgasmo, credo lo avvertì anche il bull perché immediatamente diventò molto rigido anche il suo. Sentii perfettamente gli schizzi di sborra dentro di me, ne fecero tantissima. Loro si buttarono esausti sulle sedie dopo avermi poggiata sul tavolo, sembrava quasi che sarei stata il loro pranzo, invece fui io a mangiare qualcosa di loro, infatti la loro sborra stava uscendo da dentro me, la raccolsi con la mano e la leccai tutta. Quella fu l’unica cosa che mangiai a pranzo e pensare che eravamo in un ristorante, ma per me andava bene cosi, ero sazia…… sazia di cazzo..

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La prima volta di mia moglie

Eravamo in giro io e mia moglie, alla ricerca del ristorante dove festeggiare il suo onomastico. Mia moglie è una bella donna di 45 anni, capelli castani, un bel corpo, terza di seno, un culo che non passa inosservato alle voglie dei vari uomini ed uno sguardo che ti trasmette un erotismo molto accentuato.

Faceva caldo quella sera, lei indossava una gonna appena sopra il ginocchio, scarpe aperte con il tacco ed una camicetta nera leggermente sbottonata in modo da creare quell’eccitante effetto vedo non vedo sul suo corpo.

Io ho sempre avuto la fantasia di condividerla con qualcun altro anche perchè immaginare il suo viso contorto dal piacere mentre viene posseduta da un altro maschio mi eccita da morire.

In macchna ci stavamo stuzzicando, la visione delle sue cosce abbronzate e scoperte mi faceva venire voglia di qualcosa di trasgressivo.

Siamo arrivati al ristorante, era sul mare, abbiamo scelto il menù, dopodichè abbiamo deciso di camminare sul lungomare, una zona abbastanza isolata non molto frequentata.

Essendo soli mi è venuto spontaneo cingere i fianchi di mia moglie ed iniziare a solleticarle la pelle nuda con i polpastrelli, una sensazione molto piacevole per entrambi.

Io ero già molto eccitato e lei diceva che se continuavo così si sarebbe eccitata di brutto anche lei.

Mentre camminavamo lungo il mare la mia mano scese sotto la gonna palpandole le rotondità del suo bel culetto.

Mi eccitava sapere di essere in un luogo pubblico e di palpare il culetto di mia moglie, mi eccitava l’idea che qualcuno avrebbe potuto vedere le sue natiche nude.

La situazione si stava facendo molto calda per cui mia moglie mi chiese di tornare alla macchina per paura che qualcuno la potesse vedere con il culetto scoperto e così acconsentii.

Una volta in macchina, con l’eccitazione sempre ad un livello molto alto, ci avviammo per una strada che portava ad un altro paese e mentre la percorrevamo iniziai ad infilare la mano destra nella sua camicetta sbottonandole ancora 2 bottoni e mettendo in risalto il suo reggiseno di pizzo nero che conteneva un seno già gonfio per l’eccitazione.

Iniziai a palparlo e a metterlo a nudo, mi eccitava incredibilmente l’idea di avere mia moglie in macchina con il seno scoperto mentre percorrevamo la strada.

ma la cosa che mi eccitava ancora di più era il fatto che i suoi capezzoli fossero duri ed eretti , segno evidente della sua eccitazione.

Ho sempre desiderato avere una moglie che si eccitasse ad essere mostrata e quei seni scoperti e l’umido che aveva tra le cosce mi davano la certezza che anche a lei piacesse mostrare il suo corpo.

Mentre continuavo a stuzzicarle i capezzoli mi disse che era eccitatissima e mi chiese di fermarmi in qualche stradina. Non potevo crederci, mi stava chiedendo di avere un rapporto intimo in auto in una stradina.

Non me lo feci ripetere 2 volte e, trovata una stradina di campagna, la imboccai.

Fermai l’auto in un posto isolato e spensi il motore.

Subito mi fiondai su seni di mia moglie, erano gonfi e vogliosi, i suoi capezzoli rosa erano durissimi, il suo respiro era rotto dall’eccitazione.

Iniziai a leccarle i capezzoli, li riempivo di saliva, li leccavo con voracità, li succhiavo.

Lei iniziava ad emettere gemiti di piacere, strusciava le cosce, era molto eccitata.

Ci baciammo in bocca con voluttà, le nostre lingue saettavano l’una nella bocca dell’altro leccandosi in un vorticei di erotismo,dsiderio,sensualità, voglia di trasgressione.

Le chiesi di sfilarsi le mutandine ed il reggiseno, lei eseguì prontamente.

Le sbottonai la camicetta totalmente, adesso lei era a petto completamete scoperto, i seni in bella vista, la gonna arrotolata sui fianchi, la fica scoperta ed esposta agli sguardi di chiunque si fosse appostato vicino la macchina, era bagnatissima, mentre le leccavo i capezzoli iniziai ad infilarle un dito nella fica, il suo respiro si faceva sempre più affannoso, mi leccava il collo, i lobi delle orecchie, ansimava in una maniera davvero eccitante, le mie dita nella fica divennero ben presto due e la penetravano a fondo strusiandole tutte le pareti.

Lei mi baciava con una foga mai vista, quel trattamento la stava portando all’orgasmo ed allora alle due dita nella fica , indice e medio, ne aggiunsi un terzo, il pollice, a titillarle il clitoride.

Il suo clitoride era erettissimo e duro, io lo strofinavo con una voglia pazzesca, la penetravo facendo su e giù con le 2 dita mentre la lingua continuava a martoriarle i capezzoli.

dopo alcuni minuti di questo trattamento mia moglie non resistette oltre e raggiunse un orgasmo pazzesco gridando all’impazzata il suo piacere.

Il mio cazzo era durissimo, la mia eccitazione era a mille, dopo che lei si calmò da quell’orgasmo che l’aveva travolta iniziò a sbottonarmi i pantaloni, uscì il mio cazzo durissimo ed ormai lucido di umori, mi guardò negli occhi con quel suo sguardo voglioso ed iniziò a segarmi lentamente.

La sua mano destra impugnava il mio cazzo mentre la sinistra iniziava ad alzarmi la polo per scoprire il mio torace, una volta scoperto inizioò a titillarmi i capezzoli con la punta della lingua.

Mia moglie ha una lingua morbida ed i brividi che mi da leccandomi i capezzoli sono indescrivibili.

In quel momento avrei permesso di tutto, ero in estasi, avrei permesso che uno sconosciuto,vedendola nuda mentre segava il mio cazzo, la potesse penetrare con il suo cazzone duro ed eccitato sbattendola e facendola godere come una troia.

Il bel culetto di mia moglie era completamente esposto perchè lei era china su di me e leccava il glande con una maestria unica facendomi provare brividi di eccitazione pazzeschi.

Leccava la cappella,faceva roteare la lingua, la imboccava riempiendola di saliva e faceva su e giù con quella sua bocca stupenda che sa donare piacere estremo.

Fu in quel momento di estasi che vidi, vicino al finestrino, un ragazzo di colore che guardava la scena menandosi un cazzo di ebano di notevoli dimensioni.

Il mio membro si irrigidì istantaneamente, desideravo ardentemente che quel cazzo sfondasse la fica di mia moglie.

Le tenni la testa mentre lei mi spompinava e feci cenno al ragazzo di aprire delicatamente la portiera, mia moglie era intenta a farmi quel pompino con i fiocchi quando,ad un certo punto, sentì qualcosa di duro appoggiarsi alla sua fica pelosa.

Fu sorpresa da quella strana situazione ma io le tenni la testa ferma sul mio cazzo ed il ragazzo di colore la penetrò senza molta fatica dato che lei era bagnatissima grazie all’orgasmo appena raggiunto.

la sua fica si aprì a quell’intrusione e subito le sue pareti furono riempite da quel cazzo di ebano che la stantuffava ritmicamente provocandole molto piacere che lei riversava sul mio cazzo con la sua lingua.

Non ci potevo credere, la mia fantasia erotica per eccellenza si atava realizzando, vedevo mia moglie scopata da un altro davanti a me e la cosa più eccitante era che lei gemeva come una troia, quel cazzo le piaceva, le dava delle sensazioni di piacere indescrivibile, si sentiva troia e lo voleva essere fino in fondo.

Mi leccava tutta l’asta, le palle, arrivo addirittura a leccarmi il buchino mentre si offriva pudoratamente al ragazzo di colore incitandolo a sfondarla e mentre lui la scopava con sempre maggior vigore, lei gli accarezzava le palle dicendo che era la sua puttana e che lo avrebbe fatto godere come mai nessun’altra.

Eravamo ormai al limite, la situazione era di un erotismo sfrenato, il ragazzo la teneva per i fianchi e la sbatteva mentre lei continuava a farmi un pompino da sogno.

Lui iniziò a toccarle anche il clitoride sfregandolo con una voglia animalesca, lei non resistette oltre e, guardandomi con occhi velati di lussuria, mi disse che non resisteva piùe che stava godendo con il cazzo di un altro lasciandosi andare ad un orgasmo animalesco che le scosse tutto il corpo.

le contrazioni della sua vagina non fecero altro che portare all’orgasmo anche il ragazzo di colore che le riversò dentro un’enorme quantità di sperma calda che la invase tutta.

A quella vista non resistetti nemmeno io e le venni in faccia imbrattandola tutta della mia sborra.

Si era avverato quello che avevo sempre desiderato, vedere mia moglie godere come una troia senza freni con il cazzo di un altro.

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