Tag: il culo di zia

il culo di zia

MIA ZIA….

Avevamo pensato di mangiarci una pizza per festeggiare la mia auto nuova, io e due amici con cui andavo molto d’accordo, eravamo tutti poco più che diciottenni e cominciavamo ad andare forte con le ragazze, quindi i nostri discorsi erano incentrati sul sesso e sulle nuove esperienze alle quali non dicevamo mai di no. Quella sera quando passai a prenderli a casa di uno dei due, Massimo mi disse che ci sarebbe stata anche la zia di Aldo, che aveva chiesto di farci compagnia abbastanza insistentemente, riuscendo a convincere infine il nipote a portarla, perciò andammo a prendere anche lei. Da buon cavaliere le riservai il posto sul sedile anteriore accanto a me, anche perché Valeria, così si chiama, era una vera gnocca, non si era sposata per scelta perché gli uomini non le mancavano di certo: capelli mossi castano chiarissimo, fisico snello e tonico, molto curata, un viso con dei lineamenti fantastici e due tette che parlavano da sole, mi ero perso a guardarle parecchie volte anche perché non era sua abitudine portare reggiseni e sospettavo le avesse rifatte, non potevo credere che a 49 anni potesse averle ancora così perfette. Una volta arrivati in pizzeria ordinammo e mi accorsi che Valeria mi guardava con insistenza e mostrava quelle sue labbra morbide che mi incantavano, cercai di evitare quello sguardo, in fondo ero seduto accanto a suo nipote ed era più grande di ben 31 anni… Lei però non aveva intenzione di desistere. Ad un certo punto iniziò a sfiorarmi la gamba con il piede, doveva essersi tolta una scarpa, mi salivano brividi lungo la schiena, quella donna mi aveva sempre eccitato ed ora mi stava dicendo apertamente che poteva essere interessata, mi accorsi che non stavano salendo solo i brividi… Mi alzai con la scusa di andare alla toilette per cercare di riprendere il controllo, non mi ero ancora chiuso nel bagno quando lei entrò con mia sorpresa e senza dire niente mi slacciò la cintura liberando la mia erezione oramai al massimo ed iniziò un magnifico pompino, in realtà abbastanza violento, succhiando con forza ed infilandoselo con prepotenza fino in gola, estraendolo di tanto in tanto per leccarmi le palle con le quali continuava intanto a giocare. Bastò poco. Le feci assaporare una cascata di sborra calda che le colò dalla bocca, lei prontamente la raccolse e ingoiò tutto ripulendomi il pisello molto accuratamente. Mi rivestii e lei mi disse: “dopo aver portato a casa tutti torna da me” e mi strizzò l’occhio. Non potei fare a meno di deglutire, non sapevo se era giusto farlo, poteva essere mia madre, ma sapevo che l’avrei fatto. La differenza di età era la cosa che assieme alla sua bellezza mi faceva eccitare maggiormente. Tornammo a tavola come se niente fosse e finimmo la cena pregustando il dolce… Insistemmo per non bere nemmeno il caffè, tanta era la fretta di scopare, ma non sapevo in cosa mi stavo imbattendo. Tornai da lei scannando il motore della mia Mercedes nuova ancora in rodaggio, ma non mi importava perché già pregustavo il sesso con Valeria, un sogno proibito che si stava realizzando. Suonai. Salii. Mi aspettava completamente nuda: era bellissima e teneva rasata la sua parte più intima già umida solo per me, non dissi una parola e mi strappai di dosso i vestiti perché dovevo appagare il mio desiderio il prima possibile e non potevo più aspettare. Lei mi fermò. “Mi piaci ma prima mettiti in testa una cosa: se mi vuoi scopare, comando io”. Questa frase mi impaurì ma in un certo senso ero già in suo potere e non potevo farci niente, perciò dopo essersi sdraiata mi ordinò di leccargliela ed io cominciai prima piano ed in seguito facendo roteare la lingua sul suo sesso impregnato di umori di eccitazione, “Ora voglio scoparti, sdraiati, ho bisogno di una cavalcata”. Ubbidii senza discutere e lei mi saltò addosso infilandoselo tutto dentro ed iniziando con un ritmo piuttosto veloce, ansimando di piacere. Ma questo non le bastava, voleva provare altro: “Riempimi il culetto adesso, sfondami” mi disse con un sorrisetto che prima andava lubrificato e che ci avrebbe potuto pensare la mia lingua, così ubbidii ancora e cominciai a leccarla, ad infilare un dito, poi due, quando mi disse che lo voleva dentro. Mi avvicinai piano appoggiandolo con delicatezza ma Valeria doveva già essere abituata e indietreggiò impalandosi con il mio cazzo che, con mia sorpresa, non faticò a penetrarla. “Adesso sfondami senza pietà”. La presi alla lettera e cominciai a muovermi velocemente affondando fino a sentire le palle sbattere sul suo fantastico culo, la cosa non durò a lungo perché ero al massimo e come da sua richiesta le riempii il culo di crema calda, lo estrassi e lei con le dita raccolse il mio piacere che colava fuori e lo gustò dicendo: “il mio dolce preferito”. Dopo esserci rivestiti entrambi ci salutammo, lei con uno schiaffo sul culo, forse per ribadire la sua autorità, io le risposi: “Alla prossima zietta”..

Ultime ricerche

capricciosa,viziata e….vogliosa

Mi chiamo Annalisa ed ho venticinque anni, sono l’unica figlia di un industriale molto ricco e sto per sposare il mio fidanzato, un magistrato maggiore di me di dodici anni. Siamo fidanzati da tre anni e non gli sono mai stata fedele, probabilmente non lo sarò nemmeno dopo il matrimonio, perché non riesco ad accontentarmi di un solo uomo. è così da sempre, da quando ho fatto sesso per la prima volta, dieci anni fa. Mia madre è morta quando avevo sette anni, e due anni dopo mio padre si è risposato con una delle sue amanti, Maddalena, che aveva all’epoca trent’anni contro i quarantaquattro anni di lui. Una splendida donna, che io ho sempre detestato per la sua arroganza, mi aveva spesso picchiata quando ero bambina, e per il fatto di aver sempre tradito papà. Così, appena mi è stato possibile, mi sono scopata tutti i suoi uomini, tutti quelli con i quali le ho visto fare con i miei occhi quello che ho imparato a fare così bene. Quando lei ha capito che le toglievo i suoi amanti, mi ha nuovamente schiaffeggiata con violenza, ma questa volta le ho tenuto testa; al terzo ceffone gliel’ho restituito, e ho minacciato di dire tutto a mio padre, che l’avrebbe scacciata togliendole i soldi e facendola tornare la stracciona di prima. Da quel momento ci siamo odiate ferocemente, più di prima; io la spiavo ossessivamente, e non appena la scoprivo con qualcuno non perdevo occasione di portarmelo a letto. Anche perché il sesso mi piaceva molto, ed ero anch’io piuttosto avvenente: capelli castano-biondi ed occhi nocciola, quarta di reggiseno, vita piccola e ventre piatto, anche se mi mancavano le gambe chilometriche di Maddalena. In questo periodo, alla vigilia del mio matrimonio, lei aveva una relazione con il nostro giardiniere, Mamadou, uno splendido ragazzo senegalese. Li avevo visti trastullarsi in giardino, poi erano saliti in camera di lei. Da questo a decidere di farmi lo stallone il passo fu brevissimo. Un giorno, mentre lui, a torso nudo, potava alcune piante, mi avvicinai con indosso un succinto abitino leggero. Lui mi salutò deferente, ed io mi feci più vicina, quindi lo cinsi al collo e gli infilai la lingua in bocca. Stupito, probabilmente sorpreso, lui ricambiò muovendo oscenamente la lingua nella mia, mentre la mia mano scendeva sul suo cazzo nascosto nei pantaloni. “Ti aspetto nella mia stanza”, gli sussurrai sulle labbra carnose prima di allontanarmi, certa che stesse osservando il movimento del mio culo che si allontanava.

Naturalmente, Mamadou non si fece aspettare. Salì in camera mia ed io lo accolsi completamente nuda sotto la sottoveste di seta; appena entrato, con un unico movimento del bacino mi sbattè il cazzo contro il ventre, per farmi sentire quanto fosse duro. Questo gesto mi eccitò immensamente, ed immediatamente glielo tirai fuori. Come da copione, il ragazzo era piuttosto dotato; feci scivolare la lingua su tutta la lunghezza del cazzo, poi, dopo averla girata intorno alla cappella, lo presi in bocca. Da quel momento in poi fu un crescendo di sensazioni, di umori, di esplosione di piacere. Avevo vinto ancora una volta; avevo tolto a Maddalena il suo giocattolo, ed avrei continuato a farlo sempre. Per qualche strano motivo, lei non aveva mai cercato i suoi amanti fra i miei uomini. Forse temeva in qualche modo la mia possibile vendetta. E faceva bene. Sono proprio curiosa di sapere chi sarà il prossimo…

Il mistero dei vermi sotterranei – Cap. 2 di 2

Appena ripresi i sensi da quell’orgasmo incontrollabile, vidi che nulla era cambiato: i vermi stavano continuando il loro lavoro, notai che quello nella mia figa aveva iniziato a fare qualcosa a livello della mia cervice. Stavo ancora cavalcando le ondate dell’orgasmo appena ricevuto, e mi venne da sorridere pensando che il prossimo orgasmo non sarebbe stato troppo lontano, e per come stavano andando le cose sarebbe stato ancora più intenso.

Fu allora che sentii che il verme dentro di me scomparve improvvisamente, ed un nuovo orgasmo si faceva strada nella mia testa. La mia mente era piuttosto annebbiata, ma ho sicuramente sentito scomparire il verme da dentro la mia figa, solo che non era uscito all’esterno. Nel bel mezzo del mio culmine, mi resi conto che era scivolato oltre la mia cervice e mi entrò nel ventre. Questa consapevolezza ha intensificato ulteriormente il mio orgasmo, già molto intenso, e sentii una grande necessità di toccarmi.

Ciò non fu facile, visto che ero coperta di vermi, perciò invece di toccarmi la figa mi sono trovata a toccare uno di loro, e mi sorpresi nello scoprire che erano piacevoli al tatto… Erano incredibilmente scivolosi, non credo sarei riuscita ad afferrarne uno, non importa quanto fosse stata forte la presa. Ma al di là di questo, erano come… cazzi. Quella stessa sensazione di scivoloso, malleabile, ma nello stesso tempo duro e rigido… Stavo immaginando di esser circondata da tutti questi cazzi giganteschi, ed in quel momento volevo mi violentassero ancora di più.

Mi misi metà ad urlare e metà a piagnucolare quando sentii che un verme finalmente trovò il buchino del mio culetto. All’iniziò fu gentile, quasi educato. Si mise a sfregare contro il buchetto. Poi mi decisi: iniziai a trattenere il fiato e spingere in modo da allargare il buco e favorire il suo ingresso. Mi è sempre piaciuto giocare con il culetto, ma non andai mai oltre a farmi ficcare un paio di dita laggiù. Sentii spingere contro il mio stretto foro, il verme iniziò a scivolare dentro, potevo sentire il mio culo espandersi intorno a lui, sentivo ogni centimetro della sua lunghezza mentre andava sempre più giù, sempre più in profondità.

Ero completamente persa nel piacere. I vermi riuscirono a tenermi in piedi, quindi tutto quello che potevo gestire veramente erano scosse e contrazioni. Un altro verme si fece strada nella mia figa, era uno dei più grossi: sperimentai quello che poteva definirsi come un orgasmo all’interno di un orgasmo. Perché, nonostante tutto quello che stava succedendo, non avevo ancora smesso di venire. Dovevano esser trascorsi parecchi minuti, non credevo fosse possibile sentire un orgasmo per così tanto tempo, ma poi dentro di me le mie sensazioni di immenso piacere crebbero ulteriormente mentre sentivo i due vermi che si strizzavano nel culo e nella figa.

Lentamente l’orgasmo iniziò a placarsi, e proprio mentre pensavo di tornare alla normalità (anche se in quel momento non riuscivo più a capire quale fosse la definizione di “normalità”) sentii i vermi che erano nella figa e nel culo spruzzare un meraviglioso liquido, caldo e denso, che mi riprese. Spruzzarono una quantità tale di liquido che iniziò a colare sulle mie gambe, mi sentivo totalmente piena di quella roba. Anche i vermi erano esausti, dopo aver spruzzato tutto il loro liquido iniziarono a scivolare lentamente fuori dal mio corpo, mentre quelli che erano sopra di me smisero di succhiare e muoversi. Mi sentivo incredibilmente soddisfatta, sentii anche un po’ di freddo… Ed è per questo che iniziai a guardarmi intorno cercando di ritrovare il mio bikini per potermi coprire.

Dopo un po’ che guardavo intorno, chiedendomi anche il perché quelle strane creature, i miei amanti, se ne fossero andati, vidi che una strana creatura si stava avvicinando verso di me. Era simile ai vermi, in quanto aveva lo stesso colore, e sembrava stesse perdendo lo stesso fluido, ma era enorme! Forse circa la dimensione di un orso, sembrava un tipo di bruco gigante o qualcosa del genere. Da quelli che dovevano esser i suoi arti si estendeva un gruppo di lunghi e stretti tentacoli che si muovevano come se stessero cercando qualcosa.

Mi eccitai a quella vista. Era come se fosse un cazzo gigantesco con un sacco di altri cazzi che uscivano da lui. Sapevo che eccitarsi a quella vista era sbagliato, mi trovavo davanti ad una creatura aliena che avrebbe potuto uccidermi… Ma la visione di tutti quei cazzi mi mandava in estasi… La mia figa continuava a gocciolare, e questa volta non solo del liquido che i vermi avevano spruzzato con tutta la loro forza dentro di me. Ero eccitatissima.

Questa nuova creatura iniziò a strisciare faticosamente verso di me, i suoi tentacoli sembravano cercarmi, e quando mi trovarono iniziarono per prima a solleticarmi, come fecero i vermi poco prima… Contai circa cinque tentacoli, ognuno lungo diversi metri ed un 5-6 centimetri di spessore. Mi accorsi di volerli dentro di me, non passò molto tempo prima che uno di loro trovasse la mia figa e si fece strada all’interno di essa. Si fermò all’improvviso dopo un paio di centimetri per poi ritirarsi indietro: rimasi molto delusa… Finché sentii che si stava spingendo più giù, contro il mio culo: mi scappò un grugnito di dolore, perché sentivo il mio sfintere allargarsi per accogliere la sua notevole circonferenza, ma il dolore fece subito strada al piacere.

Lentamente ma inesorabilmente il mio culo si aprì a questa nuova invasione. Sentivo quel tentacolo entrare in profondità, fino a quando non riuscì a capire dove si trovasse ma di certo sentivo che mi aveva riempito il culo… O queste creature avevano già incontrato degli umani, oppure erano maledettamente rapidi ad imparare! Appena il mio culetto si abituò a quel tentacolo enorme, sentii un altro farsi strada nella mia figa. Non riuscivo più a controllare il mio corpo, ero assalita da un’estasi inimmaginabile, non riuscivo neanche a muovermi. Pensavo fossi rimasta in quel limbo di piacere per l’eternità, dove smisi di esistere come persona ma tutto ciò che rimaneva di me era un continuo orgasmo.

E poi iniziarono a spingere. Il tentacolo nel mio culo entrava lentamente ed in profondità, per poi ritirarsi indietro e ricominciare, sarà stato per una lunghezza di 30-35 centimetri… Quella nella figa invece dava brevi e forti spinte. Mi faceva un po’ male, ma quel dolore mi faceva in qualche modo sentire completa, posseduta, la mia figa aveva proprio “fame” di quell’essere.

Quel tentacolo mi stava proprio devastando la figa, ho stretto i denti tanto il dolore, sentivo la sua avanzata inesorabile verso la mia cervice… A quel punto il tentacolo che si era nascosto nel mio ventre iniziò a muoversi, a correre, ma non sembrava spaventato, anzi, quel movimento mi faceva godere e mi aiutava a non sentire il dolore… E cazzo quanto ho goduto!

Quando quel tentacolo finalmente venne nel mio ventre, il resto di me venne a sua volta. Ma la cosa più sorprendente era che mi sentivo veramente piena, non credevo sarebbe stato possibile provare quelle sensazioni con un altro ragazzo della mia età. Mi sentivo come se fossi morta e quello era il paradiso, ma dubitavo che il paradiso fosse stato così splendido! Non mi ero neanche resa conto che in quel momento stavo urlando di piacere, e ad un tratto un altro tentacolo si ficcò nella mia bocca per farmi smettere di urlare. Si spinse nella mia gola, iniziai a stuzzicarlo con la mia lingua e quasi immediatamente anche lui spruzzò il liquido. Era buonissimo, caldo e nutriente. Riuscii a berlo tutto.

Ultime ricerche

Con la sua migliore amica

Ritorniamo dalle ferie, eravamo stati in Toscana, io e Marika avevamo passato una bella settimana di relax, il tutto condita da lunghe scopate, senza pianificare niente, erano scopate ad istinto, la settimana però era volata via e ci toccava ritornare.
Marika prese lo smartphone dalla borsa per inviare un messaggio alla sua migliore amica:

“Stiamo tornando, ho tante cose da raccontarti”.

Aveva mandato un messaggio vocale, avevo potuto sentire, la risposta non tardò ad arrivare: “Ti aspetto domani a casa, anche io ho delle cose da raccontarti”.

Arrivati a casa ci sbrigammo a scaricare la macchina ed a rimettere a posto le cose, una doccia e fu ora di cena, consumammo un pasto veloce, il divano ci aspettava, avevamo voglia di un bel film, la serata passò tranquilla, finito il film andammo a letto.

Il giorno successivo Marika mi disse che andava da Manuela a prendere il caffè, io rimasi a casa, restai al PC ad inviare qualche mail di lavoro.

Due ore dopo Marika fece ritorno a casa, la vedevo silenziosa, mi salutò in maniera un po’ sfuggente, gli chiesi cosa avesse e mi rispose che non aveva niente, lasciai cadere la cosa deciso a tornare all’attacco di lì a poco, preparò il pranzo, lo servì e ci mettemmo a tavola, mentre mangiavamo iole presi la mano e gli chiesi cosa avesse, era strana e mi stavo preoccupando, mi rispose che lei non aveva problemi ma che Manuela le aveva racconato di un sogno che l’aveva sconvolta…

“Posso sapere di cosa si tratta?” Le chiesi, mi rispose che me lo avrebbe raccontato ma appena finito di mangiare.

Le preparai il caffè, ci sedemmo sul divano e cominciò a dirmi che Manuela, la sua migliore amica aveva sognato di fare l’amore con me!

Io scoppiai a ridere e le dissi: “Per questo sei sconvolta?” e lei, “No, figurati, è un sogno, quello che mi sconvolge è il fatto che mentre mi raccontava la tua performance, è scesa in particolari che conosco solo io, cioè, cose che facciamo io e te, eppure non gli ho mai detto cosa facciamo, non è che te la scopi?

A queste parole sbarrai gli occhi ed esclamai: “Ma sei matta? Io Manuela nemmeno la conosco si può dire, l’ho vista 3 o 4 volte e qui, insieme a te!”

Lei annui, “sì, sono matta pensarlo ma, mettiti nei miei panni, sembrava un vero racconto, reale, pieno di particolari, solo che al posto mio c’era lei”, “ti capisco le risposi, però, ripeto, anche se adesso mi sta venendo il cazzo duro a sentire questa cosa, io Manuela non la conosco!”

“Lo so, il problema è che mentre mi raccontava della vostra scopata io mi sono ritrovata fradicia, avevo la fica gonfia ed ogni parola che diceva era per me un senso di rabbia misto a piacere!” Ci guardammo negli occhi e cominciammo ad avvicinare le nostre labbra, il mio cazzo era duro e si vedeva, finimmo in un bacio violento e vorticoso, avevamo le mani dappertutto, ci spogliammo in un attimo e fu una di quelle scopate indimenticabili!

La chiavai in tutte le posizioni, la rigirai sul fianco, poi da dietro, poi… Infilai un dito nel culo e fatta la strada la penetrai col cazzo, lei dopo due o tre minuti venne urlando come una cagna ed io al sentire quelle urla svuotai le mie palle dentro lei!

Sfiniti ci abbandonammo sul letto e ci addormentammo!

Il giorno seguente, tornai a lavoro, Marika avrebbe ripreso un paio di giorni dopo e rimase a casa, nel tardo pomeriggio tornai e con mia sorpresa trovai Manuela a casa, non la ricordavo così, aveva proprio un bel fisico, 1,70 circa di altezza, una quarta di seno, magra ma formosa, capelli lisci e neri che si poggiavano sulle spalle, occhi verdi, insomma, un gran bel pezzo di fica!

La guardai attentamente, non le toglievo gli occhi di dosso e lei fece lo stesso con me, la salutai allungando la mia mano e lei alzatasi in piedi si lanciò baciandomi le guance, io ricambiai i baci mettendole anche le mani ai fianchi quasi come ad accarezzarla, lasciai la “presa” e baciai Marika, “amore faccio una doccia” le dissi, “ok, fa presto che Manuela si ferma qui per cena”, cosa? A solo pensiero mi si gonfiò il cazzo nelle mutande, mi sbrigai ad andare in bagno, presi il telefono e mandai un messaggio a Marika: “Sono in bagno, ho il cazzo duro, perdonami ma Manuela mi piace!”

Tempo dieci secondi e beep “Piace anche a me, me la farei!”

Santo cielo! Marika mi scriveva questo? Avevamo fantasticato qualche volta sull’avere un rapporto a 3 m era rimasto sempre nelle nostre fantasie!

Non risposi, feci una doccia gelata, avevo il cazzo troppo duro, dovevo in qualche modo farlo calmare, finita la doccia mi rivestii, presi dei pantaloncini, sotto non misi le mutande, una t-shirt e mi avviai in cucina.

Era quasi pronto, la pasta era stata già saltata in padella e Marika servi i piatti pieni di bucatini all’amatriciana. Un buon vino, formaggi, un po’ di salumi affettati e ci dirigemmo verso il divano per gustare un buon caffè.

“insomma” esordì Marika, “vuoi sapere cosa ha sognato questa svergognata?”

Io come se stessi cascando dalle nuvole risposi: “Cosa può aver sognato di così scandaloso la tua amica?”

Marika: “Ha sognato di scoparti!”

“Come scoparmi?” Esclamai. Manuela, guardandomi: “Sì, sono imbarazzata, non so come sia potuto succedere, ci conosciamo appena ma è così, l’ho detto alla mia amica perché non potevo vivere con questo peso, volevo essere sincera”.

Marika la guardò, la ringraziò e disse: “Ma te lo scoperesti davvero?”

Manuela: “Beh, se non fosse tuo marito sì, è un bell’uomo, ha un fisico possente, occhi verdi, sì, se non stesse con te me lo farei proprio!”

“Ahahahahahah” io in una risata tra il nervoso ed il compiaciuto risposi: “Beh, a dire la verità, anche io ti scoperei se non stessi con Marika”.

“Quindi la colpa sarebbe mia?” Rispose Marika, detto questo fece scivolare il vestitino e la sua carne fu tutta in vista, non aveva mutandine e reggiseno, era completamente scoperta ai nostri occhi, si avvicinò a me e mi accarezzò in mezzo alle gambe, “Mmmmm, sei già quasi pronto maiale!”

Manuela ebbe uno sbalzo dal divano ed arrossendo disse:”Ma cosa fai Marika?”

“Vi scopo entrambi” esclamò!

Si avvicino a Manuela e gli infilò la lingua in bocca, sorpresa Manuela però ricambiò il bacio, io non sapevo come muovermi e quindi mi avvicinai a Marika
che era di spalle e baciandola sul collo presi i seni tra le mani, i capezzoli erano turgidi, il mio cazzo si appoggiò al suo culo, sentendo la mia erezione prese le mani di Manuela e le portò in mezzo alle mie gambe, “Guarda come ti vuole il bastardo”.

Manuela sentendo la durezza del mio cazzo chiese: “Posso?” Al cenno di Marika si inginocchio e mi abbassò i pantaloncini, il cazzo svettò e lei lo accolse subito in bocca, una bocca calda, avvolgente, una lingua morbida, una vera delizia, Marika guardava Manuela che mi spompinava e me che ero come in estasi, accarezzò le mie palle e si inginocchiò anche lei, cominciarono a passarsi il cazzo da bocca in bocca, poi entrambe si alzarono come se si fossero messe d’accordo e risalendo mi leccarono il corpo fino al collo, mi fecero sdraiare e ricominciarono a spompinarmi, poi, Manuela si staccò e si mise a cavalcioni sulla mia faccia, era tutta aperta, la sua fica era lì, pronta per essere leccata, la allargai con le dita e ci infilai la lingua, ebbe un sussulto, la penetrai di più e lei accompagnava come se la stessi chiavando con la lingua.

Marika si sedette sul mio cazzo, avevo lei sul cazzo e Manuela sulla lingua, poi d’intesa si scambiarono i posti, io sentivo il loro piacere scorrere attraverso le gambe, infilai un dito nel culo di Manuela che forse per le contrazioni dello sfintere si lasciò andare e venne copiosa nella mia bocca, i suoi mori mi inondarono tanto che ebbi il presentimento che mi avesse pisciato in bocca!

Alle grida di Marika si aggiunsero quelle di Manuela che vedendo l’amica squirtare si arrapò di più e stringendo il cazzo ancor di più tra le gambe venne con un urlo liberatorio!

“Ora tocca a te bastardo!” esclamò Marika e scesa sul cazzo cominciò a strofinare le sue tette, “vienimi addosso figlio di puttana”, cominciai una spagnola, Marika ha un bellissimo ed abbondante seno, sputò in mezzo e il cazzo scivolò come se fosse in fica, “Anche io voglio la sua sborra” disse Manuela e sdraiatasi accanto a Marika mi implorò con gli occhi, uscii dai seni di Marika e mi alzai in piedi, entrambe si stesero e con le mani cominciarono a segarmi e ad accarezzarmi le palle, devo dire la verità, 5 o 6 colpi ben assestati e non capii più niente, svuotai tutto il contenuto delle mie palle con abbondanti flotti di sborra calda e densa su loro, 6 o 7 spruzzi pieni e due o tre meno abbondanti, sembrava non finisse mai, un orgasmo lungo ed intenso, le inondai, Marika guardà l’amica soddisfatta e leccò la sborra che era su di lei, ripulita l’amica passò al mio cazzo ancora gocciolante mentre Manuela si dedicò all’amica leccandole la sborra dai seni e dalla pancia…

Due ore di sesso a tre, con l’amica del cuore di mia moglie! Da oggi anche la mia amica, ma del cazzo!

Ultime ricerche