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mio marito lo prende in bocca

Racconto erotico: Dentro il bagno del ristorante

Un ristorante, un bel caldo e una donna provocante: non vi sembrerà vero, ma ho avuto una grande esperienza di tipo sessuale grazie al ristorante di un mio amico, nel quale ultimamente mi reco molto più spesso per poter riuscire ad avere un rapporto come l’ultima volta.

sesso-in-bagnoEra sera, nel mese di luglio: le donne, come si sa, sono molto provocanti d’estate, visto che indossano un tipo d’abbigliamento che ti fa venire la pelle d’oca solo a vedere la donna che lo indossa.
Io non sono un bellissimo ragazzo ma posso dire che, il mio modo di fare e soprattutto come mi presento, riesco ad attirare tantissime donne.
Mi ricordo che, il mio amico, mi fece sedere nel tavolo all’aperto, dove le donne solitamente si radunano: l’occhio mi cadde subito su una donna molto attraente, che mi fece battere fortissimo il cuore.
Era vestita in nero, con tacchi a spillo e scarpe aperte, con un vestito nero con tanto di minigonna che lasciava intravedere il suo sesso, il quale era sprovvisto di biancheria intima.
Posso subito dire che mi sentivo duro come non mai: la donna aveva anche il seno molto grande che sembrava stesse per uscire fuori dal vestito.

Rimasi per un quarto d’ora ad osservare quella donna, che mi sorrise diverse volte: io ovviamente ricambia il suddetto modo di fare, alla faccia del marito, il quale era davanti a me, con le spalle rivolte verso il mio viso.
La cosa mi faceva ridere molto: lei guardava il marito e ogni tanto spostava gli occhi verso di me.

I nostri sguardi si incrociarono diverse volte quella notte, ed il mio cuore batteva all’impazzata.

La salutai anche con la mano, per avere la conferma del fatto che lei ci stesse provando con me: la bella bionda, non appena il marito si alzò dal tavolo, mi fece un eloquente gesto di avvicinarmi.
Mi chiese il mio numero, in maniera che potesse mandarmi i messaggi in tempo reale, ovvero in maniera che potesse comunicarmi quello che pensava.
Veloce glielo diedi e mi accomodai nel mio tavolo, attendendo il suo messaggio: la prima cosa che mi disse era che si stava rompendo del marito e delle sue continue telefonate di lavoro.
Mentre lei parlava col marito, ogni tanto mi mandava dei messaggi e soprattutto mi guardava e sorrideva: le inviavo delle immagini simpatiche, giusto per farla ridere e soprattutto prendevo in giro il marito.

Improvvisamente, la bella ragazza mangiò una pasta: il mio amico è solito portare delle paste alla panna prima del pranzo o cena, per inaugurare il pasto.
Ebbene, quando con la panna fece un gioco con la lingua, l’unica cosa che riuscii a scrivere fu Wow: non mi sembrava vero che la ragazza giocasse in questo modo con la sua bocca, usando la lingua e le labbra come se non avesse mai mangiato una pasta.
La ragazza non fece altro che rispondere con una semplice domanda: Ti piacerebbe se lo facessi a te, se ti mangiassi in questo modo?
Ero troppo eccitato: da quel momento, le allusioni sessuali si susseguirono, ed ogni pietanza diveniva l’oggetto della provocazione.

Banane, spaghetti, cocco, kiwi e tantissimi altri cibi vennero utilizzati per poter avere delle battute divertenti che fanno eccitare allo stesso tempo.
La ragazza decise di venirmi ad incontrare nel bagno: con una scusa, lei andò in bagno e dopo cinque minuti, decisi di raggiungerla.

Dissi al mio amico di non fare entrare nessuno nel bagno: con la moglie di quel tizio li, troppo impegnato a parlare di lavoro al telefono, passai la mezz’ora più intensa della mia vita.
La feci sedere sul piano dei lavandini, e lei si alzò il vestito: la ragazza era completamente nuda e mi chiese di assaggiarla.

Era un piacere immenso: sentivo il suo sapore e lei che gemeva dal piacere.

Cambiammo posizione diverse volte e lei mi fece godere con la bocca, applicando lo stesso gioco che fece con la pasta e la banana.
Nuovamente lei sopra i lavandini, con le gambe aperte ed il vestito alzato: facemmo sesso per quindici minuti, in maniera violenta.
Le mie mani la toccarono dappertutto e i suoi gemiti di piacere mi eccitavano veramente tantissimo anche se avevo una paura matta di essere scoperto.
Ero felice e stanco allo stesso tempo: questa bella ragazza era in grado di farmi provare il paradiso con la sua voce eccitata e col suo modo di fare.
Ci ricomponemmo e decidemmo di uscire a turno dal bagno: suo marito non si accorse di nulla.
Di tanto in tanto, io mi sento telefonicamente con la bella bionda vogliosa, cosa che mi permette di divertirmi tantissimo grazie a lei, specialmente a casa sua, quando il marito non è presente per motivi di lavoro che dice che sono importanti.

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PENSIERI DI UNA NINFOMANE

Sono Roberta e ora sono di nuovo sola. Il mio ultimo compagno, colto dalla sottoscritta con le dita nella marmellata, o per meglio dire con il cazzo nella figa, ha ricevuto il benservito. Arturo è passato da casa mia a riprendersi la sua roba e nonostante il suo (falso) atto di contrizione, davanti all’evidenza ha ceduto e l’ ho messo alla porta come promesso; poi ho fatto cambiare la serratura. Occorre però che io faccia un esame di coscienza di ciò che mi è accaduto in quest’ultimi anni sotto il profilo sentimentale e di ciò che mi riserverà il futuro. Prima mio marito, poi Wassim infine Arturo e non conto tutti gli altri ‘Prìncipi’ che ho avuto alla mia corte; che hanno durato…quanto: Un mese? Una settimana? Oppure solo una notte? È dunque possibile che io non riesca o che non voglia tenermi un uomo. Dovrò accettare che non può essere solo colpa degli altri e che per me il principe azzurro non esiste. Che io sono fatta così e che in certe situazioni mi ci trovo bene anzi, le vado a cercare, addirittura. Più gli anni passano e più ho voglia di farmi scopare. I vent’anni sono passati come una furia. I trenta sono stati una sorpresa. A quarantaquattro anni suonati aspettare un uomo a culo all’aria e fremere ancora nell’attesa che me lo metta dentro credo sia una vera fortuna e un sommo piacere! Quando sei giovane hai dei tabù, delle remore, soprattutto aspetti lui, il principe; poi ti accorgi che il tempo è passato e hai perso tante occasioni oppure che hai sposato l’uomo sbagliato; allora ti butti e cerchi di recuperare il tempo perduto. Questa sono io oggi, eccomi qua. Per me ogni pretesto è buono per godere e finora me la sono cavata piuttosto bene. Cazzi grossi come clave, uomini che pompano come tori, uccelli arrapati per ore. Non so cosa vogliano le altre principesse ma so esattamente cosa piace a me. Ecco perché ho scelto ‘Lucciola fra le mani’ come nickname. Alcuni si avvicinano bramosi, capisci subito quello che vogliono da te; altri invece ti adulano, ti fanno sentire speciale, a volte t’incantano ma alla fine anche loro picchiano sempre lì. E a me, ve lo confesso, va bene così. Devo dire che con il passare degli anni la voglia che ho di cazzo non è diminuita, anzi è aumentata e non lo nascondo. Più chiavo è più chiaverei. Si parte di solito con la lingua in bocca e con un pompino come antipasto, seguito da una strizzata ai capezzoli; ecco che mi accarezza il culo e forse mi sculaccia. Ahi! La mia passerona è già bagnata. A volte lui ha la premura di umettarmi lo sfintere con la saliva e a volte no; ma sia come sia, il mio buco è sempre aperto e ben rodato. Comunque quando mi entra nel culo mi fa impazzire, è come se andassi in paradiso. Mentre lui mi solleva con l’avambraccio una coscia io allargo bene le chiappe con le mani in modo che il buco sia ben aperto. Ora può strofinarci contro la cappella, cerca…ecco che preme piano, io spingo a forza con le viscere per assecondare più che posso l’entrata e… Ohh Dioo, sii! Di colpo tutto il suo uccello scompare nelle mie budella. Ora è il momento in cui inizia a pompare e il cazzo va su e giù; ciò mi provoca un piacere così intenso che spesso inizio a pisciare come una vacca; è il segno che sta per arrivare il primo orgasmo. Se lui è un buongustaio si sfilerà dal culo e letteralmente si tufferà a dissetarsi alla mia fonte. Bagnato ma sorridente e sazio passerà a svangare la figa che ha appena ripulito. Io allora a cosce aperte e con le gambe all’aria beata lo accoglierò tutto, fino alla radice. Guardarlo in faccia e baciarlo mentre mi chiava mi fa impazzire; così come quando tira fuori l’uccello e poi lo rinfila e va avanti così per dieci venti volte fino al giusto epilogo. Anche qui ci sono stili diversi; Ivano, Arturo o mio marito preferivano venirmi dentro per poi spesso lapparmi la spacca grondante. Altri invece come Vittorio o Luca mi annaffiavano il viso o il corpo col loro seme. Dei veri pompieri mancati. E a proposito di annaffiature come posso non citare Daria la mia carissima amica lesbica che mi ha iniziato alla pratica del pissing e con la quale ho avuto una liaison piuttosto focosa. Mai avrei creduto che fare l’amore con un’altra donna fosse così appagante. Leccarle la fica gustando l’asprigno sapore del suo godimento e subito dopo trovarmi a bere come una cagna assetata il getto di urina bollente che sgorga dalla medesima fessura. Oppure masturbarmi osservandola mentre corre in bagno e, sollevata la ciambella del water, ancheggiando si sfila le mutandine; restando in piedi si allarga le magnifiche chiappe con ambo le mani, lasciandosi andare ad una lenta, morbida e arrapantissima cagata. E che dire dell’abbigliamento; poter indossare qualcosa di sexy quando lo desideri senza per questo incorrere nelle reprimende del compagno di turno. Ecco. È per godere di emozioni come queste che forse non riesco e di sicuro non voglio restare più di tanto in un rapporto stabile..

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STRANE COPPIE

Andammo in vacanza in affitto per un mese: io, che mi chiamo Anna con mio marito Angelo e mia figlia con il suo ragazzo. Due coppie che di “coppia” non avevano proprio niente. Mia figlia, Nancy, è una bellissima bionda ed allora aveva ventuno anni si portò dietro il suo ragazzo Mario, un palestrato di ventitré. Notai subito che tra loro qualcosa che non andava dallo sguardo libertino del fidanzato e dal disinteresse di mia figlia nei confronti del suo comportamento. Anche se apparentemente, tra i due non sembrava mancare l’affiatamento, soprattutto sessuale, notavo nei loro comportamenti sfaccettature molto strane e segni di nette crepature di coppia. Nonostante questo, non feci la guastafeste e lasciai che vivessero le loro esperienze per farli maturare, portandoli in vacanza insieme. La nostra casa era attaccata a quella di una coppia di coniugi quasi anziana, con una figlia “strana” fin troppo giovane, avuta avanti negli anni. Questa raggazza, di nome Daisy, molto bella, era sempre sola. Essendo i genitori delle persone davvero “particolari” di cui si diceva di tutto e di più lei, lasciata spesso in balia di se stessa, oziava spesso nel giardino della sua villetta e si notava palesemente che si annoiava come un cane. Nella sua noia, iniziò subito ad osservarci con curiosità. Passava il giorno ad oziare tra la casa e la spiaggia fino all’ora di nanna, non facendo altro che osservarci, mentre i genitori che non erano mai presenti si deliziavano, si diceva in giro, di nudismo e forse anche altro. Quattro giorni dopo l’arrivo, Daisy, seccata dalla stasi che regnava in casa sua, scese in confidenza con noi, venendoci a salutare ed offrendoci dolci e consigli sul posto. Prese subito di mira Mario, che essendo un donnaiolo inguaribile, la squadrava spesso dalla testa ai piedi, praticamente spogliandola con gli occhi e scherzando con mio marito sulle dicerie nudiste della famiglia. Si chiedevano se usassero farlo anche in casa. Lui gli lanciava chiari segnali di apprezzamento, incurante della gelosia della fidanzata. La strana ragazza “della porta a canto” rispose alle implicite “avance” e si mise in testa di provare a sedurlo: forse per gioco. Cercando ogni pretesto buono per venirlo ad importunare, soprattutto se io e mia figlia, per un motivo od un altro ci allontanavamo, stava sempre tra i suoi piedi. Inoltre non passò molto tempo che avemmo conferme delle pratiche della famiglia e quando i suoi genitori uscirono di casa lei si divertì a prendere il sole nuda in giardino, forse nella speranza che qualche bel maschione la notasse… ma i primi a vederla, dalla terrazza fummo io e mia figlia, non senza un po di gelosia verso quel corpo magnifico. I suoi genitori, rientrarono beccandola completamente nuda e non credendo ad i nostri occhi passarono davanti a lei come se la cosa fosse completamente normale, confermandoci le loro abitudini nudiste. Ebbi le conferme ad i miei pensieri che non fossero una coppia “seria”, quando mia figlia mi confidò in macchina, che a lasciarlo solo, con quella puttanella, che sventolava la sua micia al vento per tutto il giardino non si preoccupava più di tanto, perché comunque, mi rivelò sfacciata, se lo teneva solo perché scopava da dio, diceva, per il resto sapeva benissimo che era solo un porco e non se lo sarebbe mai sposato. A quelle parole, non ci crederete mai, tirai un sospiro di sollievo riflettendo che in quel modo non l’avrebbe potuta far soffrire più di tanto. Per il resto mi faceva solo piacere, pensare che si divertiva a dovere, con le dovute precauzioni. La mattina, mia figlia, infoiata come una maiala, se lo sbatteva in modo sfacciatamente sonoro, facendosi sentire per tutta la casa .-Oh si, ancora, sbattimelo più in fondo, si dai ancora, aprimi in due, ancora…che grosso che c’è l’hai, sbattimi più forte….- Talvolta mi trovavo ancora a letto con mio marito, che cominciavano a scopare come due porci, facendo sbattere pure le sbarre del loro letto in legno contro il muro. A sentirli così lascivi, una eccitazione “stuzzicante” si prendeva possesso di me, ma mio marito, niente… e quello che mi faceva ancora più rabbia era che in realtà piegava le sue gambe per nascondere una poderosa erezione. Preferiva andare in bagno a segarsi, straeccitato dalle urla di sua figlia che fotteva come una scimmia col suo ragazzo. Alla fine non aveva neanche la delicatezza di ripulire l’interno del water, che lasciava puntualmente tutto imbrattato del suo seme gelatinoso, che toccava ripulire a me. La sera di solito, un’ora dopo cena, mentre io e mia figlia lavavamo i piatti e Mario si trova in veranda a giocare col portatile o a guardare porcherie, Daisy si avvicinava a parlare con lui, ma volta dopo volta vedeva che per catturarlo “carnalmente” ci voleva qualcosa di più. Una di quelle sere, avendo tastato di trovare terreno fertile, andò da lui indossando un prendisole dalla trasparenza imbarazzante, trasparente al limite della nudità. Uscì accertandosi che nei dintorni non ci fossero persone indesiderate e bussò al cancello per parlare con lui, facendolo diventare completamente scemo. Era tutta depilata a malapena coperta da quel tessuto così leggero da non lasciare posto all’immaginazione. Mario gli sorrideva sornione dandogli corda, completamente rincoglionito, che poco ci mancava gli sbavasse addosso. Mentre parlavano lei non mancava di “accarezzarsi” e di far aderire il più possibile il tessuto attorno al suo corpo sensuale, mostrandosi praticamente nuda. Quando rientrò in casa credo fosse già venuto nel costume, vista la comparsa di un’inquietante umidità lì sotto… mio marito intanto li guardava dalla finestra segandosi. Sapevo bene dentro di me, che il mio, ora ex, marito in fondo in fondo era un porco depravato. E’ proprio lui fu la seconda vittima della noia di quella piccola sgualdrina, scatenando una reazione a catena che ebbe dell’incredibile. La volta dopo il porco si trovò a riceverla insieme a Mario, trattenendosi a discuere con loro per godersi lo spettacolo da vicino. La sua presenza non diede per niente fastidio alla troietta, vestita di un due pezzi con un top a triangolo decisamente più adatto ad una seconda scarsa che alla sua quarta abbondante. Le sue areole, grandi e brune spuntavano prepotenti per un terzo, dai bordi del succinto costume. Curiosa li guardavo dalla terrazza con mia figlia, mentre stendendo i vestiti guardavo fin dove avrebbero osato spingersi. Mentre una parola tirava l’altra, la puttanella si massaggiava i capezzoli, mettendoli praticamente in mostra ad i due depravati, si ritrovò coperta di lusinghieri caldi complimenti da entrambi, eccitandosi. Accaldata come non mai si mise con la fighetta in mostra, mentre si chinava a pecorina sulla macchina, parlando, spostava il costume di lato. Quando notai che in loro il pudore, stava diventando un optional, presi a scendere dalle scale guerriera, ma Nancy, che sapeva bene che la rottura era vicina, mi prese per un braccio e mi fermò. -No, non ora mamma, tanto le cose sono ormai finite, avrai la tua vendetta- Tornai su con lei e prendendoci gusto, cominciai anzi a sperare facessero di più per avere un pretesto di lasciare quel porco il prima possibile. La ragazza stava chinata su di una macchina posteggiata nel viale, parlando con Mario di fronte a lei che chinato allo stesso modo, gli guardava le tette completamente scoperte, intanto, la mano di mio marito, messo in piedi dietro di lei, stava nettamente tra le labbra della fica della ragazza, che si godeva compiaciuta il trattamento. Nancy lasciò cadere una molletta e tutti si dileguarono velocemente. Nancy e Mario dopo un piccolo battibecco conclusero con una santa scopata riappacificante. Io ed Angelo ci ignorammo completamente. Tre mattine dopo pensarono bene di incontrarsi in un posto vicino. Un terreno a serre, in disuso, che per lei fosse facile raggiungere in bici. Si assicurarono via sms che andasse bene, così prendendo il pretesto di una corsetta, in abbigliamento sportivo i due si allontanarono per circa tre ore. Lei, dopo il ritorno dei due con dei sorrisi davvero inebetiti, passò beata davanti alla nostra villetta con la sua bici, pedalando goffamente col pantaloncino ed il sellino tutto imbrattato di seme, che ad ogni pedalata, immaginavo, goccia dopo goccia usciva viscido dal suo ano dilatato. Non fù l’unica. La cosa si ripetette diverse volte, finchè non vennero notati da alcune persone del posto. Mi riferirono di averli visti tutti e tre in posti poco convenzionali… mi consolai ridendo con mia figlia, ma una molla scattò impazzita nella nostra testa che ci fece perdere ogni senso, rimasto, della realtà e della morale. Sapevo di essere stata palesemente tradita ma nella cieca vendetta il problema diventò la mancanza di un’obiettivo da parte mia. Qualcosa, forse un sopito orgoglio femminile ritornò a galla perché ferito, mi spinse a mostrarmi interessante come mai prima in vita mia, per far ingelosire, se ancora gliene importasse qualcosa di me, mio marito. L’obbiettivo della mia seduzione, involontariamente, diventò chi non avrebbe dovuto… Inizialmente, come è ovvio pensare non risultai naturale, rischiando di far ridere i polli, ma dopo essere scomparsa, un pomeriggio intero, insieme a mia figlia tra parrucchiere ed estetista, tornai completamente trasformata. Taglio di capelli corti fino alle orecchie, che mi tolsero almeno venti anni dalle spalle, ceretta ovunque e guardaroba estivo decisamente più audace, scelto di fretta in un negozio di abbigliamento asiatico. Non vi nascondo che per la prima volta in vita mia andai anche a uomini con lei. Mia figlia si godette la compagnia di ben due stalloni mori, decisamente ben dotati, io, non abituata alla cosa concessi solo un discreto pompino al mio “amico”, niente di più. A prima vista mio marito non credette ai suoi occhi, conciata in quel modo, gli apparivo sexy come neanche da giovane lo ero mai stata. I primi complimenti arrivarono però dal ragazzo di mia figlia che comunque era un tipo tosto che se aveva qualcosa da dirti, te la diceva in faccia. E’ proprio grazie a lui però, che riuscii a superare l’imbarazzo iniziale di certi momenti. In quei giorni, a colazione mangiavo uno yogurt bianco, per sentirmi più leggera prima di tuffarmi e mentre lo assaporavo non riuscivo a capire perché continuavo a pensare a quel pompino, concesso in quel pomeriggio di libertà. Mario, che mi notava sovrappensiero non riusciva a staccare gli occhi da me. Mi notava come mai prima, perché il rossetto rosa forte ben spalmato sottolineava la grandezza delle mie labbra già carnose e i capelli corti completavano l’opera facendo risaltare ancora di più i miei occhi e le rotondità sensuali del mio viso. Lo yogurt, bianco, nella mia bocca, gli faceva fare pensieri peccaminosi. Io lo capii e non sò spiegarmi perchè presi a mangiare in modo ancora più inopportuno lasciandone colare ogni tanto un pò sul mento… Mario era un tipo “strano” che si prendeva fin troppe confidenze, continuava a farmi complimenti in continuazione, dandomi infatti parecchia soddisfazione, specie davanti a “lui”… arrivò al punto di farmi confidenze sulla bellezza del mio sedere e a darmi perfino una bella “pacca” sul culo. Una mattina, verso la fine delle vacanze, ne approfittai per indossare qualcosa di nuovo. Così indossai un costume a fascia bianco che sottolineava le mie grandi tettone mature stringendole fino a farle scoppiare. Sotto degli shorts di cotone sottilissimo contenevano a stento un normale costume elasticizzato che a causa del mio culone corposo scompariva quasi del tutto in mezzo alle natiche. Mentre mi vestivo mio marito mi guardava inebetito ed io per ripicca gli stavo lontano. Anzichè al mare, per cambiare finimmo in piscina al lido sportivo. Mentre mio marito e mia figlia andarono a prendersi una granita, io e Mario decidemmo di restare in piscina. Mi immersi chiudendo dolcemente le palpebre e rilassandomi, non mi accorsi però di un dettaglio alquanto scottante. Il ragazzo di mia figlia, dentro l’acqua con me, rideva istericamente tutto rosso in viso, facendomi gesti per farmi capire che c’era qualcosa che non andava. Mi guardai addosso entrando nel panico: il costume bianco, fatto si in cina, ma delle peggiori delle manifatture, perse quasi tutta la sua opacità. Il tessuto sottile a contatto con l’acqua stava diventando praticamente trasparente… non sapevo che fare. Nuotai prima verso il bordo, mostrandogli le grazie del mio bel sederone, poi verso lui, che mi diede le spalle per non guardare e mi attaccai con le bocce a lui. Trasalì. Una potente erezione si prese gioco di lui. In un modo o nell’altro dovevamo andare via di lì e con lui in quello stato non era certo più facile. Nella zona piscina c’erano quattro persone oltre a noi, tutte piuttosto distratte. Iniziai a discutere dell’accaduto per sdrammatizzare, chiedendogli sarcasticamente se comunque non ero poi un brutto spettacolo. Inducendolo a farmi apprezzamenti impudici non migliorai certo la situazione. Dovevo fare qualcosa in fretta, prima del ritorno degli altri due. Gli intimai di uscire una volta e si rifiutò, la seconda e la terza anche, poi capii perchè. Infilai di prepotenza la mano nel costume del ragazzo che non oppose resistenza ma cominciò a balbettare e a dire parolacce di imbarazzo e presi a masturbarlo con decisione, scappellandolo per bene ad ogni colpo. Mentre lo facevo un senso incredibile di piacere del proibito si impossessò di me senza che me ne accorgessi e mi portava a stringere le bocce sempre pù forte contro la sua schiena. In meno di un minuto venne copiosamente. Sgattaiolammo dal retro e salimmo dalla sabbia, al parcheggio. Sparimmo da lì in fretta e furia. Lui era senza parole per quello che avevo fatto in piscina. In macchina successe l’impensabile, tutto confusamente e molto in fretta. Correndo verso casa, all’altezza di un alto recinto di tabbia, Mario, mi pregò di fermarmi. C’è lo aveva dinuovo di marmo e con gli occhi luccicanti di eccitazione, mi pregò di accostare dietro al muro e rifare quello che avevo fatto in piscina. Non sò perchè senza dire nulla ubbidii. QUello che disse mi fece risentire piacente e desiderata come a vent’anni. Io presi zitta, ma divertita, solo a masturbarlo, con una mano. Lui mi afferrò voglioso, la fascia sul seno, tirandola giù dal centro in una mossa sola. Le mie poppone schizzarono fuori ringraziandolo e i capezzoli già duri strisciarono sul tessuto regalandomi un fremito alla patata. Mi girava forte la testa, senza che avessi bevuto, sentivo la faccia, il petto e le cosce in fiamme. Mi lasciai trascinare tanto in questo vortice assurdo di eccitazione che presi timidamente la sua mano e la portai sulla fica, gonfissima di sangue, che pulsava a ritmo dei miei battiti, lenti, ma forti come cannonate. Avevo il clitoride sensibilissimo e mentre le sue dita scivolavano dentro senza difficoltà, accompagnate dalla mia mano destra, con la sinistra raccoglievo un po di umori filanti e mi sgrillettavo veloce. Persi completamente la testa. Non scopavo da almeno sei mesi e lo volevo dentro e basta, anche fosse stato l’ultimo ed il più brutto uomo sulla terra. Scendemmo dalla macchina. Abbassai gli shorts e fatto volare via il costume di sotto mi misi alla pecorina sulla terra. Volevo finalmente infarcire la mia bella fregna desiderosa, non mi importava nulla di sporcarmi. Mario lo puntò deciso scivolando dentro quasi risucchiato dalla quantità oscena di liquido biancastro. Mi pompò con una foga animalesca la fica, fortemente avvolgente, ristretta dalla poca attività sessuale, sbattendo sonoramente ad ogni colpo, contro il mio grosso bel culo. Io lo invogliavo quasi in estasi e lui affondava sempre di più facendo versi inumani. Più spingeva, più volevo essere sfondata. Raggiunsi tre volte l’orgasmo. Dopo tanto tempo mi sentii così di nuovo “donna”. Guidai verso casa lentamente, ancora tutta sporca, forse con un pizzico di senso di colpa, ma incredibilmente appagata. Durante il tragitto mio marito telefonò per sapere dove eravamo e cosa era successo, visto che aveva sentito vociferare di comportamenti strani da parte di una signorona che era restata mezza nuda in piscina ma pensai… non erano affari suoi. La gelosia prese una direzione diversa e i giochi si ribaltarono.

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L'AMICA DI UNA VOLTA

Era una mattina di primavera, come mia abitudine, dopo aver fatto colazione, prima di andare a lavoro, accesi il pc per controllare mail e altre novità sui social network. Notai subito di avere un messaggio privato con una richiesta di amicizia da parte di una ragazza che, nonostante uno sforzo mentale per ricordare, non mi sembrava di conoscere. Letto il messaggio, in cui questa ragazza di nome Federica, mi chiedeva come stessi e se mi ricordassi di lei, complici le informazioni del profilo della ragazza e le poche righe che mi aveva scritto, iniziai a rispolverare qualche ricordo molto datato. Si trattava di una poco più che conoscente che non vedevo da almeno 25 anni, da quando eravamo entrambi bambini. Essendo i nostri genitori allora colleghi, era capitato a volte che le nostre famiglie pranzassero insieme al ristorante e noi, durante tali lunghi e noiosi pranzi ci allontanassimo dai discorsi dei grandi per giocare su scivoli e giostre. Poi con gli anni la vita ci aveva, come normale, separato e non sapevamo assolutamente nulla l’uno dell’altro. Accettai quindi, la richiesta e ne seguì qualche messaggio in chat in cui ci raccontammo un po’ di vita reciproca, Federica mi disse che anche lei era una professionista, che ormai viveva da quasi venti anni in un’altra città e che ritornava dalle mie parti solo a volte d’estate per fare qualche bagno con suo marito, un medico, 25 anni più grande di lei. Dopo questo inatteso e piacevole revival, ciascuno riprese la propria esistenza, fatta di corse qua e là e impegni quotidiani che fanno volare le settimane. Finché un giorno di agosto in chat non mi contattò nuovamente Federica, dicendomi di essere nella mia città per qualche giorno e che sarebbe stata felice di rincontrami per un caffè dato che non ci vedevamo da quando eravamo fanciulli. Trattandosi di un periodo di ferie in cui fondamentalmente ero parecchio libero da impegni, non avemmo problemi a concordare per il pomeriggio del giorno seguente il nostro incontro, decidendo per un aperitivo alle 18,30 in un bar del centro. All’ora pattuita mi presento all’appuntamento e Federica è puntuale, sinceramente ho accettato questo incontro per pura educazione, dato che siamo fondamentalmente due estranei, e non ho assolutamente idea di cosa potrò mai discorrere con una donna con la quale ho giocato 3 volte a 5-6 anni sugli scivoli e che non vedo da allora!! Resto piacevolmente sorpreso, Federica è molto più carina di persona che nelle 2-3 foto che ho potuto vedere sul suo profilo, è una bella mora con i capelli lisci, ha occhi marroni ed uno sguardo profondo e un po’ malinconico, che immediatamente mi suscita il ricordo del suo sguardo quando era bambina. È magra ma ha comunque belle forme, ha una gonna larga, tipo zingaresca, che arriva sin sotto il ginocchio e sopra una magliettina con ampia scollatura, sulla quale, ogni tanto mi cade l’occhio. Decido di ordinare un cocktail alcolico, in modo da essere il più spigliato possibile, dato che temo di essere a corto di argomenti molto presto ed invece, contro ogni aspettativa, i discorsi volano da un argomento ad un altro senza alcuna pausa né silenzio imbarazzante e siamo totalmente a nostro agio in una piacevolissima conversazione. Terminato il secondo cocktail e dopo che eravamo seduti a chiacchierare da un po’ lei mi chiede se mi va di fare due passi sul lungomare, dato che è da tanto che non lo vede ed io la accompagno volentieri. Nel mentre passeggiamo continuiamo a chiacchierare in totale relax e decidiamo di scendere sulle panchine poste a pochi metri dal mare a gustarci il meraviglioso tramonto che calava sulla città. Essendo quasi ora di cena, il lungomare era praticamente deserto, solo qualche coppietta che amoreggiava qualche panchina più in là. Io e Federica siamo seduti accanto e siamo sempre più vicini, così, spinto dalla sfrontatezza datami dai due Negroni sbagliati trangugiati a stomaco vuoto, prima la abbraccio e vedo che la cosa le fa piacere e subito dopo la bacio, notando piacevolmente che Federica non disdegna affatto, e mi ricambia il bacio con trasporto. Dopo esserci baciati a lungo io inizio ad accarezzarla e provo ad azzardare qualcosa di più sfiorandole i seni, quasi certo che a questo mio gesto audace, magari eccessivo, lei mi avrebbe stoppato. Anche qui, resto invece sorpreso, Federica non mi stoppa affatto, anzi, mi prende la mano e se la mette proprio dentro la maglietta per farmi afferrare perbene i suoi seni, mentre torna a baciarmi con ben maggiore passione e mi si butta praticamente addosso. Le mie mani iniziano ad andare ovunque, si intrufolano anche sotto l’ampio gonnellone e scopro con piacere che Federica è molto felice di quanto sta accadendo, essendo completamente umida !! Non sono il solo ad “esplorare”, anche le mani della decisa “sconosciuta” si sono fatte molto invadenti ed in poco ho i jeans sbottonati e quando Federica mi apre la zip ne fuoriesce un’incontenibile erezione che sembra voler sfondare il mio ristretto slip. Io, con finto imbarazzo, chiedo scusa sorridendo, dicendole, è colpa tua, guarda che effetto che mi fai, mentre lei, inorgoglita da quanto da lei creato, mi guarda negli occhi con sguardo eccitato e serissimo, dicendomi, “figurati, mi fa solo piacere, che sei bello si vedeva, ma non credevo che…!!” Dopo un istante inizia a toccarmelo da sopra lo slip e sento che sono letteralmente cementificato, Federica a questo punto, mi abbassa lo slip, tirandomelo fuori eretto al massimo, si ferma un istante, si guarda intorno per sincerarsi che non ci fossero occhi indiscreti, mi guarda e sorridendo maliziosa, mi dice “tutto questo non era assolutamente previsto!!”, dopodiché si abbassa ed inizia a prendermelo in bocca, io inizio a provare un piacere unico, non solo per la sua bravura nel succhiarmelo, ma anche per la situazione assolutamente non preventivata ed eccitantissima!! Vedo la sua testa, i suoi capelli ordinati andare su e giù sul mio membro durissimo, godendomi nel frattempo lo spettacolo del sole che piano piano scompare nel mare!! Dopo una fellatio strepitosa di una decina di minuti, durante i quali non lesinavo carezze approfondite alla mia “amica”, Federica si ferma, mi guarda e mi dice “senti, ma credi che potremmo…” , io stupito per l’ennesima volta, le dico “se a te va, per me non c’è problema, ormai è buio, chi vuoi che ci veda!!”. Allora lei mi dice “ok!!”, dopodiché riprende a succhiarmelo per mantenerlo al massimo vigore, poi si alza un attimo, solleva un po’ l’ampia gonna, si sfila le mutandine nere che mette in borsa e si siede a cavalcioni su di me, infilandoselo dentro e ricalando giù il sipario della sua gonna ad occultare all’esterno la penetrazione in corso !! Ho un sussulto di piacere nel sentirmi avvolto e accolto dal suo umido calore, la stringo a me, in modo da assecondare bene la penetrazione e riempirla perbene. Nel frattempo ci baciamo profondamente e lo facciamo con molta lentezza, anche per non dare troppo scandalo in quello che è pur sempre un luogo pubblico e di passaggio. Così lo facciamo molto lentamente e profondamente per una 40na di minuti, interrotti un paio di volte dal passaggio di qualche coppietta. Se la prima volta che passa una giovane coppia, ci interrompiamo e “separiamo” momentaneamente, alla seconda non ne abbiamo più alcuna voglia né pudore, sicché, pur fermandoci, restiamo l’uno dentro l’altra con me che la tengo stretta e la bacio, la ragazza della coppia in transito se ne accorge e sorride maliziosa al fidanzato che la tira via, ma noi siamo troppo presi dal piacere ed alleggeriti dall’alcool e dai sensi per fregarcene qualcosa!! Il ritmo si fa più serrato, estraggo le tette dure di Federica ( una seconda misura ma molto tonica ! ) dalla maglietta per succhiarle mentre la penetro, la sento che gode, mi confessa nell’orecchio di essere già venuta tre volte e di stare per godere la quarta!! Ed in effetti è bagnatissima, mugola di piacere e si muove con una sinuosità meravigliosa, come se col sedere disegnasse cerchi sul mio pene teso come un arco. Mi intima, “tu, non azzardarti a venirmi dentro eh, avvisami se stai godendo!!”. Io in realtà di venire non ne ho la minima intenzione ne voglia, sia perché mi piace troppo scoparla così, lentamente, all’aria aperta davanti al mare, sia perché l’alcool a stomaco vuoto mi ha anestetizzato un po’ il piacere!! Federica mentre la riempio, con la voce rotta dal piacere, mi sussurra varie frasi, “è incredibile quello che sta succedendo, credimi, non me lo sarei mai aspettata”, “sei favoloso, che meraviglia!!” ed io, le rispondo che è altrettanto imprevisto e sorprendente per me e che mi piace da impazzire!! Avuto sufficiente piacere ed orgasmi, Federica si solleva leggermente e si sfila il mio pene, ormai fradicio, da dentro, mi guarda negli occhi a mo’ di sfida, lo impugna delicatamente ed inizia a segarmelo baciandomi contemporaneamente. Sono perso nel piacere, mentre Federica mi guarda negli occhi e mi dice “inondami, voglio tutto il tuo seme per me!!”, non mi trattengo più, sto per venire, lei si abbassa, me lo prende in bocca, la sento che succhia, quasi me lo aspira, godo immensamente, ho un orgasmo incredibile che sembra non finire mai e le vengo completamente in bocca, reprimendomi dal gridare per l’intensità dell’amplesso e sentendo i suoi mugolii compiaciuti nell’assaporare ogni fiotto del mio piacere. Mentre ho ancora scosse di piacere e Federica è intenta a “pulire” diligentemente il mio membro che inizia a riposarsi, mi godo l’incanto del cielo stellato, delle luci sul mare e il profumo di estate nell’aria, con quella sorta di gioia triste post-orgasmica, che ti fa rimpiangere che quel piacere non sia durato per sempre!! Ci ricomponiamo, una telefonata del marito sul suo cellulare ci fa tornare coi piedi per terra dopo il volo, la accompagno alla sua auto, ci diamo un bacio, quasi non guardandoci in faccia, un po’ intimiditi e sconvolti da quanto accaduto. Ci salutiamo per non rivederci mai più, lei torna alla sua vita, fatta di marito, lavoro, io alla mia!! Ma, tornando verso casa con il suo profumo ovunque addosso e ripensando a quello sguardo, ho la sensazione che nessuno dei due dimenticherà mai quel folle ed inatteso pomeriggio d’estate che sancì l’incontro tra i nostri occhi da fanciulli e i nostri corpi e desideri da adulti. .