Tag: non mi inculare

non mi inculare

Ieri sono stata con due ragazzi (Raconto di una MILF)

Sono Marika, ho 50 anni, divorziata e madre di uno splendido 20enne che studia fuori sede quindi ho praticamente la casa tutta per me quando voglio.

Pur avendo 50 anni, non sono per niente da buttare, anzi!

milf-con-2-raqgazziQuinta di reggiseno, due tette che stanno ancora su nonostante un naturale appesantimento, fianch larghi e un bel culo, gambe tornite e pelle bruna, quello che si definirebbe un tipico corpo mediterraneo e, di quando in quando, mi diverto ad adescare ragazzi che potrebbero benissimo essere miei figli.
Ieri per esempio sono andata in discoteca con un paio di amiche e, avvicinatami al bancone del bar per prendere dei drink, ho notato questi due ragazzi, bellocci ma niente di più, che mi fissavano con insistenza il sedere.

Intrigata dalla situazione, e curiosa di vedere se entrambi sarebbero stati disposti a fare qualcosa di trasgressivo, nell’attesa del drink mi girai e mi appoggiai di schiena al bancone, mettendo volutamente il petto esageratamente all’infuori e quindi lasciano libere le mie tette di svettare attraverso lo scollatissimo abitino bianco che indossavo.
Inutile dire che ai due ragazzi per poco non uscivano gli occhi fuori dalle orbite e il secondo, un biondino palliduccio e all’apparenza piuttosto anonimo, sputacchiò un po’ della birra che stava bevendo.

In compenso ciò mi permise di dare un’occhiata alla sua patta, notando che il rigonfiamento che la riempiva si era fatto molto voluminoso.

Anche l’altro, un brunetto leggermente più affascinante, ebbe una reazione considervole, ma la sua dotazione non sembrava reggere il confronto con l’amico.
Feci a entrambi un sorrisetto malizioso, presi i drink che avevo ordinato e poi mi diressi al centro della pista da ballo a dimenarmi un po’, lasciando le mie curve giunoniche libere di muoversi e sballonzolare.
Non fu una gran sorpresa sentirmi subito toccata da qualcuno alle mie spalle, e non lo fu nemmeno vedere che ad avermi avvicinata era il brunetto, sicuramente il più spegiudicato dei due.

Il biondino ben dotato era invece affianco a me, decisamente più distante, ma la sua patta era ancora bella gonfia.

Sorrisi ancora una volta, stavolta solo al biondino, mentre dimenavo il culo sulla patta del brunetto alle mie spalle, poi allungai la mano verso il più dotato dei due e me lo posi proprio di fronte, attaccato al mio seno. Lo bacia abbassionatamente ficcandogli la lingua in bocca di forza e contemporaneamente gli strinsi il pacco, constatando come nelle mutande quel ragazzino avesse una vera e propria bestia. Il brunetto, geloso, mi prese i fianchi e sembrò come se mi avesse voluto inculare attraverso i vestiti che ci separavano.
A quel punto dissi: “Ragazzi, non vi dispiace dividervi le cose, vero?”
“N..no” rispose il biondino.
“Dipende però da cosa ci offri” ribattè il brunetto, più spigliato.
“Vi propongo di andare via e andare a ballare a casa mia, solo noi tre, tu davanti – dissi rivolta al superdotato – e tu dietro, e poi magari facciamo anche cambio! E ovviamente senza vestiti opprimenti!
Il biondino a quel punto sembrò trovare molto più coraggio e, baciandomi con passione, mi infilò nemmeno troppo discretamente la mano sotto il vestito, soprendendosoi di trovare la mia figa scoperta e senza mutandine, ma infilandomi convinto le dita al suo interno.
A quel punto salutai le mie amiche, che però avevano già visto tutto, e, prendendo i due ragazzi per mano, li condussi alla macchina e poi, tempo 5 minuti, eravamo a casa mia, tutti nudi, io in ginocchio di fronte alla nerchia bella grossa del brunetto e al bastone di carne lungo 25 centimetri del biondino, imboccandoli a turno.

Vennerò in fretta sotto i colpi della mia lingua e mi imbrattarono viso e tette, ma questo ovviamente non ci avrebbe fermati.

Prendendo il comando, e sconfiggendo anche un’iniziale invidia, i due mi misero a pecorina sul letto, sopra il biondino ed io, sapendo già cosa fare, mi impalai su quell’enorme pezzo di carne che, affondando fino in fondo, arrivò a toccarmi la cervice. Quando cominciò a pompare, vidi letteralmente le stelle e provai un godimento incredibile, ma nel frattempo il brunetto mi aveva leccato per bene il culetto e, senza chiedere il permesso, mi inculò con un solo colpo.

Fortuna che ero abituata perchè nemmeno lui scherzava in quanto a dimensioni!
Venni così tante volte che nemmeno seppi più distinguere quanto avevamo scopato e quando si erano scambiati cambiato posto, sfondandomi figa e culo a turno, ma alla fine ci ritrovammo all’alba stesi sul letto, loro accoccolati viino a me come due bambini che succhiano il latte dalle tette della loro mamma, io coperta invece del loro “latte” dalla testa ai piedi, e soddisfatta come poche volte in vita mia.

The post Ieri sono stata con due ragazzi (Raconto di una MILF) appeared first on .

Ultime ricerche

RACCONTI EROTICI: Ho dato il culo al mio ragazzo per la prima volta

ciao sono francesca, ho 21 anni, capelli neri, ho un bel culo e le tette sode, io e lui stiamo insieme da 8 mesi, il nome non lo scrivo perché se scopre che scrivo le storie su noi due come minimo mi lascia, e poi ho già scritto una storia che non deve sapere (se non l’avete letta fatelo si chiama Il Guardone).
Come ho scritto nell’altra storia lo amo molto e anche lui mi ama però nei rapporti (sessuali e non) domina lui: se decide una cosa lo devo fare per forza, non mi da molto fastidio l’uomo che comanda mi eccita molto, così lui un giorno qualche mese fa mi chiese se mi andava di provarlo anale, stavamo al telefono quella sera, lì risposi di sì ma poco dopo me ne sono pentita, perché non l’avevo mai provato nel culo, nemmeno con un dito, così quando ci salutammo presi l’iphone e cercai consigli sul sesso anale e tutte le cose che lessi mi diedero fiducia e calma, la gente che scriveva era molto soddisfatta dall’esperienza e dicevano tutti che il trucco era usare qualcosa per lubrificare, come del sapone o dei prodotti fatti apposta, andai in bagno e presi l’olio johnson dal mobile vicino la vasca, mi misi a pecora sul tappetino, me ne spruzzai un poco su un dito e iniziai a massaggiarmi l’ano, mi piaceva, provai a penetrarlo e mi fece un poco male ma mi eccitava, mi feci un ditalino con molta calma andando piano e mi è piaciuto molto, poi andai a dormire. Il giorno dopo andai a casa del mio ragazzo, pranzammo insieme e poi andammo in camera da letto, ci spogliammo, io mi sedetti ai piedi del letto e lui in piedi mi mise il cazzo in bocca, iniziai a fargli un pompino muovendo solo la testa con le mani appoggiate sulle sue cosce, lui aveva una mano sulla mia testa per tenermela ferma mentre mi infilava il cazzo in bocca, me lo fece arrivare fino in gola, poi mi stesi lui me la leccò in profondità sditalinandomi anche, poi lui mi alzò le cosce iniziò a leccarmi l’ano, me lo leccava con forza mi piaceva molto, gli dissi di prendere del sapone lui andò un attimo in bagno e tornò con un flaconcino di shampoo, quando tornò io stavo già a pecora, pronta per farmi inculare, lui prese lo shampoo e iniziò a mettermelo sul buco del culo massaggiando con una mano, con la stessa mando iniziò a segarsi in modo da lubrificarsi anche il cazzo, intanto con l’altra mano mi penetrava il culo col pollice, poi mi avvicinò il cazzo al culo e iniziò a penetrarmi piano piano, questo mi faceva davvero un po’ male il suo cazzo è molto grosso, poi si fermò, vedeva che mi faceva male lo tolse e lo mise di nuovo dentro, stavolta più piano, avevo gli occhi chiusi la bocca spalancata, lui le mani sui fianchi e il cazzo nel mio culo, iniziò piano piano a penetrare con un ritmo lento ma costante, mi piaceva ma faceva anche male, però il piacere superava il dolore, appoggiai la testa sul cuscino ora ero la sua schiava lui mi inculava con la stessa forza con la quale mi avrebbe scopato, mi faceva ancora più male ma stavo godendo davvero tanto, poi lui mi disse di cambiare posizione, così mi misi su un fianco e lui da dietro che mi inculava con una mano su una tetta e una mano piazzata sul culo, continuava a penetrarmi a palparmi e a sculacciarmi finché non mi disse che voleva venirmi sul culo, così mi stesi lui si mise in ginocchio sopra di me iniziò a masturbarsi e venne su tutto il culo e sulla schiena ero innondata di sborra, che esperienza mi è piaciuto molto soddisfare il mio ragazzo..

Ultime ricerche

la mantide

Avatar

Junior Member

Group
Member
Posts
5

Status
Offline
Tutto inizio’ per colpa del mio lavoro, mi occupavo della manutenzione dei computer prodotti da una famosissima multinazionale, era l’epoca dei giganteschi “main frame” ,i PC stavano arrivando ma erano poco piu’ che giocattoli.
Avevo quaranta anni, una moglie e tre figli quasi giovanotti ma il sesso con mia moglie non aveva mai avuto i connotati della passione.
Lei non voleva che gliela leccassi e men che mai accettava di succhiarmelo, ma in compenso, fin dalle prime volte , non mi aveva mai negato il culo.
Anzi posso dire che quando la inculavo impazziva letteralmente ma la faccenda doveva sempre risultare come un sopruso da parte mia. Quando glielo infilavo nel culo sembrava stessero ammazzando un agnello,gemiti di dolore e lamenti, ma quando impietosito le chiedevo: “ Ti fa tanto male? Vuoi che lo tolga?” lei rispondeva:” Ormai me lo hai messo, lascialo dov’e’, ora datti da fare, aprimelo per bene e dammi delle “botte” belle forti”… Ma mai un “brillamento” di passione, aveva sempre preteso che mi avvicinassi a lei col cazzo gia’ duro e che la montassi a dovere sempre e ogni volta. Una donna di un egoismo eccezionale, piacere solo per se’ e recriminazioni quasi sempre.
E stavolta sei venuto troppo presto ; oggi mentre chiavavi ti si e’ ammosciato a che pensavi?; oggi sono venuta solo una volta e a stento; hai visto? mi hai inculato e ora mi brucia; oggi mi hai fatto sanguinare dalla fica e mi fa male. Oppure “ vuoi che ti faccia un pompino? che mi hai preso per una puttana?” ;non toccarmi le tette; non infilarmi un dito in fica che non lo sai fare; nel culo,se sei uomo, infilami il cazzo non le dita; ed e’ piccolo; ed e’ duro; ed e’ moscio; ed e’ grosso; insomma non le andava mai bene niente.. Ma era una tattica, questo le aveva insegnato quella troia della madre per la quale gli uomini dovevano esser trattati male e non bisognava mai far capire loro che il cazzo piaceva e tanto…cosi’ aveva fatto la madre col il mio povero suocero e questo la figlia faceva con me..
Insomma una palla megagalattica, un esame di stato ogni volta che mi veniva la voglia di farmela, ma l’amavo e mi piaceva, era ed e’ una bellissima donna , ma anche per questo suo modo di fare e di essere quasi mi son rovinato la vita.
Con queste insoddisfazioni “a bordo” riandavo spesso con la mente ad altre donne che avevo amato prima e mi chiedevo :”ma come cazzo ho fatto a sposarmela?” ; “ma come ha fatto a fregarmi ?”; “ma come cazzo ho fatto a farci tre figli?” ..
Questo era il contesto nel quale vivevo.
Un giorno vengo inviato in missione presso l’universita’ di un’altra citta’ , il computer aveva “atterrato” un set di dischi, e cosi’ avvenne che conobbi “il tecnico informatico” del centro di elaborazione.
Era questi una ragazza di non piu’ di venticinque anni, piccolina, bruna, cicciottella, con le cosce grosse ma con un culo ed un paio di zizze da favola….
Caruccia in definitiva ma di una bellezza assolutamente non paragonabile a quella maestosa di mia moglie, ma fu subito feeling.
Non so che succede a volte ma per certe persone si prova al primo sguardo una attrazione particolare e forte.
Andammo a mensa insieme e prendemmo appuntamento per la sera per una pizza.
Quella sera lei mi invito’ subito a salire da lei e appena entrati dalla porta si inginocchio’ davanti a me e tiratomi fuori il cazzo si esibi’ in un pompino quale non avevo mai provati. Alla fine con la bocca aperta aspetto’ che io menandomi il cazzo le venissi in bocca leccando e succhiando poi il cazzo fino a berla tutta.
Era una vita che desideravo qualcosa del genere, una passione travolgente , una donna che voleva me e mi desiderava!
La serata era iniziata bene e continuo’ su quel tono, abbiamo fatto tutto e per una notte intera, forse due ore di sonno e poi al lavoro.
Una gioia ed un appagamento mai provati, pensai che avrei potuto innamorarmi di lei…
Da quel giorno feci in modo , senza esagerare , di tornare spesso in quella citta’, prendevo solo per un fatto organizzativo l’albergo ma in realta’ dormivo da lei, tanto mia moglie non mi avrebbe chiamato ed il portiere di notte ,tramite opportuna mancia, era stato istruito per “gestire” una eventuale chiamata..
Le cose con mia moglie cominciarono ad andar male, mi era passato completamente il desiderio di lei, ma per non destar sospetti qualche volta la dovevo pure prendere. Quando accadeva mi veniva forte la voglia di spingerla via, la chiavavo ma temevo ,all’orgasmo, che mi scappasse sempre il nome di lei..dell’altra.
Roberta, cosi’ si chiamava “l’altra”, era una donna insaziabile, era capace di succhiarmi il cazzo per ore e di farmelo tornare sempre duro, un pomeriggio ed una notte passavano in un alternarsi di chiavate ,inculate e pompini, un sogno , era come vivere in un lungo interminabile film porno. Addirittura cenavamo a letto e , spesso, le ho leccato la fica sporca di ragu’. In sincerita’ se capitavo in citta’ che lei aveva il ciclo riuscivo a leccargliela anche col sangue che le colava, e con lei , per la prima volta ho leccato il culo di una donna. Non lo avevo mai fatto a nessuna,mi avrebbe fatto schifo, ma con lei mi piaceva farlo, le infilavo la lingua nel buco dove fino a poco prima era stato il mio cazzo e le leccavo tutto quello che ne usciva. Lei si sedeva sulla mia faccia col suo culone da brasiliana ed io le infilavo la lingua nella fica, assetato di lei ed inebriato dal suo odore ferino. Ci baciavamo per ore e, ancora oggi, nonostante tutto, ho nostalgia di quei baci ardenti.
Ci vedevamo una volta ogni quindici giorni ed a volte anche dopo un mese, il computer non poteva rompersi troppo spesso altrimenti avrei destato sospetti in ditta , ma io ,innamorato pazzo ormai, cominciavo ad essere geloso. Mi chiedevo come facesse una donna cosi’ “erotica” a stare senza sesso cosi’ a lungo… Decisi allora, da imbecille , di farle una sorpresa, un pomeriggio andai a casa sua senza avvertirla, ma il palazzo aveva la portiera.. Le lasciai una buona mancia con la preghiera di non avvertire la signorina che stavo salendo, ma lei , da brava donna o ,meglio, da “buona donna” , non voleva uno scandalo e , esperta della vita , molto probabilmente citofono’ lo stesso per avvertire…aveva certamente capito che posto di fronte ad una sgradita sorpresa poteva scapparci il morto o i morti.. Oggi mi chiedo a che punto era arrivata la mia pazzia e cosa ho rischiato, certamente non ero piu’ capace di intendere e di volere.
Venne ad aprirmi una Roberta in camicia da notte , una camicia azzurrina con gli orsetti rosa, lo ricordo ancora, profumata di talco ma leggermente accaldata e con un leggero sentore acre di sudore addosso . Non trovando alcun uomo nell’appartamento ogni proposito bellicoso crollo’ di colpo e pentendomi di quello che avevo fatto e dei miei ingiusti sospetti la abbracciai e ci unimmo in un bacio appassionato. Ovviamente subito finimmo a letto e facemmo all’amore ma…
Ma quando la presi alla “pecorina” qualcosa desto’ la mia attenzione, il buco del suo culo era arrossato e lo sfintere mostrava il tipico anello che le rimaneva per un po’ quando la inculavo.
Feci finta di non capire e , forse per cancellare tracce che non volevo vedere, la inculai anche io, il mio cazzo scivolo’ dentro di lei come se ne fosse appena uscito…un altro.
Capii allora che non ero il solo visitatore abituale di quell’appartamento e che i miei sospetti erano fondati..
Ma l’amavo alla follia ormai..
Quella notte non fu una notte di sesso sfrenato, tanto che lei mi chiese cosa avessi ed io sbottai, le dissi quello che avevo visto e quello che pensavo.. Mi aggredi’ verbalmente con una violenza inaudita, mi disse che se io non ero uomo capace di mantenere le mie promesse meritavo le corna e altro ancora.. Le avevo promesso che avrei detto tutto a mia moglie e non lo avevo ancora fatto , in sincerita’ i figli che amo mi impedivano di farlo con leggerezza, la avevo promesso di andarmene di casa e di andare a vivere da lei dopo aver chiesto alla ditta un trasferimento e non lo avevo ancora fatto, di che mi lamentavo allora se lei aveva voluto prendersi un po’ di svago? Aggiunse che mi amava tanto e che avrebbe voluto vivere solo con me ma aveva conosciuto un ragazzo che aveva saputo farla sentire meno sola durante le mie lunghe assenze, piu’ sincera di cosi’ ,che potevo chiedere di piu’? Davvero ero ormai totalmente schiavo della sua personalita’, alla fine per non contrariarla assentii a tutto quello che mi diceva. La mattina andammo al lavoro insieme. A mensa mi disse che quel pomeriggio mi avrebbe fatto ingelosire per vedere quanto io l’amassi e quanto poteva fidarsi di me, dovevo aver fiducia in lei e lasciarla libera che io ero il solo suo amore… Ed infatti.. Tornati a casa trovai un ragazzo giovanissimo in salotto, lui aveva pure la chiave, capii subito che era un nord africano, lei lo presento’ come “lo stantuffo di Tangeri” (cazzo!!) , bravo ragazzo, gentilissimo, magrissimo, piccolo di statura. Ecco il “consolatore” pensai, cazzo me lo ha pure presentato! Ma io non ero uomo da temere la concorrenza di quello scricciolo! Ero un’altra cosa io..
Un uomo con la testa ancora funzionante sarebbe andato via ma io no…
Lei ando’ in camera e ne torno’ con un leggero neglige’ , lo “stantuffo” comincio’ a spogliarsi.
Quando fu nudo mi accorsi che quel piccolo ragazzo era tutto cazzo, aveva un affare grosso piu’ del doppio del mio! Lei mi chiese di spogliarmi e ci sedemmo sul divano ,lei comincio’ a succhiarci il cazzo a tutt’e due contemporaneamente, e poi, distesasi sul divano a cosce aperte lascio’ che lo “stantuffo” la penetrasse..
Ero talmente preso da quel gioco perverso che non provavo gelosia, anzi ero felice ed eccitato che lei stesse godendo con quel ragazzo, ormai la avrei accontentata in tutto.
Quando dopo un po’ il ragazzo le usci’ dalla fica lei ricomincio’ a succhiarglielo come faceva sempre prima di farsi inculare, le rilassava la pancia e la fica diceva. Mi chiese di avvicinarmi a lei perche potessi vedere meglio quello che faceva e ad un certo punto mi chiese di prendere quel cazzone in bocca. Totalmente rincoglionito obbedii , non mi rendevo conto di quello che stava succedendo , chusi gli occhi ,aprii la bocca e lasciai che lo “stantuffo” vi entrasse dentro.. Lei rimase ad accarezzargli le grosse palle mentre guardava estasiata un uomo che succhiava il cazzo ad un altro uomo e quello che succhiava ero io! Sentivo l’odore della sua fica su quel cazzo e mi eccitava, lei aveva cominciato a farsi un potente ed energico ditalino mentre mi diceva :” lo vedi come e’ bello succhiare il cazzo? Ti piace? Dai leccagli la cappella su!” Ed io facevo tutto quello che lei mi chiedeva, e davvero cominciava a piacermi avere in bocca quel pesante pezzo di carne dalla punta dura e liscia come il velluto dove mi piaceva far scorrere la lingua e quell’odore selvaggio di fica e di sperma ,tanto che quando lei volle riprenderselo io la spinsi via e continuai a godermi quel cazzone in bocca. Se mi avesse visto mia moglie! Lei si era messa a pecorina con le tette sulla spalliera del divano e mi disse che lo voleva nel culo, lo avevo fatto diventare duro al punto giusto ormai, ero bravo a succhiare, ed io tenendo quel cazzone con una mano glielo appoggiai al buco mentre lui lasciava cadere tanta saliva per lubrificarlo.
Godeva come sempre e piu’ di sempre Roberta ed io la guardavo eccitatissimo e lei guardava me e sorrideva fra un gemito di piacere e l’altro. Ad un certo punto mi disse: “ vieni affianco a me voglio baciarti” . Salii anche io ginocchioni sul divano e la baciai, ero in paradiso, un paradiso malato pero’. Ad un certo punto lei mi sussurro’ :” Mi piacerebbe vederti mentre godi anche tu come me, provalo anche tu, vedrai e’ meraviglioso” … Lo “stantuffo” doveva essere abituato ai culi maschili, infatti, appena mi vide che gli porgevo le chiappe , senza lasciare il culo di Roberta mi bagno’ lo sfintere con la saliva e mi ci infilo’ dentro un dito e poi due.. Poi sentii che la sua cappella premeva sul mio buco… “Spingi come se dovessi andare in bagno, sentirai meno dolore e ti entrera’ subito dentro” mi disse lei con uno sguardo folle di libidine. Cosi’ feci e sentii che quella grossa cappella entrava dentro. Un dolore forte ma meno di quello che avrei pensato e man mano quella lunga asta entro’ in me. Gli uomini hanno la prostata e le donne no e quando la grossa cappella me la spinse in avanti davvero provai il dolore piu’ intenso ma presto passo’ e lascio’ il posto al piacere di sentirla penetrare nell’intestino. Poi lui comincio’ a darmi dei colpi, dapprima lentamente poi con sempre maggior forza, ogni volta che usciva o ritornava dentro sentivo la mia pancia fremere di piacere al passaggio di quella grossa asta, mi sentivo totalmente aperto dietro e davvero ho cominciato a godere. Roberta si era messa sotto di me e mi succhiava il cazzo che incredibilmente mi era diventato duro come il marmo , succhiava e con una mano me lo menava e massaggiava le palle che mi dolevano, il cazzone mi aveva spinto la prostata,le palle ed il cazzo in avanti e il tutto mi doleva ma era un dolore piacevolissimo. Quando Roberta si accorse che lui stava per venire me lo meno’ piu’ velocemente ed alla fine riusci’ a farmi sborrare quasi nel momento stesso in cui il ragazzo ,con due o tre colpi che quasi mi sfondavano la pancia, svuotava il suo cazzo in me con quello che mi sembro’ uno tsunami di sperma bollente nel mio intestino mentre io mi svuotavo nella bocca di lei.Con gli sparmi dell’orgasmo il mio culo si strinse attorno a quel cazzone e per un lungo minuto di piacere quasi ebbi paura che non ne potesse piu’ uscire ,era diventato ancora piu’ grosso e gonfio quel cazzo! Lo “stantuffo” grugniva come una bestia ed io avevo il cuore in gola ed il buco del culo in paradiso. Avevo goduto davvero, non avrei mai pensato che fosse cosi’ bello essere inculato. Non mi piacciono gli uomini, anche dopo quella piacevolissima esperienza, non li cerco, ma ogni tanto ci penso a quel piacere e risolvo tutto con una sega, quel momento magico poteva verificarsi solo perche’ c’era Roberta, non avrebbe potuto mai piu’ ripetersi. La sera rimanemmo soli , io e Roberta, il culo mi doleva e ne colavano liquidi strani striati di sangue tanto che lei mi fece mettere un assorbente, non riuscivo a capacitarmi di essermi fatto inculare da un marocchino, che avrebbero pensato i miei figli se lo avessero saputo?? Temevo di saperlo molto bene.
“Vedi “ mi disse lei “ siamo fatti della stessa pasta, cerchiamo il piacere e tu sei l’uomo adatto a me ed io la donna adatta a te, ti prego ora vieni a vivere con me, ti amo ti amo ti amo, oggi e’ stato meraviglioso” Non potevo e non riuscivo a darle torto in definitiva.. Ora il problema era liberarsi legalmente di mia moglie.. Dovevo uscirne pulito davanti agli occhi dei miei figli, non dovevo avere colpe.. E Roberta ebbe una idea… Una idea come solo a lei potevano venire.. “Supponi” disse “ che un giorno tu scoprissi che tua moglie ti fa le corna, agli occhi dei tuoi figli saresti giustificato se vai via”..Ma mi seccava far passare mia moglie per troia agli occhi dei miei figli ma se il fine giustifica i mezzi..Roberta mi aveva ammaliato.
E la cosa ando’ cosi’… Un giorno ero a casa e arriva una telefonata, era Roberta, ci scambiammo un sacco di convenevoli e sotto lo sguardo di disapprovazione di mia moglie io la invitai col fidanzato a casa mia. Mia moglie si arrabbio’ di brutto :” chi li conosce a questi e perche’ dovrei ospitarli una settimana a casa, perche’ non vanno in albergo??! “ sbotto’. Io dissi che era una cliente importante che mi aveva fatto sempre ottima pubblicita’ in ditta e che era a lei che dovevo la mia promozione, una settimana passa presto e avrei avuto solo benefici da un atto di ospitalita’ che ,in fin dei conti, non ci costava nulla.
Qualche giorno dopo arrivarono lei e lo “stantuffo”..
Io andavo al lavoro la mattina ed il quarto giorno al ritorno a casa trovo Roberta che viene ad aprirmi con un sorriso raggiante: “E’ fatta! “ mi disse ed aveva ragione in tutti i sensi..
Mi consegno’ una cassetta di videocamera dicendomi “ guardatela e vai dall’avvocato, ti aspetto” ed il giorno stesso lei ed il “consolatore” andarono via.
Durante la mia assenza lei e lo stantuffo erano riusciti a circuire mia moglie, nella cassetta mia moglie si esibiva in un grandissimo pompino a quel cazzone, cosa che a me non aveva mai voluto fare e in una scopata fantastica della quale ho ancora i gemiti nelle orecchie concludendo con una inculata da manuale. Ripensai a quello che avevo provato io… Ripensai a quello che stavo facendo e al fatto che avrei dovuto mostrare quella cassetta a tante persone..mi vergognai di me stesso, in fin dei conti amavo mia moglie e piu’ ancora i miei figli. Potevo benissimo perdonare mia moglie, del resto io avevo fatto di molto peggio, ero arrivato addirittura a fare la femmina per soddisfare le voglie perverse di quella donna. Distrussi la cassetta e pensai che come una mantide Roberta mi aveva assimilato a se’ e mi aveva quasi distrutto,mi aveva divorato la mente! Una cosa buona da tutta la faccenda pero’ rimase , forse dopo il piacere provato con lo “stantuffo” o forse per un inconfessabile complesso di colpa mia moglie era diventata piu’ femmina e finalmente una amante appassionata, da allora abbiamo fatto sesso con piacere e non le dispiacque piu’ farmi un pompino..ma solo ogni tanto pero’.

Ultime ricerche

un debito che le cambiò la vita

avere 50 anni e non sentirli.. ho sempre pensato di essere una donna normale, quasi casa e chiesa o meglio casa e lavoro!

sono la proprietaria di un piccolo bar nella periferia di una città del nord italia. Sposata da 30 anni un figlio di 24, orari di lavoro massacranti ma che non mi pesano visto che il mio lavoro mi appassiona. Mi è sempre piaciuto conoscere nuova gente, stare al contatto con il pubblico, cercare di fare al meglio il mio lavoro e accontentare i miei clienti.
Ma un giorno di qualche mese fa la mia situazione è cambiata…
Complice la crisi economica e l’apertura di alcuni nuovi locali di tendenza nella zona del mio bar, mi sono ritrovata in crisi, per la prima volta in quasi 30 anni di lavoro ero nella posizione di non riuscire a pagare i fornitori, non riuscire a pagare le tasse, non riuscire a tirarmi fuori da una situazione vertiginosa. il poco che incassavo lo usavo per comprare i prodotti per il bar e le tasse e i fornitori mi stavano con il fiato sul collo.

Così a 50 anni ero sull’orlo del fallimento. A mio marito e mio figlio non ho mai detto nulla e mai chiesto aiuto, ho sempre pensato che l’unica responsabile della mia situazione fossi io e solo io avevo l’obbligo di uscirne.

Ricordo ancora oggi il giorno preciso della mia svolta. Il 15 ottobre, i clienti scarseggiavano, la crisi incalzava e io ero davvero preoccupata, come se non bastasse quel giorno si ruppe un pezzo fondamentale per il funzionamento della macchina del caffè così fui costretta a chiamare l’assistenza.

Nella speranza che venisse il solito ragazzo giovane della ditta di assistenza con il quale avevo instaurato un rapporto di amicizia e spesso non comunicava alla ditta i lavori che faceva alla macchina del caffè, decisi di vestirmi un po provocante, nella speranza che lui non fosse indifferente al mio fascino.
Non mi sono mai considerata una bella donna, di certo abbastanza piacente, ammetto che molti miei clienti in diverse occasioni mi hanno fatto il filo, ma non mi ero mai trovata nella condizione di provocare nessun mio cliente o fornitore.
Quella volta invece decisi di mettermi una gonna a tubino piuttosto stretta, una camicetta abbastanza scollata, scarpe con un po di tacco e un intimo vedo non vedo per provocare il tecnico. Nel complesso devo dire che facevo la mia bella figura, una bella cinquantenne, mora, con le rotondità al posto giusto, specialmente come molti mi hanno sempre detto un bel sedere tondo e sodo… forse per via delle molte ore passate in piedi dietro al bancone del bar.

Sfortuna vuole che quel giorno l’amico tecnico della ditta di manutenzione era a casa per malattia e si presento Antonio, uno dei soci dell’azienda.
Antonio era un uomo brizzolato di circa 60 anni, alto, con un fisico robusto e portentoso che lasciava immaginare un passato da atleta.
Lo avevo sempre e solo visto in ufficio per parlare di contratti, fatture, forniture e quant’altro, ma mai al di fuori della sede aziendale.
Quelle sera al contrario della solita mise da perfetto gentiluomo era vestito con un paio di jeans decisamente mal conci e una felpa piena di chiazze di caffè, grasso e quant’altro… la classica tenuta da lavoro.
Fisicamente a vederlo così era tutt’altro che affascinante, molta pancia, sedere inesistente, barba incolta, sembrava di avere di fronte l’alter ego della persona distinta  e per bene che avevo sempre conosciuto… e io in perfette condizioni, pronta ad ammaliare ogni uomo.

Verso le 21, una volta che anche l’ultimo cliente fu andato via, Antonio iniziò a lavorare sulla macchina del caffè.
Nel mentre io mi stavo occupando di pulire i pavimenti, i tavolini, la bottigliera e quant’altro
Nel mio locale ci sono degli specchi antichi e molto grandi che permettono di vedere ogni angolo del bar senza troppa fatica, un po per avere più luce nel locale un po per controllare meglio i clienti.
Mentre lavavo mi sentivo gli occhi di lui addosso, ogni volta che mi giravo però o che controllavo gli specchi lui era intendo a smontare la macchina.
Sentivo una sorta di tensione, lui una persona sempre molto loquace, forse anche troppo, e invece quella sera sempre in silenzio e si poteva sentire il suo disagio.
Ad un certo punto mi chiese “Anna per cortesia potrebbe venire qui a tenermi questo pezzo mentre cerco di smontare la scheda elettronica?”
Mi avvicinai, sentivo il suo odore forte e acre, un misto di sudore e odore di uomo.
La tensione tra di noi si sentiva sempre di più, lui, alto, massiccio e io minuta e delicata, mi sovrastava fisicamente.
Passarono alcuni minuti in cui lui era impegnato nel suo lavoro, fino a quando mi disse… “cara Anna qui è un problema grosso, dobbiamo sostituire la scheda elettronica e francamente non so se valga la pena fare questo lavoro! ”   ” mi viene a costare molto?”  “il problema non è quanto possa costare questo lavoro, il problema sono i lavori arretrati non ancora saldati, e francamente mi sono rotto di aspettare che lei saldi i debiti!” il suo modo di rivolgersi a me era mutato. Si sentiva la sua rabbia. ” ma Antonio sono anni che ci conosciamo, non potrebbe per una volta chiudere un occhi?” “ormai gli occhi li ho chiusi entrambi da troppo tempo e sono stanco di aspettare lei e i suoi comodi e rimetterci in tempo e denaro”
Sapevo di essere completamente in torto ma cosa potevo fare? mi giocai la mia ultima carta
” ma ci sarà pur un modo di trovare un accordo!”
il suo modo di parlarmi modificò radicalmente… sentivo la sua rabbia ed eccitazione montare.
“un accordo si può trovare di sicuro, ma tutto dipenda da cosa è disposta a dare in cambio… o fare in cambio!”
“non lo so, mi dica lei, potrei farle un assegno postdatato, oppure una cambiale, mi dica lei”
“io pensavo a tutt’altro a dire il vero… ma non vorrei essere troppo diretto, non vorrei offenderla!”
“Antonio siamo entrambi maggiorenni e vaccinati, non credo di potermi offendere mi dica pure”
lui mi disse una frase a brucia pelo che quasi mi gelò il sangue ma allo stesso tempo mi fece bruciare dentro…
“Una scopata, ci facciamo una scopata ora e io annullo il debito e metto a posto la macchina senza fatturare nulla!”
volevo insultarlo, mai nessuno mi aveva umiliata a tal modo… ma sentii la mia eccitazione crescere, non avevo mai tradito mio marito, forse a volte ci avevo pensato, a volte qualche sbandata per qualche cliente la avevo presa, mi piaceva sentirmi desiderata, giocare con le parole e le emozioni, ma mai e poi mai mi sarei concessa…
“Antonio non so che dirle, io non saprei proprio, sono senza parole!”
“non devi parlare, con quella bocca devi fare tutto fuorchè parlare!”
si avvicinò, mi prese, pensavo volesse abbracciarmi, invece le sue mani finirono subito sui miei glutei, sentivo le sue forti mani su di me le sue grandi dita che strizzavano i miei glutei… si appoggiò a me e sentii il suo pene spingere verso il mio ventre…
ero eccitata ma immobilizzata…
lui nel frattempo riuscì ad aprire la lampo e tirò fuori il suo membro, mi prese la mano, la porto verso il suo pene… lo strinsi, era grosso, duro, mi ritrovai a pensare che era molto più grosso di quello di mio marito… ero tutto un fremito e un bollore… ero bagnata!
“ora inginocchiati e succhiami il cazzo!”
quelle parole… non ero abituata a essere trattata così, non ero mai stata un amante delle parole forti ne tanto meno dei modi rudi…ma ero eccitatissima
mi inginocchiai, mi ritrovai di fronte al suo pene, aprii la bocca e tirai fuori la lingua, inizia a leccarlo tenendolo in mano e masturbandolo.
aveva un gusto diverso! ero abituata al sapore di mio marito ma non avrei mai immaginato di poter assaporare un gusto diverso…
lo presi in bocca a fatica, era grosso, largo e decisamente lungo…
mi ritrovai a fare ciò che mai avevo immaginato avrei potuto fare, a volte forse sognato, ma mai cercato in realtà, tradire mio marito.
La sua mano era sulla mia testa e accompagnava il movimento del mio vorticoso succhiare, faceva in modo che tutto il suo membro entrasse nella mia bocca fino quasi a soffocarmi.
La cosa mi piaceva a dismisura… ero bagnata come non mai, non so nemmeno come mi ritrovai ad avere una mia mano in mezzo alle mie gambe, e due dita che mi masturbavano… le mie dita…
“cazzo come sei brava a succhiare il cazzo, l’avessi saputo prima mi sarei offerto molti anni fa!”
Lui iniziava ad avere  un atteggiamento sempre più rude, sempre più volgare….
e io avevo voglia del suo pene dentro di me, lo volevo sentire nella sua completezza
mi alzai, alzai la gonna, mi misi con le mani sul bancone del bar… era gelido, le mani appoggiate sull’acciaio freddo mi fecero tremare.
Lui si avvicinò, appoggiò il suo pene contro la parete delle mie labbra, sentivo la sua grandezza… sentivo il suo calore!
E senza dirmi nulla, spinse tutta la sua grandezza dentro di me… sobbalzai, le sue dimensioni erano decisamente abnormi per le mie abitudini…
Si faceva sempre più largo spingendo e imprecando contro di me… “Troia come sei bagnata… sei proprio una vacca, lo sapevo che ti sarebbe piaciuto!”
Io non parlavo, non reagivo, non sapevo che dire, non sapevo che fare… ma godevo, godevo come non mai!
Il suo movimento diventava sempre più impetuoso e veloce, e io ero in balia dell’eccitazione  e della foga…
“Cazzo sto per venire…”  e uscì da dentro di me.. io ero vogliosa di sentire il suo seme dentro di me, ma lui si spostò…
“Non voglio venire subito, voglio godermi il tuo corpo..”
Si inginocchiò e da dietro iniziò a leccare il mio sesso, sentivo la sua lingua e le sue dita che erano dentro di me. sentivo la sua bocca che succhiava il mio clitoride… venni, venni come non mai prima… sentivo il mio godere schizzare fuori di me.
Lui continuava a succhiarmi leccarmi masturbarmi, e la sua attenzione si trasferì verso il mio buco posteriore, intonso e sempre considerato un vero tabù fino ad allora…
Infilò un dito dentro, sobbalzai dal dolore misto al piacere… si alzò..
Dallo specchio lo vidi mettersi delle dita in bocca e poi portò della saliva sulla punta del suo pene… sapevo cosa voleva fare, volevo fermarlo, ma dalla mia bocca non uscivano parole e i miei gesti non lasciavano capire che non volevo…
Lui avvicinò il suo pene, lo appoggiò e mi disse ” Adesso con questo paghi il tuo debito!”
Volevo fermarlo, ma non riuscivo a controllare le mie passioni e le mie paure.
Lo sentivo spingere, dallo specchio vedevo la sua faccia, non saprei definirla… infuriata forse, voglioso di certo.
Le sue mani si posarono sui miei glutei, la punta del suo pene era ormai dentro di me, sentivo dolore ma volevo prenderlo tutto dentro di me, volevo trasgredire.
Piano piano la su asta entrò nelle mie viscere, godevo, gridavo dal dolore e urlavo da piacere…
I suoi movimenti diventavano sempre più veloci e decisi.
“che troia rotta in culo che sei..” mi insultava, mi scopava, mi umiliava… e io godevo
e per la prima volta nella mia vita iniziai a dire parole che non avrei mai detto
“inculami porco, inculami fammi godere come una troia!
lui continuava a spingere, il suo respiro affannoso, la sua violenza dentro di me…
“Puttana, paga il tuo debito con il culo, ti sfondo come una troia…!
Continuava ad entrare ed uscire dentro di me, e io lo accoglievo con tutta me stessa…
Godevo, pensavo a quanto diversa da pochi minuti prima ero diventata… Mi sentivo una donna di malaffare e questo mi faceva godere ancora di più.
Pensavo a mio marito, “cornuto, sei un cornuto e te lo meriti… non mi hai mai trattato da vera donna e ora il primo uomo che capita mi fa godere come non mai… che piacere farmi inculare!”
Antonio continuò ad entrare ed uscire dal mio di dietro per circa 10 minuti, lunghissimi e intensi…. poi sentii la sua cappella gonfiarsi i suoi movimenti diventare più veloci i suoi colpi più forti… “cazzo mi fai male, fermati!” ma lui continuava con il suo impeto, godevo come una cagna… mi sentivo usata e abusata e ne godevo.
Alla fine sentii un ondata di sperma caldo entrare dentro di me… a quel punto urlai dal piacere, non sono sicura di cosa urlai ma credo “siii sborrami in culo sono la tua troia!”
Lui tirò fuori il suo membro da dentro il mio ano, mi ordinò di girarmi, mi fece inginocchiare e mi ordinò di prenderlo in bocca…
Lo succhiai avidamente, sentii il gusto del suo sperma che era ancora rimasto in lui riempire i le mie papille gustative…
Si ricompose, alzò i calzoni, si sistemò la felpa e mi disse… “Lavoro  finito… se ha bisogno di altri interventi mi faccia sapere!”
Senza dire nulla prese la borsa degli attrezzi e uscì senza nemmeno un saluti, senza un bacio senza una parola d’amore…
E io? Io rimasi qualche minuto sfinita… con la gonna ancora tirata sopra i miei glutei, nella foga mi resi conto che mi aveva strappato il perizoma, sentivo il suo sperma che colava fuori da me… e feci una cosa che poi mi fede ridere… passai due dita in mezzo alle mie cosce e poi assaporai il cocktail di sperma e del mio orgasmo… buonissimo e poi mi misi a ridere e mi dissi da sola ad alta voce… “che troia che sono!”

Ultime ricerche