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papa’ me lo ha messo nel culo la prima volta raconti

La mia amica mi ha fatto una sega

L’altro giorno ero a casa con una mia amica. Lei ha 18 anni appena compiuti ed è molto attraente, io ne ho 22.

sega-racconto-eroticoL’ho sempre guardata con ammirazione anche se, nonostante il suo seno pronunciato e la figura abbastanza provocante, il fatto che fosse ancora vergine non mi entusiasmava da un punto di vista sessuale.

D’altro canto proprio perché formosa, è spesso al centro dell’attenzione maschile e quindi si comporta di conseguenza, cercando di evitare atteggiamenti “equivoci” e ammiccanti, come invece fanno molte nostre amiche.

Ma vi voglio raccontare cosa è successo l’altra sera, mi ha lasciato senza parole e da allora non faccio che pensare a lei mentre è sola, mi chiedo se ci ripensa e se si bagna.. io penso di sì, visto che dopo avermi fatto venire ha anche assaporato.. ma andiamo con ordine! Sabato scorso ero da solo a casa, io vivo con i miei ma quel giorno non c’erano perché era l’anniversario di matrimonio di mio zio..e quindi tutta la famiglia è andata a fare baldoria.

Mi scrive in chat questa mia amica Roberta, io e lei abbiamo un rapporto abbastanza confidenziale, anche se ora mi rendo conto che è molto diversa da quel che pensavo.. in pratica era tutta ansiosa perchè il tizio che aveva conosciuto al Matiz quache giorno prima, le aveva chiesto di vedersi e lei era impazzita per la gioia. Il problema è che questo ragazzo ha 26 anni, fisico atletico, tutto tirato e si vede a distanza di km che è un porco.

Ma lei, pur di uscirci e baciarlo avrebbe fatto di tutto. Tant’è che mi ha anche girato una chat dove lui le parlava esplicitamente della forma del suo..cappellino.. e di come sarebbe calzato alla perfezione nella sua bocca.

Quando ho letto la risposta di lei, non potevo credere ai miei occhi. Ma ormai, c’era poco da credere, ero nettamente ingrifato e ho preso la palla al balzo.

Lo so, sono uno … però immaginarmi lei che per me era così innocente, prenderlo in bocca e succhiarlo senza proteste me l’ha fatto venire durissimo e non potevo resistere. Le ho detto di passare da me per un caffè e che le avrei dato consigli utili su come comportarsi per farlo impazzire. Ovviamente, lei ha accettato. Beh, per farla breve.. 18.30 di pomeriggio inoltrato, arriva da me e io mi faccio trovare con i pantaloni della tuta e a torso nudo. Devo dire che a confronto del tipo che le piace non sto messo bene, non sono palestrato anche se mi tengo abbastanza in forma, però a giudicare dalla foto che mi ha fatto vedere, il mio pacco se la può giocare benone.

E infatti, già quando si è seduta sul divano accanto a me, al solo pensiero di quello che stavo per proporle, già solo per il fatto che quelle parole stessero uscendo così sfacciatamente dalla mia bocca me l’ha fatto alzare, ma lei non si è accorta di nulla.

Ha preso subito a parlare, agitando mani e telefono e starnazzando, non l’ho mai vista così eccitata per qualcosa. Lei mi aveva sempre detto che certe cose le facevano schifo e che prima di farsi anche mettere le mani addosso da un ragazzo, ci sarebbero dovuti essere prima mesi e mesi di frequentazione.

Quindi le dico:
– Ma tu hai idea delle donne che si fa il tizio? A 26 anni, con quel fisico, ne avrà di tutti i tipi e di tutte le età.
Silenzio. Lei sapeva benissimo che dicevo il vero.

Continuo:
– Se ti ha già scritto queste cose, non credere che vi vediate per prendere un caffè e basta. Di sicuro vorrà altro. E con le risposte che gli dài tu, di certo se lo aspetta.
– Sì però io gli ho detto anche che sono seria e che certe cose le faccio solo col mio eventuale ragazzo, cioè, ci dobbiamo conoscere, eccetera eccetera..!
E io, che nel frattempo mi stavo strusciando il telecomando sull’affare:
– E credi che questo si fidanza così, ad occhi chiusi con una che non sa nemmeno come si prende in mano?
– Vedi che l’ho già fatto un paio di volte, anche se non mi piaceva. Con Maurizio prima di lasciarci ma è roba vecchia e mi dà fastidio pure parlarne.

Poi mi ha schifata perchè io già volevo lasciarlo e non mi piaceva più fisicamente.. lui addirittura voleva fare di più ma a me già l’odore mi dava il voltastomaco, la seconda volta me lo ha messo vicino alla bocca e io stavo per vomitare, poi è venuto e mi sono schifata ancora di più.
E questo, signori, per me è stato il picco. Ho abbassato lentamente il telecomando che ormai si stava consumando a furia di fare su e giù tra scroto e cima. Lei non sembra neanche troppo sorpresa, mentre avrei scommesso sul contrario.

Lo guardiamo ed il fatto che ora il mio gingillo è al centro dell’attenzione senza camuffamenti me lo fa esplodere.
– Dobbiamo capire se con Maurizio ti ha fatto schifo perché non ti piaceva lui o se è perché non ti piace e basta. Perché nella seconda ipotesi il tizio se ne accorge, lo vede se fai qualcosa controvoglia. Fidati, un uomo queste cose le riconosce e può anche succedere che si senta ferito nell’orgoglio ..o peggio ancora deluso.. e allora addio!

Quella decina di secondi di silenzio, mentre lei aveva distolto lo sguardo e sembrava quasi incassare il colpo, con rassegnazione, mi hanno permesso di sfoderare la spada senza alcun pudore.

L’ho preso in mano, poggiando completamente la schiena sul divano, mentre lo guardavo tutto dritto e fiero, ansioso di lei.

Muovo la mano alla base, lentamente, lei guarda imbarazzata ora.

Lo lascio libero, mentre con la mia mano destra cerco la sua, molto delicatamente.

Le accarezzo il dorso della mano e mi accorgo di piacevoli zampilli che mi colano lungo tutta l’asta, mentre il respiro diventa più caldo e intenso.

Le porto pian piano la mano alla base, lei tiene la presa e le passo il comando. Sono pronto a godere. Ma lei resta ferma.

Un fremito e ancora altro accenno di succo, ormai sto per esplodere e bramo la sua partecipazione. Non riesco ad aspettare oltre, rimetto la mia mano sulla sua:
– Fai così
sussurro, mentre stiamo andando su e giù, su e giù e ancora e ancora..

sento tutto il corpo godere mentre guardiamo l’unica parte scoperta di me, che riceve tutte le attenzioni.

Finalmente la sento partecipe, muove la mano da sola sul mio flauto bagnato e ne approfitto per usare la mia nel tentativo di avvicinarle il viso al nostro amico bollente.
– Tranquilla, voglio solo farti sentire l’odore
Mi lascia fare e quando è abbastanza vicina sparo l’ultima cartuccia:
– Dopo lo dovrai leccare
godo e godo ancora, sto per venire e quello che le sto dicendo mi fa ansimare sempre più sfacciatamente
– Lo devi leccare per vedere se ti piace
Ecco che arriva, sento che sto per raggiungere il culmine e voglio sentire la sua lingua calda pulire tutto senza obiezioni, ecco.. f

inalmente la cascata del niagarache lei si appresta ad asciugare.

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Paola ha tradito il suo uomo nel bagno dell’hotel

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Le primissime luci dell’alba, a cavallo della notte rivelano la facciata più realistica di quel luogo dove l’apparenza e lo sfarzo regnano sovrani per la maggior parte del tempo.

Ma a quell’ora, quell’agglomerato di finte promesse lasciava il posto ad un panorama ben diverso, scarno, silenzioso, nudo.

E’ l’ora in cui l’anima mendace e disonesta del posto, esausta ed appagata va a farsi benedire, dopo la nottata di alcool, sorrisi e pubbliche relazioni, proprio come il trucco di quella ballerina sudata del Sunrise.

Cavoli, Maverick aveva ragione.

Una serata sprecata tra insulse cagnette affamate di mance.

Un senso di profonda insoddisfazione sembra aver preso il controllo di ogni parte del mio corpo, mentre finisco il mio Negroni sbagliato, come tutto il resto, nella hall di questo hotel che pare non avere più nulla da offrirmi, prima di cedere il passo a “domani”.

Cazzo. No.

Mi volto, incuriosito dall’eco delle parole decisamente fuori luogo e dall’inequivocabile rumore che solo una donna riesce a fare quando capitola dritta sul pavimento.

Lo spettacolo che mi si prospetta davanti è dei migliori che potessi desiderare, lei è ancora per terra, di schiena, protesa in avanti e con le ginocchia divaricate contro il pavimento freddo, offrendomi proprio il lato più gradito, mentre cerca di fare leva sulla mano dell’amica visibilmente infastidita.

racconto-erotico-tradimentoNon c’è nessuno a parte noi ed il fatto che la megera che la accompagna possa accorgersi che le sto, palesemente, guardando il culo non mi preoccupa, anzi.

La osservo e penso che tacco 12, caschetto castano e la difficoltà di mantenersi in equilibrio erano tre fattori più che sufficienti per attizzarmi, per il contesto scarno della serata

. Il mio corpo è in perfetta sintonia con quel che sto pensando e la reazione non tarda a premere contro i pantaloni.

Grazie all’espressione chiaramente contrariata dell’amica, che punta lo sguardo nella mia direzione ecco che appena tornata in piedi, si volta anche lei.

Sorride.

Bene.

Ottimo.

Levati dai piedi.. – penso.

Si sistema i capelli e la gonna, ha già abbandonato il mio sguardo eppure sembra continuare a giocarci maliziosa, pur non incontrandolo.
Paola..

– Tranquilla. Ho solo bisogno di sedermi un po’, non posso rientrare in stanza così.

La voce è alta, probabilmente voleva che io ascoltassi. Probabilmente vorrebbe anche altro.

Molto probabilmente, lo avrà.

Si spostano sulle poltrone dietro l’ascensore, non passano neanche tre minuti che la profezia si avvera, quel manico di scopa si allontana sparendo sulla larga scala che porta alle camere.

E’ sola. E’ fatta.

Il ragazzo del bar sta rientrando, il mio bicchiere è vuoto ed il resto bello pieno; lei se ne accorge: del bicchiere e del resto.

Inverte la posizione delle gambe accavallate, mentre penso alla persona che l’attende in camera.

racconto-tradimentoL’idea di scivolare fra le calde gambe della donna di un altro, godendo di ogni sua fessura mentre il suo uomo l’aspetta, mi sta letteralmente facendo colare per il desiderio.

Con la scusa di un altro drink, le passo davanti raggiungendo l’angolo bar. La mia giacca nasconde l’inevitabile.

Sento i suoi occhi da gatta scrutarmi e la sorprendo in un movimento ondulatorio lento e furtivo sulla poltrona, deve essere eccitata. Probabilmente, anche in lei l’idea di farsi possedere all’improvviso da qualcuno che non ne avrebbe alcun diritto, sta avendo la meglio.

Si alza e viene verso di me. Ci guardiamo.

Mi supera con passo incalzante e sento il suo profumo mentre capisco che i nostri occhi hanno già fatto le presentazioni e si sono già detti tutto ciò che c’era da dire.

Abbandono il bar, il barista che sembra essersi imbarazzato al posto mio ed ogni pensiero negativo riguardo alla nottata, per raggiungerla in bagno.

Nella zona condivisa della toilette non c’è nessuno. E questo sembra essere il giusto epilogo a conclusione di una nottata di…

E poi esce lei. Di fronte al lavandino con un grande specchio non c’è spazio per entrambi, mi ritraggo per farle spazio ma sono eccitato come un toro e lei è splendida vista da vicino.

Accenna un sorriso cortese mentre si sistema davanti al lavandino per sciacquarsi le mani e non sembra sorpresa del fatto che sia rimasto dietro di lei. Il nostro sguardo si incrocia ancora, nello specchio questa volta, io la sto guardando senza il minimo pudore, non c’è ombra di esitazione, voglio entrare dentro di lei e voglio che lei lo sappia, ora.

Non posso aver equivocato, quella donna sapeva perfettamente come lanciare messaggi ed io sono molto bravo a coglierli.

Ed infatti, eccolo li. L’invito. Il segnale chiarissimo ed il punto di non ritorno al tempo stesso.

Chiude il rubinetto e si asciuga le mani guardandomi ancora, attraverso lo specchio, questa volta è seria e sensuale. Poggia le mani sui bordi del lavandino e divarica leggermente le gambe.

A quel punto mi avvicino e la sto già spingendo verso di me, con le mie mani sul suo ventre, mentre i nostri occhi non si sono mai lasciati

. Posso finalmente sentire il suo profumo che si mescola con il calore della sua pelle ed affondo nel suo collo, mentre la mia mano destra penetra con forza prima sotto la gonna e poi prepotentemente dentro di lei, che geme con gli occhi socchiusi ed inarca la schiena premendo contro il mio sasso che ormai reclama ogni sua parte, tutte insieme.

La presa della mia mano sinistra sul suo seno non mi soddisfa più, ora voglio altro, ora voglio piegarla completamente al mio piacere, voglio entrare fino in fondo a quel mondo che non è mio e rubare tutto.

Preso dalla foga di un animale affamato, le allargo le gambe e tiro fuori l’affare d’oro, lei sembra avere un attimo di apparente esitazione.

Tempistiche standard penso, mentre ormai sto affondando nella sua carne morbida e la tengo per le braccia.

Ogni esitazione e accenno di preoccupazione sono scivolate via in una frazione di secondo, così come ora scivolo dentro di lei, che si piega sempre di più, offrendomi quell’isola inondata di piacere e desiderio.

Scivolo dentro e fuori, sempre più velocemente, sempre più violentemente.

Sento ogni nervo del mio corpo tendersi, tutti all’unisono verso un’unica meta.

Porto la mano destra sulla sua spalla e stringo la presa, mentre con la mano sinistra le spingo il capo costringendola a piegarsi ancora di più. Sono vicino all’esplosione mentre continuo a sbattere il mio corpo contro il suo, come a raggiungere l’unico scopo della mia vita.

Sudo e la sento mugolare, in quella posizione scomodissima ma non mi importa, sto per riempire quel corpo che non mi appartiene, sento il calore che si spande e voglio arrivare dentro di lei con tutta la forza che possiedo.

Mi spingo più dentro, le lascio la spalla e metto entrambe le mani sui suoi fianchi, lo sento, sono vicino, lo sento arrivare.

La tengo ferma, ansimante contro il mio bacino ed esplodo. Finalmente godo, con tutto me stesso, mentre lei è costretta dalla mia presa a ricevere tutto il mio succo.

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