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prima volta nel culo a mamma racconti hard

La mia storia, la storia di come sono diventata Giselle

Fonte: pornoracconti.com

La storia che sto per raccontarvi parla della mia vita e di come sono diventato da piccolo bimbo timido ed introverso a splendida e focosa travesta. La mia vita è stata un cammino tortuoso fatto di mille esperienze, tante negative ma altrettante divertenti e lussuriose, e di tanta curiosità e voglia di provar nuove cose. Iniziai la mia lenta trasformazione, che mi portò ad essere Giselle, senza rendermene conto sin da piccolo…

Da bambino ad una prima occhiata potevo sembrare “normale”, ma già da allora in me qualcosa nasceva e cresceva facendomi sentire “diverso” da tutti gli altri. Il fatto che fossi figlio unico di una ragazza madre fu la prima causa del mio sentirmi differente dagli altri bimbi. Poi, il fatto di essere minuto di corporatura e molto gracile, spesso mi ammalavo e restavo settimane intere a casa, non mi aiutava a relazionarmi ed a creare amicizie con i miei compagnetti delle elementari.

La mia infanzia passò abbastanza velocemente, tra un’influenza e l’altra, rendendomi un bimbo molto solo ed introverso, pieno di complessi, ma anche insolitamente curioso verso il mio corpo, ad imitazione di madre che stava ore davanti agli specchi prima di uscire col nuovo boy friend del momento. Infatti, le molte volte che mi capitava di stare solo a casa mi piaceva togliermi il pigiama e stare completamente nudo ad ammirarmi il corpo nei vari specchi di casa, in particolar modo il sederino tondo e vellutato come una piccola pesca mi attraeva.

Ero fin da piccolo un bambino molto curioso ed oltre ad osservarmi incominciai a toccarmi il sedere, accarezzarlo e massaggiarlo come avevo visto fare a mia madre, da parte dell’amico di turno, spiandola furtivamente durante i suoi amplessi amorosi in camera sua, e la cosa mi piaceva molto. In quel periodo ricordo che quando mi coricavo per andare a dormire, nel mio lettino mi abbassavo i calzoncini del pigiama e le mutandine per sentire il contatto del fresco del lenzuolo su di me, mi strusciavo col mio cazzettino e spesso mi infilavo un dito nel culetto…

Ricordo che in quel periodo spesso venivo scambiato da fanciulla dai vari ragazzi “amici” di mia madre che si susseguivano nella nostra casa, ed effettivamente come dargli torto. All’età di 12 anni quando entrai nella mia adolescenza il mio aspetto era tutt’altro che quello che avevano i miei compagnetti delle medie. Ero piccolo di statura confronto alla media dei ragazzi della mia età, avevo un visino angelico reso ancor più femminile dal taglio degli occhi da cerbiatta e dal candore della mia pelle; per non parlare dei capelli castani chiari quasi biondi che mia madre si ostinava a tenermi lunghi, facevano risaltare il rossore delle guance e il rosa deciso delle mie labbra carnose. Visto da dietro, grazie al mio esile corpo con un vitino snello e fianchi larghi a sostenere un sederino tondo e pronunciato, non era semplice non scambiarmi per ragazzina…

E forse io già mi sentivo così, non avendo molti amici ed essendo anche una frana in tutti gli sport, mentre gli altri giocavano a calcetto o a pallacanestro io mi ritrovavo spesso nelle gradinate con le mie compagne a poter solo fare il tifo per i veri maschietti.. A 13 anni ogni volta che andavo in bagno passavo un po’ di tempo a guardarmi il cazzetto e anche il sedere, me li strofinavo spesso… poi un bel giorno dal cazzetto mi uscì un liquido bianco… forse era quella cosa che i miei compagni di scuola più maturi chiamavano “sborra”! Da quel momento ogni occasione era buona per masturbarmi. A 14 anni mi segavo anche 3 volte al giorno…

A 15 anni non avevo ancora una ragazza, per cui sentivo il bisogno di sfogarmi attraverso le riviste pornografiche. Essendo minorenne le rubavo ogni tanto da un rivenditore di fumetti e poi a casa me le visionavo con calma. In uno dei tanti giorni che rimasi solo in casa decisi che avrei cercato di avere il maggior numero di eiaculazioni possibili, in modo da vedere fino a che punto sarei potuto arrivare. Così sul letto matrimoniale di mia madre, presi tutte le riviste porno che avevo e mi spogliai completamente nudo. Mi masturbai per circa 8 ore, in effetti, riuscii a sborrare ben 7 volte, solo che le ultime 2 furono in sostanza a secco!

Durante quella lunga maratona mentre mi stavo masturbando appoggiai per sbaglio il mio culetto vicino al pomo del lettone il tocco di quel pezzo di legno cosi duro tra le mie natiche mi procurò un brivido lungo la schiena e provai così a strofinarmi l’ano sopra. Mi ci sedetti sopra, provai una grandissima eccitazione che mi fece fare una schizzata di sperma tremenda. Da quel momento capii che godevo di più se mi penetravo l’ano. Così le volte successive cercavo sempre di infilarmi qualche oggetto dentro il culo: pennarelli, tubetti, flaconi, i bastoni delle scope per godere di più. Nello stesso tempo sentendomi molto depravato ma anche molto incuriosito ed eccitato incominciavo a rubare dal cesto della roba sporca vari indumenti intimi di mia madre e dopo averli annusati incominciai a pendere il piacere di indossarli per masturbarmi.

Da quel momento incomincia più o meno inconsciamente a volermi sentire donna, femmina, e così nel corso di quegl’anni osservai molto le mie compagne ed amiche per poi una volta giunto a casa e indossato i vari abiti di mia madre giravo per casa cercando di imitare la loro camminata e i loro modi di fare per poi finire eccitatissimo a dovermi masturbare il cazzetto e a deflorarmi il culo, magari messo per terra a pecora inculandomi da solo col bastone della scopa in culo mentre l’altra estremità era appoggiata al muro, con mia grande goduria…

Fino all’età di 18 anni circa tutto ciò che sapevo ed avevo sperimentato del cosiddetto sesso però era stato confuso e riduttivo, visto che ero sempre solo. Le ragazze mi interessavano sempre meno ed i ragazzi, verso i quali il mio interesse cresceva di giorno in giorno, erano sempre presi dallo sport e dalle troiette che gli circolavano attorno… Ma finalmente quell’anno qualcosa cambiò… Anche se ero uno dei più bravi della scuola, avevo qualche problema a digerire la matematica. Siccome non volevo ritrovarmi un 4 sulla pagella, mia madre decise che era meglio se prendessi lezioni private. Una sua amica gli avevano suggerito di contattare Marco, un ragazzo di 27 anni che fa l’università e che essendo bravo per potersi pagare gli studi faceva ripetizioni..

Dopo aver preso accordi telefonici con mia madre, il lunedì successivo mi recai a casa sua per la prima lezione. Lui abitava ancora con i suoi ed infatti fu proprio il padre ad aprirmi la porta e a farmi accomodare nello stanza del figlio dove poco dopo entrò Marco. Quando lo vidi entrare rimasi paralizzato: era bellissimo, alto, capelli castani quasi neri, occhi verde mare e un fisico non palestrato ma ben curato. Non so perché ma dentro la mia testolina mi ero fatto l’idea di trovare un tipo alla Leopardi, brutto, curvo e topo di biblioteca, ed invece fui felicissimo di essermi sbagliato.

Dopo il primo momento di smarrimento ci presentammo e mi fecce accomodare sul tavolo dell’armadio a ponte ed iniziamo la prima lezione, che scorse velocemente, era un primo incontro conoscitivo dove lui mi chiese dove eravamo arrivati e che problemi avevo. Le ripetizioni continuarono per un po’ ed io ero sempre più felice di andare da lui, infatti io e lui eravamo molto in sintonia, e la matematica era diventata meno pesante da sopportare. L’ora passava in fretta e spesso mi fermavo di più anche per parlare, era uno dei pochi ragazzi che conoscevo che mi ascoltava interessato e che sapeva farmi sciogliere la lingua, o per giocare ai video giochi; era davvero un asso e io una schiappa, ma la cosa non i importava, volevo solo passare più tempo possibile vicino a quel bellissimo ragazzo!

Un giorno durante una lezione mi propose di fare degli esercizi per vedere a che punto ero arrivato e con la scusa mi lasciò solo nella sua camera e andò a farsi una doccia perché dopo la lezione aveva un impegno. Stavo seduto di fronte alla scrivania a fare gli esercizi, quando mi resi conto che sotto il letto di ci sono dei giornali e visto che ero quasi alla fine e di Marco non si vedeva l’ombra e vista la mia curiosità, con fare da felino cercai di vedere di cosa si trattava. Non erano di certo dei quotidiani ma delle riviste porno del genere gay e trans. Rimasi sorpreso e meravigliato, tanto che le rimisi subito sotto il letto. Ad un certo punto sento aprirsi la porta ed entrò lui, completamente nudo con l’asciugamano intorno alla vita a coprire le parti intime, mi sento in imbarazzo, lui come niente, si avvicina mi da un veloce sguardo ai compiti e poi mi disse “scusami, ma mi sono dimenticato di prendermi il cambio” e cosi frugò nell’armadio e poi preso i vestiti che doveva indossare riandò in bagno..

Io rimasi immobile e stupito, non sapevo se per la scoperta dei suoi giornaletti o se per la bellezza del suo corpo e per la naturalezza col quale quasi nudo era stato lì accanto a me per un paio di minuti… Da quel giorno non feci altro che pensare all’accaduto, pensavo e riflettevo ponendomi mille domande…

Allora Marco non era cosi etero come si presentava, forse e per questo che avevamo così tanta sintonia, lui forse mi avrebbe capito e magari mi avrebbe aiutato a realizzare i miei sogni, sentirmi una femmina tra le braccia del mio bell’uomo, forse l’uomo che cercavo senza saperlo era lui. Le settimane dopo l’accaduto furono piene di domande e di emozioni. Lo desideravo con tutto me stesso ma dall’altra parte avevo paura e timore di un rifiuto. Ormai le mie tante masturbazioni giornaliere avevano solo un desiderio, farmi passare quel gran prurito al culetto che mi veniva tutte le volte che pensavo a lui. Non potevo continuare così, stavo morendo per lui, lo desideravo e desideravo sentirmi suo, mi ero preso una cotta pazzesca. Volevo concedermi a lui ma non volevo fare la prima mossa, ero troppo timido. Dovevo fare in modo che mi notasse di più e che mi desiderasse, e quando lo avrebbe fatto io sarei entrato in pieno nella mia parte diventando la sua femmina, una femmina a sua completa disposizione che lo avrebbe fatto godere soddisfando tutte le sue voglie..

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Edited by Broke. – 26/9/2017, 20:21

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Quella gran vacca della mia vicina

Fonte: pornoracconti.com/etero/mature…lla-mia-vicina/

Non mi ero nemmeno accorto quando si trasferirono i nostri nuovi vicini di casa, e men che meno mi importava chi fossero. Pian piano feci amicizia con i figli, che erano più piccoli di me di una decina d’anni, ma che ci univa la passione per il pallone, ma ancora non mi interessavo alla madre, che era sì molto bella, ma che non si mostrava mai in atteggiamenti provocantemente eccitanti.

Passarono un paio d’anni da quando si trasferirono, ed io continuavo le mie partitelle in strada con i figli dei vicini, quando cominciai a guardare la loro mamma (Ilaria) con occhi più attenti: capelli castani, una faccia da troia bocchinara, due tette da infarto(una quarta bella soda), due cosce da percorrere con la lingua avanti e indietro per ore e ore, un culo alto e sodo, il tutto racchiuso in 170 cm. di altezza.

Non perdevo occasione per spiarla mentre stendeva o raccoglieva legna nel suo giardino, eccitandomi a guardare come il vento sollevasse, fino a mezza coscia, la gonna leggera che indossava spesso e volentieri. Ormai le seghe, con relative sborrate, con lei come unica protagonista non si contavano più. Un giorno d’inverno successe l’inaspettato.

Stavo aspettando che Ilaria uscisse per spiarla come al solito, quando si aprì il portoncino di casa sua e apparve lei con una stretta tutina di colore verde, chiusa da una cerniera che partiva da sotto al collo per fermarsi in direzione della sua figa, tutina che metteva in risalto tutte le sue forme compreso i capezzoli che spingevano impertinenti contro la leggera stoffa verde.

Il mio cazzo si alzò immediatamente sull’attenti ed io, non capendo più niente per via di quello spettacolo incredibile, mi sporsi troppo facendomi scoprire da lei con il cazzo in mano. Cominciai a preoccuparmi della sua possibile reazione negativa, quando rimasi letteralmente a bocca aperta mentre lei, avvicinatasi a me, si inginocchiò prendendosi in bocca il mio uccello incominciando un lento su e giù che partiva dalla cappella fino ad arrivare alle palle sempre più gonfie di sperma che lei, ogni tanto, mordicchiava provocandomi dei grossi brividi di piacere.

Ero talmente eccitato per quel fantastico pompino, che, senza avvisarla, le scaricai in fondo alla gola un mare di sborra calda, che lei, senza fare una piega, ingoiò tutto senza lasciarsene sfuggire una goccia. Si rialzò lentamente, strofinandosi addosso a me, ed il mio cazzo, al suo strusciarmi le tette sulla cappella, si ridestò immediatamente. Si mise in piedi, mi baciò con passione travolgente, e mi disse che non vedeva l’ora di riassaporare una buona dose di sperma, visto che il marito, da molto tempo, non la soddisfaceva sessualmente.

Io le strinsi le sue chiappe tra le mie mani, e la attirai ancor di più verso di me, facendole sentire tutto il mio cazzo che premeva sulla sua figa. Lei mi sorrise, dicendomi che finalmente aveva trovato un vero stallone al contrario di quella mezza sega del marito cornuto, e mi disse che avremmo proseguito in casa sua, visto che per un paio d’ore sarebbe stata libera.

Facemmo appena in tempo a richiuderci la porta alle spalle che subito mi e si spogliò completamente e, spingendomi spalle alla porta, si inginocchiò nuovamente davanti al mio batacchio, ma questa volta, dopo una veloce leccatina alla mia cappella, mi imprigionò il cazzo tra le sue stupende ed enormi bocce, cominciando una spagnola stupenda, finché non arrivai al limite di una nuova travolgente sborrata, ma lei, accortasi della mia prossima venuta, si staccò dal mio cazzo e, rialzatasi in piedi, si avvinghiò con le sue cosce incrociate dietro la mia schiena, e si impalò sulla mia verga andando su e giù sempre più velocemente.

Dopo dieci minuti di su e giù, venimmo contemporaneamente, e, per via della incredibile sborrata, le gambe mi cedettero, facendoci finire a terra tutti e due, con il mio cazzo ancora dentro la sua figa. Una volta ripresasi dall’orgasmo squassante, ricominciò a stuzzicarmi il cazzo, che rispose quasi subito alla sua lingua che ripuliva i miei e i suoi umori. Volli ricambiare quel suo giocare con la mia verga, girandomi e leccando le sue grandi labbra, passando poi al loro interno, mordicchiando il clitoride che sporgeva per via dell’eccitazione sempre maggiore. Quel sessantanove ci portò nuovamente ad uno stato di pura libidine, al punto che, lei, mi chiese di sfondarle anche il buco del culo.

Io non persi tempo, e, mettendola a novanta gradi, le infilai prima uno, poi due ed infine tre dita nel suo buchino, fino a che non glieli estrassi tra i suoi lamenti di goduria, e le infilai fino alle palle il mio cazzo. Inizialmente provò un dolore atroce ma, in seguito, cominciò a godere, arrivando ad avere anche tre orgasmi, uno di seguito all’altro, mentre io affondavo con colpi sempre più poderosi il mio cazzo nel suo intestino, aggrappandomi contemporaneamente alle sue pere che strizzavo con mio, e suo, gran piacere. Andammo avanti per un quarto d’ora, finché non godemmo ancora una volta insieme. Ci apprestavamo a rivestirci, quando si spalancò la porta ed entrò sua cognata Monica che, vedendoci mezzi nudi, si mise ad inveire contro la cognata svergognata, si rigirò per uscire ed aprì la porta.

Ilaria a quel punto si tuffò contro la porta, e, afferrando la cognata per la camicia, la strattonò talmente forte che la stessa si strappò, rivelando come Monica fosse senza reggiseno. Alla vista di quella lotta, ma, soprattutto, di quelle due tette di una terza abbondante che ballonzolavano libere, mi avvicinai alle due litiganti e, facendo scostare Ilaria, bloccai, con una mia mano, le mani di Monica dietro la sua schiena, cominciando a stuzzicare i suoi capezzoli, che non tardarono a mostrare tutta l’eccitazione che stava montando in lei.

Le sollevai la gonna, le strappai le mutandine e le infilai il mio cazzo nella sua figa ormai sbrodolante. Ilaria si eccitò nuovamente, e si chinò sotto di noi passando, con la sua lingua, a stuzzicare ora le mie palle, ora la figa e il culo di Monica che stava urlando tutta la sua goduria. Tra il disappunto di Monica, le estrassi il cazzo dalla figa per poi infilarglielo, piano ma inesorabilmente, nel suo culo che, nonostante la sua verginità, accolse tutta la mia verga. Continuavo ad alternare il mio cazzo, tra la sua figa ed il suo culo, per venti minuti circa, finché non venimmo contemporaneamente, lei per la quarta volta ed io per la prima con lei.

Da quel giorno io, Ilaria e Monica ci facciamo delle gran scopate appena possiamo, e Monica mi ha promesso che, prima o poi, mi farà assaporare quel gran pezzo di figa della figlia.

Edited by Broke. – 26/9/2017, 20:22

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La prima volta con mia mamma

Fonte: pornoracconti.com/incesti/la-prima-volta-con-mia-mamma/

Qual è il desiderio segreto di molti ragazzi della mia età?? Frequentando molte chat nelle quali si parla di argomenti “piccanti”, un desiderio alquanto diffuso è quello di avere un’esperienza sessuale tra le mura domestiche con la propria sorella, la zia, la cognata o come me con la propria mamma. Mia madre, infatti, è sempre stato il mio desiderio sessuale più segreto. E’ una bellissima donna di 46 anni, alta, formosa, un bellissimo seno (una 5^taglia credo) e un culo ed una figa da spavento. Da diverso tempo mi piaceva spiarla quando entrava in bagno per farsi la doccia, o quando in camera sua e con la porta socchiusa era intenta a vestirsi (o a spogliarsi). Vederla in quegli atteggiamenti, mi provocava istantaneamente un’erezione spaventosa che mi portava ad andare in bagno per calmarmi.

Un giorno però accadde ciò che sognavo da anni: una mattina, appena svegliato, dissi a mia madre che sarei andato a fare una doccia. Lei mi rispose di fare presto in quanto aveva un appuntamento con un’amica per andare a fare spese in centro. La rassicurai dicendo che avrei fatto in un baleno. Appena sotto la doccia sentii squillare il telefono e mia madre parlare. Poi si avvicinò alla porta del bagno e mi chiese se poteva entrare per prepararsi perché quell’appuntamento era stato anticipato. Le dissi di entrare pure tanto ero sotto la doccia e sarei rimasto li per almeno altri 10 minuti. Lei entrò in bagno ed io prontamente iniziai ad osservarla da una fessura della porta del box doccia. Si tolse la vestaglia e rimase solo in reggiseno e slip neri. Aveva un seno stupendo, abbondante e un culo meraviglioso. Poi si tolse sia lo slip sia il reggiseno. Era meravigliosa tutta nuda. Fatto questo fece una cosa che mi eccitò all’istante.

Si sedette sul water e iniziò a fare pipì. Potevo vederla lì seduta con una mano che si massaggiava la figa, forse per agevolare quell’atto così naturale. Poi si sedette sul bidè e cominciò a lavarsi. La mano andava su e giù insaponando velocemente e poi sciacquando quella bella figa pelosa. Nel vederla, iniziai a toccarmi e la mia mano imitava i movimenti della sua nel lavarsi. Dopo essersi asciugata, vidi che stava per uscire e la chiamai:

“Mamma prima che vai via ti dispiace lavarmi la schiena??” (era una cosa che lei faceva spesso)
“Veramente vado un pò di fretta…devo finire di prepararmi”
“Dai mamma, solo un minuto..altrimenti non finisco più di stare qui sotto”
“Ok…basta che facciamo in fretta” mi rispose

’infilò velocemente la vestaglia ed aprì il box doccia. Io ero di spalle ma avevo un’erezione ancora visibile che però non avevo affatto intenzione di nascondere. Di questo lei se ne accorse e mi disse.

“Immagino che ti piaccia molto essere lavato la schiena…”
“Si mamma, mi rilassa molto….”
“Più che rilassarti credo che ti ecciti tanto visto le dimensioni del tuo….”
“No mamma non è per quello”
e lei continuando a lavarmi la schiena mi disse:
“Ho capito allora…mi hai spiato mentre facevo la pipì e mi lavavo allora…e questo ti è piaciuto molto”
“Si mamma, non ho potuto fare diversamente, la tentazione è stata forte. Quello che ho visto è stato molto eccitante”
“Ci credo viste le dimensioni del tuo coso… E cosa ne pensi di me? Credi che alla mia età possa far girare ancora la testa agli uomini???”
Le risposi: “Sicuramente mamma, con le tette, la figa ed il culo che ti ritrovi faresti girare la testa a chiunque”
“Grazie per i complimenti…allora ti meriti proprio un premio”
Mentre mi lavava la schiena fece cadere la spugna e mi disse: “Aspetta mi è caduta la spugna”

Invece di raccoglierla da terra si sfilò la vestaglia. Era nuda dietro di me. “Passami il bagnoschiuma….” Io glielo passai e lei se lo spruzzò sulle tette ed iniziò a massaggiarmi la schiena con le sue tette. Il contatto con il suo seno mi eccitò da morire. “Forse così è più rilassante” mi disse. Sentivo le grosse mammelle strofinarsi sulla schiena. A quel punto ogni ostacolo era caduto. Si sedette sulle ginocchia ed iniziò a massaggiarmi il culo con le tettone. Dopo nemmeno un minuto, io mi girai di scatto ed il mio pene si trovò a pochi centimetri dalla sua bocca. Rimasi lì immobile. Lei invece apri la bocca e se lo spinse dentro. Era una scena stupenda..mia madre seduta sulle ginocchia, con le tette insaponate che mi stava facendo un pompino. Con una mano afferrò la base del cazzo e lo strinse, e cominciò a far scorrere la lingua su tutta la sua lunghezza. Poi con movimenti rapidi della lingua, cominciò a leccare la cappella. Infine se lo respinse tutto in bocca, ciucciandolo come una forsennata.

“Mmmm sei proprio brava mamma….chissà cosa sai fare oltre i pompini”
“Questo devi scoprirlo tu. Del resto questo aspettavi vero???Sai quante volte mi hai spiato quando ero in bagno??”
“Si mamma e non è l’ideale sfogare il proprio eccitamento con una sega”
“Allora fammi vedere cosa sai fare oltre a segarti”

Detto questo con una mano cominciò a toccarsi la figa e con l’altra le grosse tette. La bocca voluttuosa non era decisa a lasciarmi il cazzo e c’era il pericolo che avrei goduto subito. Così la feci alzare ed andammo in camera sua. Nell’aria c’era l’odore del profumo che lei di solito metteva che mi fece eccitare ancora di più. La feci mettere sul letto a pecorina con le gambe ben allargate. La figa era spalancata ed anche il buchetto del culo era li a portata di lingua. Infatti, dapprima la odorai poi le ficcai la lingua nella figa che immediatamente si bagnò. La mia lingua entrava ed usciva come un piccolo cazzo, poi indugiava sul clitoride ormai gonfio dall’eccitazione.

“Mmm dai continua, mi sto eccitando tutta..sei proprio bravo”
Quando mi accorsi che era ormai ben lubrificata, avvicinai la cappella turgida alle grandi labbra
“Dai spingimelo dentro…ho tanta voglia”
Con un movimento secco, glielo ficcai tutto dentro
“Aaaaaahhhhhh sssssssiiiiiiiiiiii……dai scopami tutta”
“Si mamma foglio sfotterti e farti godere come una troia” le risposi

Il mio cazzo entrava ed usciva prima lentamente e poi con un ritmo sempre più veloce. Più i movimenti erano rapidi, più lei gemeva. Quindi mi fece mettere steso a pancia all’insù e lei si mise in piedi sul letto sopra di me. Poi si accovacciò sulle ginocchia, prese il mio cazzo alla base, se lo puntò verso la figa e si abbassò su di esso. “Mmmm è bellissimo….mi piace essere scopata a smorza candela”. In effetti, era davvero brava. Vedevo la sua figa coprire e scoprire il mio cazzo immobile e quando usciva del tutto se lo rificcava dentro. Poi continuò in questa posizione, ma stavolta abbassandosi verso di me. Le nostre lingue iniziarono ad intrecciarsi ed ogni tanto puntavo sulle grosse tette per leccarle un po’. Improvvisamente l’espressione del viso cambiò ed i movimenti divennero più rapidi. Mi accorsi che stava per godere. Così accelerai anch’io.

“Daai….continua…così…..siii…siiiiiii….siiiiiiiiii…godo..godoooooo..”
“godoooooooooooo…….è bellissimooooooooooo”
“Dai mamma ora voglio godere anch’io”

La feci inginocchiare sul letto ed io mi misi in piedi sul letto stesso. Le misi il cazzo in mano e lei prontamente cominciò a farmi una sega. Con l’altra mano continuò a toccarsi la figa nonostante avesse appena goduto.

“Dai mamma, fammi godere ho voglia di fartela assaggiare tutta”
“Si dai, fammi bere tutto, voglio che non vada sprecato nulla”

Così si portò il cazzo a pochi centimetri dalla bocca e continuò a masturbarmi. La bocca ogni tanto si apriva e con la lingua s’inumidiva le labbra nell’attesa che la inondassi con la mia sborra. Infatti, venni quasi subito…

“Si mamma, continua così…..daiiii….daiiiiiii…siiiiii…..vengooooooooooo”
Fiotti di sperma le finirono direttamente in bocca…poi puntò la cappella verso il seno ed altri le finirono direttamente sui capezzoli.
“Mmm è buonissima…ne voglio ancora”
Così se lo rimise in bocca e me lo ripulì completamente mentre io le massaggiavo il seno.
“Sei proprio una troia mamma…da quanto non venivi scopata così???”
“Da tanto….e devo dire la verità sei proprio bravo…quando vuoi la mamma è qui pronta a soddisfarti”

Infatti, da quel giorno basta uno sguardo e ci ritroviamo in camera a scopare.

Edited by Broke. – 26/9/2017, 20:21

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