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Il mio primo rapporto orale! Avevo i brividi dappertutto

Ciao a tutti mi presento, sono Alice e ho 19 anni, qualche giorno fa ho conosciuto un ragazzo in chat, di nome Luca.

Dopo un pò che parlavamo mi ha chiesto di uscire insieme per conoscerci meglio ed io nonostante non avessi mai fatto una cosa simile, mi sono fidata ed ho accettato.primo-orale

Così siamo andati a farci un giro per la città e poi a bere qualcosa in un locale che conoscevo, l’iniziale imbarazzo è passato dopo pochi istanti.

Durante una passeggiata poi eravamo molto vicini ed un tratto lui standomi di fronte mi bacia con passione, la cosa mi ha sorpreso ma mi è piaciuta, così il bacio è stato lungo ed intenso e ne sono susseguiti altri sempre più avvolgenti ed eccitanti.
L’atmosfera si è decisamente riscaldata e abbiamo deciso insieme di spostarci in auto, così ci siamo isolati un pò, in modo da poter stare più tranquilli e le effusioni sono diventate sempre più focose, facendo aumentare la voglia sia a me che a lui. Una volta fermi, Luca mi inizia a sbottonare la camicetta per poi baciarmi il seno, andava su e giù dal collo e più godevo e più lui continuava.

L’ho lasciato fare anche quando è sceso con la mano nei miei pantaloncini, dove prima mi ha stuzzicato sopra il tanga e poi ha iniziato ad entrare con le dita dentro. Ha iniziato infilandone una sola, ma poi sono diventate due ed infine tre, più le muoveva al suo interno, più sentivo crescere il desiderio di averlo dentro con il suo membro.

Nel frattempo la mia lingua stuzzicava i lobi delle sue orecchie e mi piaceva mordicchiargli le spalle rimaste nude dopo aver tolto la maglia, sentivo il suo volermi e lo notavo di più da come baciava il mio seno e come giocava con i capezzoli.

Poi è sceso con la bocca tra le mie gambe e lì il piacere è diventato intenso oltre ogni limite, era bravissimo con la lingua e sentendola dentro i miei gemiti sono diventati urla ma contenute perché non eravamo nel luogo adatto.

Quando lui ha terminato con la bocca ed è salito a baciarmi con ardente passione, gli ho messo la mano nei pantaloni e sbottonandoglielo ho tirato fuori il suo membro, lui mi ha chiesto di continuare a giocarci ed io non me lo sono fatto ripetere due volte.

Sono scesa poi io sul suo petto iniziando ad usare la mia di lingua, mentre facevo ciò la mia mano era sempre stretta al suo organo ormai duro, quando sono arrivata con la bocca all’ombelico ci ho giocato per un bel pò intorno.

Lui mi ha chiesto di provare a fare sesso orale, anche perché sapeva che non lo avevo mai fatto prima in vita mia, gliene avevo parlato in una delle nostre conversazioni.

Io un pò ero titubante ed essendo eccitata decisi di provare, prima mi avvicinai con la lingua leccando solo intorno, ciò ha stupito lui che non si aspettava questa mia mossa. Poi mi sono lasciata andare ed ho iniziato a prenderlo in bocca, contrariamente a come pensavo, più lo facevo e più mi piaceva, ci presi gusto e così la lingua giocava sulla cappella e su tutto il resto.

Lui godeva tantissimo ed io anche, sentivo i suoi gemiti di piacere e questo mi incitava a fare sempre meglio, non mi ero mai sentita così prima, vivevo il sesso in maniera tranquilla prima vista la mia poca esperienza. Luca mentre subiva il sesso orale sapeva stuzzicarmi sia con le parole che con le mani, visto che mi toccava il seno e con le sue lunghe braccia arrivava a toccarmi tra le gambe, giocando sul mio clitoride.

Succhiavo il suo membro ed allo stesso tempo mi bagnavo sempre più, infatti ogni tanto dovevo togliere la bocca da li sopra per poter emettere versi di piacere.

Ogni volta che ci ritornavo su però avevo sempre una voglia maggiore di farlo mio e portarlo a dirmi basta per il troppo piacere che gli stavo provocando, mi sentivo una vera porca e ad un certo è stato lui stesso a dirmelo.

Sentirlo uscire dalla sua bocca, non mi ha dato per nulla fastidio, anzi l’essere chiamata così mi ha eccitato ancor di più, così quando poi stava per venire mi ha avvisato.

Io ho continuato fino al raggiungimento dell’orgasmo per poi sputare il tutto dopo, ero soddisfatta di me stessa.

Alla fine mi disse sorridendomi che avevo un talento naturale nel farlo e che non gli sarebbe dispiaciuto riprovarlo ancora, ed io gli ho fatto capire che ciò si sarebbe ripetuto ancora e con molto piacere da parte mia.

Una volta giunta a casa ho rivissuto l’intera scena sessuale davanti ai miei occhi e non vi nego che mi sono masturbata provando un piacere davvero intenso.

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Ho dominato 2 uomini contemporaneamente

Tenevo il mio schiavetto al guinzaglio mentre lo penetravo con lo strap-on nero, il mio preferito, quello più lungo in mio possesso, e nel frattempo gli sferzavo le chiappe col frustino mentre lo punivo per quello che aveva fatto nel corso della mattinata.
“Chi ti ha detto di parlare di me al tuo amico, eh merdina?!” e gli sganciai un’altra frustata.
“Nessuno signora” mi rispose lui, cercando di nascondere il godimento che provava nel trovarsi in quella situazione.

dominatrice“E allora perché gliene hai parlato?” gli dissi, frustandolo ancora una volta, ancora con più forza.
“Perché anche lui voleva provare a farlo con una vera dominatrice e… oooh” disse, mentre io, abbandonato il frustino, gli avevo preso il pene in mano continuando comunque a penetrarlo con il fallo di gomma legato alla mia cintola.
“E cosa, schiavo?”
“E tu sei la migliore che io conosca! Si padrona! SIIII!” concluse per poi venire copiosamente nella mia mano.
Mi sfilai da dentro il suo intestino, mi tolsi lo strap on e mentre lui si ricomponeva fu il mio turno di stendermi.

Allargai le gambe mostrandogli la mia figa pelosa oscenamente aperta e dissi: “E con questo ti sei salvato. Di al tuo amico di venire domani, e che sia pronto ad ubbidire a qualsiasi mio ordine.

E ora vieni, il tuo premio per le tue parole carine sarà il permesso di scoparmi e venirmi dentro. Vedi di non deludermi o ti giuro che non farò altro che frustarti sui coglioni per tutta la notte per punirti!”
I suoi occhi brillarono di desiderio e il suo pene si inturgidì all’istante: “Si, padrona”. Quella notte, per mia e sua fortuna, non dovetti prenderlo più a frustate.

Come si sarà capito, io sono una mistress, una dominatrice, forse perché tutti mi hanno sempre visto come il classico donnone dalle fattezze di una matrona tedesca: fisico possente dalle forme giunoniche, sguardo di ghiaccio e severo, capelli biondo platino e una volontà di ferro.

Dominare gli uomini mi riesce naturale, e spesso e volentieri anche l’uomo più orgoglioso, tra le mie mani, riesce a diventare lo schiavo devoto e sottomesso.

Il mio schiavo attuale si chiama Teo, ha un lavoro abbastanza importante in una grande azienda milanese eppure è diventato nel giro di poche settimane uno dei miei schiavi più sottomessi.

Tanto gli era piaciuta la sua esperienza con me che, quel giorno di un po’ di tempo fa, mi aveva detto di aver parlato con un suo collega e che anche lui voleva partecipare al nostro gioco e io già fremevo all’idea di avere due schiavetti contemporaneamente e disposti a fare qualsiasi cosa desiderassi, per quanto sapevo già che non quello nuovo avrei dovuto calcare un po’ la mano.

Il giorno successivo, il mio schiavetto e il suo collega, un tal Corrado, si presentarono insieme ed io già li aspettavo vestita con stivali di pelle nera lucidissimi, guepiere in latex che strizzava i seni così tanto da farli quasi schizzare fuori del tutto e l’immancabile frustino in mano.

Il mio schiavo mi presentò il suo collega e io, senza giri di parole, dissi con velato disprezzo: “Spogliatevi”
Teo si spogliò immediatamente mentre Corrado sembrò rimanere confuso da quella richiesta e così, per dargli una svegliata, gli diedi una sonora frustata dritta sul dorso della mano.
“Prima che faccia notte, verme!”
“Ehi! Un secondo! Ho capito che lei è una dominatrice ma…” ma l’ameba non ebbe il tempo di finire la sua frase perché con un manrovescio per poco non lo spedì a baciare il pavimento.
“Se non esegui immediamente i miei ordini dopo che sei stato tu espressamente a volermi incontrare, prima ti do un calcio nei coglioni talmente forte che canterai da soprano per tutta la vita, poi ti spedisco fuori di casa mia nel giro di pochi secondi.

Ora stai zitto e togliti quei cazzo di vestiti, chiaro?!”
A quel punto Corrado capì l’antifona e, in silenzio, si denudò completamente, mostrando di non essere nemmeno particolarmente dotato: anche se il suo piccolo cazzo era già perfettamente eretto, probabilmente superava di poco i dieci centimetri.
Ora in ginocchio, bastardi, e leccatemi come se fosse l’unica cosa che desiderate fare!
I due eseguirono subito, ma immediatamente Corrado si accorse che se avesse cominciato a leccarmi voluttuosamente come faceva l’ormai perfettamente addestrato Teo, ben presto si sarebbe ritrovato a limonare con Teo.

Una mia sferzata fu sufficiente per fargli passare la paura e ad un certo punto mi parve che traesse gusto non solo a leccarmi ma anche a leccare la lingua dell’altro.
Dopo un po’, decisi che era l’ora di iniziare Corrado alle pratiche serie, quindi sfoderai il mio strap-on e perentoria ordinai, dopo averlo indossato: “Leccatelo e poi tu – rivolta a Corrado – ti metterai a quattro zampe come una pecorella”.
Il mio nuovo schiavetto capì subito cosa stava per accadere, ma il suo attimo di titubanza fu subito scacciato da una frustata sulle sue chiappe.
Succhiarono insieme il cazzo di gomma e, quando fu ben inumidito, Corrado si mise carponi. Ordinai a Teo: “Preparalo” e lui, senza battere ciglio, si immerse tra le chiappe dell’uomo per leccargli l’orefizio anale finchè, con un colpo deciso, non decisi di penetrarlo così, a tradimento, facendolo urlare dal dolore.
Lo colpì con una graniuola di colpi: “Zitto, pezzo di merda! Tu, tappagli la bocca e fatti fare un pompino come si deve. E tu, novellino, se lo mordi o non esegui per bene il mio ordine, preparati ad essere penetrato da due cazzi contemporaneamente, capito?!”.
Rapido, Teo mise il suo pene nella bocca del collega che, passati i primi momenti di disgusto, spompinò per bene l’altro e alla fine godette anche della mia penetrazione.

Alla fine fece anche venire Teo con la bocca e, come ultimo ordine, gli diedi quello di scoparmi col mio dildo fino a farmi venire.

Da allora, Teo e Corrado sono diventati i miei schiavetti e Corrado piano piano sta diventando una femminuccia passiva e sottomessa, pronta a soddisfare ogni mia richiesta!

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Ho conosciuto Eleonora, una milf di verona che mi ha letteralmente stregato con il suo corpo

La vedevo quasi ogni giorno al bar dove ero abituato a prendere il mio caffè del pomeriggio.

Le prime volte neppure la notai, preso com’ero nei miei pensieri, ma un giorno mi accorsi della sua presenza.
Si intuiva il fatto che da ragazza fosse estremamente bella e potevo immaginare che avesse avuto uno stuolo di spasimanti.

Ora si era trasformata in una bella signora, probabilmente sui 45 anni o poco più, che teneva al suo aspetto e che anche con i segni del tempo, avrebbe potuto ancora far innamorare qualcuno.
Ogni volta che avevo l’occasione di incontrarla – e confesso che quando ciò non avveniva, ne avvertivo la mancanza- mi sorprendevo a visualizzarne il corpo cercando di fantasticare come fosse in realtà.

L’aspetto distinto evidenziava un certo distacco da una monotonia quotidiana e si capiva quanto cercasse di far trasparire tutta la sua sensualità.

Ne apprezzavo il sobrio modo di non enfatizzare in modo volgare la sua persona e, quasi senza rendermene conto, mi trovai invischiato in un interesse quasi morboso al quale non sapevo rinunciare. Ai nostri sguardi casuali, se ne aggiunsero altri cercati e poi timidi sorrisi come se fossero un tacito accordo nel trovarsi a tutti i costi.

Poi, un giorno si verificò una casualità per la quale si creò un contatto tra noi. Da una parola all’altra, ci trovammo a confidarci le nostre vite imparando a conoscerci e ad esplora una certa complicità che stava diventando un filo conduttore che univa le nostre persone.
Fu allora che le proposi di andare a cena insieme.

Eleonora –questo il suo nome- mi disse di essersi separata da non molto e seppur ancora scottata da quella storia, accettò il mio invito con un certo entusiasmo.
Complice qualche bicchiere di troppo e di certo anche una voglia repressa, trovai il modo per darle un bacio pieno di passione che Eleonora ricambiò con slancio.

Ci trovammo a camminare per Piazza delle Erbe e intorno all’Arena, fino a terminare a Via degli Amanti proprio dinnanzi la casa con il famoso balcone della Giulietta Shakesperiana, dove mi resi conto di essere così eccitato che avevo voglia di prenderla all’istante in quella notte stellata che Verona ci stava regalando.
Il profumo della sua pelle mi stava sconvolgendo i sensi. Eravamo distesi sul grande letto che troneggiava nella sua camera e che stava ospitando quella notte di sesso dove tutto pareva consentito. Avevo slacciato il suo corpetto che aveva lasciato liberi due seni ancora sodi nonostante l’età, dove mi ero tuffato ad assaporarne i capezzoli già dritti dall’eccitazione.

Le sue gambe inguainate da inevitabili autoreggenti fumè, si erano alzate e posate sopra le mie spalle per consentire il totale accoglimento del mio desiderio dentro quel vortice di voglia che stava in mezzo alle sue gambe.

milf-autoreggenti

Avevo osservato la perfezione del suo corpo, allenato da una costante passione per lo sport che ne aveva evitato il fisiologico disfacimento, e ne ero rimasto letteralmente stregato.

Coinvolti com’eravamo in quell’abbraccio di menti e di anime, i nostri corpi si stavano lentamente assaporando con tutta la voglia di saziarsi uno dell’altra, sapendo che non ci sarebbe stato nessun poi come non esisteva alcun prima.

C’era solo il presente che stavamo vivendo respirandoci e dedicando tutto all’altro per ricevere l’attesa ricompensa.
Agguantare il piacere rappresentato dall’orgasmo non declinò il termine del desiderio e, al contrario, ne alimentò l’esigenza.

Mi accorsi che stavo perdendomi sopra quella pelle così vellutata che amavo accarezzare e baciare come per suggere un indispensabile nettare che avrebbe alimentato un desiderio che pareva non aver mai fine.

Continuammo a giocare tra noi in una sorta di competizione dove ci scambiavamo ruoli e posizioni per trovare sempre dei nuovi colori a quella passione che stavamo consumando lentamente ma in modo pienamente consapevole.
Raggiunto non solo una ma più volte, l’apice della soddisfazione, ci sentimmo reciprocamente appagati e sazi di quell’incredibile notte di sesso che era proseguita anche per parte della mattina.

Le lenzuola che avviluppavano i nostri corpi nudi e stremati, erano stati testimoni di un momento irripetibile ma davvero unico e prezioso.

Eleonora si addormentò lasciandomi ancora sveglio ad ammirare la sua nudità che esibiva quel corpo con il quale avevo condiviso l’intimità di un godimento che non aveva tenuto conto della differenza anagrafica che esisteva tra noi: lei una donna matura ed io un giovane uomo con un futuro immenso davanti a se.
Non rividi più Eleonora neppure in quel nostro bar e vagamente venni a sapere che si era trasferita . Di lei però, conservo un indelebile ricordo che mi ricorda in che modo quel corpo voluttuoso riuscì a stregarmi.

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Il mio migliore amico me lo ha messo in bocca

Quello che sto per raccontarvi mi crea non poco disagio, ma ho bisogno di parlarne perché sento che qualcosa in me è cambiato, io stessa mi sento diversa.

Il mio migliore amico me lo ha messo in bocca e mi è piaciuto un sacco.

Mi sento confusa ma al tempo stesso emozionata, perché finalmente è accaduto quello che desideravo da anni..

Cioè non che desiderassi prenderlo in bocca, o meglio, desideravo anche questo ma quello che rincorrevo più di tutto, da tempo, era riuscire a catturare la sua attenzione e sentirmi desiderata da lui, anche sessualmente.

Essere riuscita a farlo godere, mentre mi guardava ricevere la sua essenza calda
in bocca, mi ha fatto provare una soddisfazione immensa, fisica e mentale.

Finalmente ero io l’artefice del suo piacere, che sgorgava sovrano sopra e dentro me. La sensazione che ho provato quando, senza il minimo accenno alle sue intenzioni, mi ha baciata all’improvviso è stata unica ed indimenticabile, ma l’apice dell’eccitazione l’ho provato subito dopo, sentendo tutta la sua potenza di uomo premere contro il mio corpo, mentre stretta fra le sue braccia sentivo il suo respiro farsi sempre più intenso..e più sfacciato.

E allo stesso modo anche io sentivo il fuoco prendere il sopravvento, ho provato un profondo imbarazzo quando lui ha fatto scivolare la sua mano nelle mie mutandine, accorgendosi di quanto fosse vivo il mio desiderio. Non avrei potuto più nascondergli nulla, di lì in avanti, il mio corpo mi ha tradita.

Credo sia stato allora e per questa ragione che lui ha avuto il coraggio di mettermelo in bocca, senza alcuna esitazione!

L’ho accolto fingendomi stupita, ma avevo talmente tanta saliva in bocca – acquolina direi.. – che anche in quel caso, la finzione non avrebbe retto e allora mi sono completamente abbandonata al suo sapore.

Lo tenevo con la mano destra e di tanto in tanto mi allontanavo con il viso per ammirarlo in tutta la sua bellezza.

Lui, i suoi occhi socchiusi in un’espressione di intenso piacere e poi guardavo ancora in basso, il suo orgoglio maschile, tutto ciò mi appagava e volevo gustarne fino in fondo, tutto quel che avrebbe potuto darmi, tutto e ancora di più.

in-bocca

 

L’ho sentito fremere quando ho deciso di distogliere l’attenzione da quel paradiso per scendere più in basso, baciando terre inesplorate fino a giungere nella parte più buia di lui, fin dentro, lentamente, intorno e ancora dentro con la lingua.

Non avrei mai pensato di farmi prendere a tal punto, d’altronde questa era una cosa che non ho mai fatto e a cui non avevo neanche mai pensato.

Ma l’odore intenso di uomo che sentivo, era per me come benzina sul fuoco e quando mi ha accarezzata ho preso consapevolezza di quanto quelle dita potessero affondare dentro me, senza curarsi di chiedere il permesso.

Gemevamo insieme come non mi era mai successo prima di allora, totalmente immersi nel piacere, fino a quando, anche lui, ha sentito il desiderio impaziente di immergersi dentro me, l’ho avvertito dalla prepotenza con cui mi ha afferrato il braccio sinistro, mentre si stendeva sul divano e mi portava ad unirmi in un coinvolgente sessantanove con lui.

E così abbiamo esplorato ogni parte di noi, ho lasciato che la sua bocca mi parlasse come mai aveva fatto prima d’allora, la sua saliva sui miei umori e il mio desiderio incessante ed incalzante di avere sempre di più, fino a quando ho realizzato che volevo gustarmi in pieno quel che di più prezioso aveva da offrirmi e volevo farlo nel modo più completo ed appagante.

Mi sono liberata dalla presa delle sue mani sulle mie cosce girandomi, faccia a faccia come a voler catturare quel momento sul suo viso, tra tensione, delusione e speranza. L’ho fissato dritto negli occhi e faticavo a restare ferma con il bacino, mi spingevo lentamente sempre più giù, sul suo corpo supino, fino ad arrivare ancora una volta a prenderlo in bocca, ancora più affamata, sempre più assetata del suo piacere e del mio.

Le sue mani sono scese rapide sulla mia testa, come a voler forzare ciò che già avveniva e me l’ha dato completamente, fino in fondo, sempre più ansimante, sempre più teso, sempre più uomo. Con la mano destra mi ha sollevato il viso Stenditi
Si è messo su di me, a cavallo sul mio petto ed ho capito, voleva avere il pieno controllo e io glielo avrei concesso, libera da ogni carico e ansiosa di potermi concentrare su ciò che di lì a poco mi avrebbe inondata.

E così è stato, ero totalmente dominata dal suo movimento animale, senza più alcun imbarazzo, senza esitazioni, solo puro bisogno primario di entrambi, sempre più veloce, fino a dissetare ogni mia sete.

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