Tag: racconti porno a tre

racconti porno a tre

SPINGERSI OLTRE

Quelle poche indicazioni ti dicono già tutto: parcheggia, sali le scale, la porta sarà aperta, entra e richiudila alle tue spalle.
Sento il tuo passo che si avvicina, il rumore dei tacchi che cerchi di attenuare per un finto pudore, la serratura della porta che scatta appena accompagnata per fare piano. Ora sei lì ferma per un istante rivolta verso quell’ingresso che hai appena attraversato, le mani ancora appoggiate una sulla maniglia e l’altra sul pannello della porta. Sembra quasi che sia sfuggita al pericolo, invece tu stessa sai che il vero timore dell’ignoto è ora alle tue spalle; lì c’è quel desiderio di affidarti, di sperimentare e scoprire.
Ti volti e quella busta che penzola proprio davanti ai tuoi occhi fa scattare l’adrenalina fino a seccarti la gola, contiene le istruzioni che eseguirai alla lettera, le regole del gioco, contiene la chiave per uscire quando vuoi, è la tua garanzia, è il tuo desiderio di spingerti oltre: è quello che desideri,ora comincia il tuo viaggio.
Lo so, mentre ti sfili l’abito attillato e lo lasci cadere sulla panca, mentre togli orecchini e bracciali ti chiedi dove sono, in quale angolo di quella stanza che non conosci, quale penombra è la mia complice. In quella veste fatta di un completino nero e di un reggicalze che incornicia tutta la tua femminilità muovi i pochi passi che ti separano da quella parete. Uno, due, tre,quattro. Un percorso infinito prima di metterti fronte al muro, stringendo nella mano un paio di calze nere che ti era stato ordinato di portare, ti appoggi alla parete… un respiro …”Sono pronta”.
Mi avvicino senza sfiorarti, avverti solamente il calore del mio respiro sul tuo collo, senti come se il mio sguardo ti riscaldasse la pelle, capisci che ti sto ammirando, ti scopro. I palmi delle mani sul dorso delle tue, con delicatezza prendo una delle calze che hai portato ed inizio a bendarti. Chini leggermente la testa all’indietro e la luce si spegne. Mi assicuro che ti senta tranquilla e per risposta ti giri di scatto buttandomi le braccia al collo: il tuo cuore trasmette tutto il desiderio con pulsazioni impazzite.
Non hai il tempo di capire e sei già sollevata da terra, attraverso stanze a te ignote, senti odori, calore, freddo, scale, è un susseguirsi di luoghi che non ti appartengono e che la tua testa trasforma in un labirinto, finisce solo quando ti senti appoggiare su un letto. Un istante di quiete e subito i tuoi polsi e sono avvolti da morbide corde, capisci subito le conseguenze: sei legata. La testa si sforza di intravedere un barlume di luce ma è inutile, ora nella tua immaginazione vedi solamente una candela, forse più di una… e poi il buio tuo complice.
Le mani sul tuo corpo interrompono ogni pensiero, calde e decise sollevano di poco la tua nuca, ti bacio avidamente. Mia, come la mia preda nella tana, un mezzo sorriso restituisce tutta la tranquillità dopo quei baci: mi dici “baciami ancora!”
Ma non sei nella condizione di dare ordini, scopro il sapore della tua pelle, il turgore dei seni tra le labbra, il calore del respiro mentre scendo e risalgo; indugiando a lungo sui bordi della biancheria: confine tra il desiderio e la realtà.
Bagnata, fremi perché ti penetri mentre con la lingua esploro la tua intimita’, ti stuzzico, affondo; esplodi in un orgasmo che portavi dentro da troppo tempo.

Vedere la tua schiena inarcata, sentire i gemiti, sapere che quei legacci sui polsi ora sono i tuoi complici per aggrapparti mi eccita.
Intingo nella tua bocca un piccolo butt plug in metallo, lo senti freddo, lo inumidisci e quasi sei restia a lascartelo sfilare perché sai che è destinato al tuo lato b; con delicatezza e fermezza lo senti poco dopo mentre affonda tra le tue natiche, si incontra con due dita che ti penetrano la vagina senza ritegno: ti chido “chi sei?”, dillo… quando rispondi “sono la tua puttana” sto già indugiando col mio cazzo tra le labbra di quella figa umida e vogliosa.
Ti scopo con decisione, è quello che voglio, è quello che vuoi. Vieni di nuovo, vengo anch’io dentro di te.
Qualche secondo in cui i nostri respiri sono all’unisono, ti sciolgo i polsi, tolgo la benda.
Ti bacio, mi baci
Buonasera…
…Buonasera… a te

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La nostra prima volta in tre

Ci siamo conosciuti sul sito. Ha cominciato a farmi una corte serrata, prima diretta solo a me poi si è rivolto alla coppia, si perché io sono felicemente sposata con un uomo meraviglioso. Nell’ultimo anno però avevamo deciso di comune accordo di divertirci esibendoci un po’ su internet, chattando con qualche coppia e scambiandoci qualche foto. Il gioco ci piaceva un sacco, infatti dopo scopavamo di brutto e non ci facevamo mancare nulla…. sesso tradizionale, sesso orale, sesso anale avevamo un sacco di giochini che usavamo a più non posso fantasticando sulle coppie che avevamo appena conosciuto. Tornando a lui, sicuramente un bull che sapeva giocare molto bene con classe e rispetto ma molto diretto, come dicevo ha cominciato a corteggiarci come coppia, ci raccontava cosa avrebbe voluto fare con noi, come lui e il mio uomo mi avrebbero messo al centro delle loro attenzioni e tante altre situazioni intriganti. I giorni passavano, ricevevo più di dieci messaggi al giorno da questo “intrigante tormento” come oramai ero solita chiamarlo quando raccontavo a mio marito delle nuove avance che mi aveva postato. Nelle nostre menti il tarlo della trasgressione, oramai, si era annidato e lui continuava il suo dolce e peccaminoso martellamento. Ci sapeva fare….. voleva essere a tutti i costi la nostra prima esperienza in tre. Non so cosa successe e neanche chi per prima, tra me e mio marito, ammise che ci voleva provare, ma una mattina appena svegli ci guardammo e ognuno di noi negli occhi dell’altro vide la scintilla…. ne parlammo un po’ e decidemmo di provarci, il più era fatto ci stavamo parlando apertamente, confidandoci, ma se solo uno dei due, al momento di concludere, si fosse sentito a disagio ci saremmo girati e avremmo lasciato perdere….
Ok affare fatto, cosi chiudemmo il discorso e ci salutammo, lui al lavoro ed io alle mie faccende domestiche. Quella piacevole sensazione di trasgressione non mi lasciò per tutto il giorno e così fu pure per il mio uomo, come ammise lui stesso a fine giornata quando ci rivedemmo. Nel pomeriggio io contattai il nostro bull, si perché ora lo consideravamo nostro, sarebbe entrato nella nostra intimità doveva appartenerci, per far si che il gioco mentale scattasse prepotente dentro di noi. Una serie infinita di messaggi nei quali mi indicava dove si trovava, cosa faceva nella vita, come rintracciarlo, insieme ai tanti complimenti e alla felicità di essere stato scelto da noi come “l’eletto”, colui il quale ci avrebbe traghettato in questo nuovo mondo, cosi come Caronte traghettava le anime all’inferno, lui ci avrebbe guidati in questo inferno di trasgressione e di lussuria.
Tornato a casa mio marito gli raccontavo concitatamente di tutta la serie di messaggi, di dove era, del suo lavoro e mio marito per tutta risposta mi disse che il paese da lui indicato distava da noi un 150 km e che per il giovedì successivo, giornata in cui noi siamo liberi da impegni lavorativi, saremmo andati da lui, al suo negozio, si perché lui mi aveva detto di avere un negozio d’abbigliamento per donna. Con mio marito ci rimettemmo al computer e lo ricontattammo riferendogli che da li a poco saremmo andati a trovarlo e mettendo in piedi un giochino…. se ci avesse riconosciuto entrando nel suo negozio il tutto avrebbe avuto un seguito altrimenti arrivederci e grazie.
I pochi giorni che ci separavano da quel fatidico giovedì passavano molto lentamente e noi scopavamo due tre volte al giorno pensando a quel incontro, ci sarebbe potuto bastare così…. ma no, non questa volta, oramai avevamo deciso di fare il passo successivo. Il mercoledì via dall’estetista depilazione integrale, volevo sentire completamente le sensazioni che questa esperienza mi avrebbe lasciato addosso. Giovedì mattina indosso l’intimo che avevo scelto la sera prima con mio marito vestitino nero molto corto e scollato stivali col tacco, mi guardo nello specchio….. sono bellissima. Esco dalla camera e trovo difronte mio marito, ha negli occhi una luce che non so descrivere… è emozionato, lo vedo, ma molto eccitato, lo sento, l’odore del suo corpo lo riconoscerei ovunque.
Ci mettiamo in macchina, il viaggio e un continuo toccarci, fare battutine e ammiccamenti, siamo tesi ma eccitatissimi si sente e si vede.
Dopo circa un paio d’ore siamo davanti al negozio, ci guardiamo ci baciamo un grosso respiro ed entriamo.
Ci accoglie una ragazza molto simpatica e molto carina, lei sta facendo il suo lavoro ma noi non la stiamo neanche ascoltando, ci guardiamo intorno, di lui neanche l’ombra… all’improvviso sentiamo la porta aprirsi, non mi giro, una stretta allo stomaco me lo impedisce…. credo mi abbia riconosciuta subito perché mio marito, che si era girato a differenza mia, mi ha raccontato in seguito che i suoi occhi si erano illuminati all’improvviso, aveva posato il caffè d’asporto che aveva in mano sul bancone e rivolgendosi alla ragazza…. finalmente sentivo la sua voce calda profonda sensuale erotica, le prime parole che gli sentii dire non erano rivolte a me ma lo stesso mi fecero accentuare la stretta allo stomaco, disse: “prendi pure il caffè, della signora mi occupo io”, ero venuta apposta per far si che lui si occupasse di me.
Mi si presenta davanti, era sicuramente meglio dal vivo che in foto un po’ più basso di mio marito, fisicamente ben tenuto come il mio maschio e ammetto che il primo pensiero è stato molto peccaminoso, chissà come godrò io così piccolina in mezzo a questi due bei maschioni, poi la tensione e la timidezza hanno ripreso il sopravvento e ho abbassato nuovamente lo sguardo. Tutto scorreva via come se fossi in trance, lui e mio marito parlavano amabilmente e mi sono trovata nello stanzino a provare un paio di vestitini. Quando uscivo per mostrare a mio marito se mi stavano bene vedevo il “nostro bull” trafficare con il telefono, senza staccarmi gli occhi di dosso. Acquisto i vestiti, lui ci passa un bigliettino da visita di un ristorante al momento di darci il resto, tutto fatto in maniera molto velata e molto attenta, questo mi a fatto pensare che sicuramente non era libero da relazioni sentimentali e che non voleva che la sua collaboratrice se ne accorgesse, ma non mi interessava doveva essere la mia giornata. Ci mettiamo in macchina io e il mio lui impostiamo l’indirizzo sul navigatore e ci facciamo guidare da quella voce femminile ma troppo metallica.
Arriviamo davanti ad una bellissima masseria molto curata, veramente molto chic. Entriamo e ci accoglie un signore sulla cinquantina, ben vestito, che rivolgendosi ad un ragazzo gli dice: “i signori sono ospiti di ………” il ragazzo si prodiga allora ad accompagnarci dentro, ci fa strada e dopo averci fatto attraversare un enorme sala, credo la sala ricevimenti, ci porta in un corridoio dove ci sono tante nicchie adibite a salette abbastanza ampie da farci stare dei tavoli da quattro, anche questi molto curati nella mise en place, con delle grandi vetrate che danno sul giardino, anche questo mi fa pensare che tutto ciò per il nostro bull non sia la prima volta, ma continuo a fregarmene perché oggi voglio essere la regina di questi due stalloni. Ci accomodiamo, subito ci portano delle bollicine con un po’ di aperitivi, attendiamo con non poco nervosismo. Dalle vetrate vediamo arrivare una grossa macchina scura e dopo pochi minuti vediamo lui nel vialetto intrattenersi con il cinquantenne che ci aveva accolti. Ora sono pienamente consapevole che sta per accadere veramente. Mi avvicino con le labbra all’orecchio di mio marito e mentre lo bacio e lo mordicchio gli sussurro che sono bagnata all’inverosimile, gli allungo una mano sulla patta dei pantaloni e non mi serve che mi dica che anche lui è eccitato si nota e anche parecchio. Il mio uomo mi consiglia di togliermi il perizoma e lasciarlo sul tovagliolo del nostro bull, aggiungendo: “un aperitivo anche per lui”. lo sfilo, è veramente fradicio, lo appoggio sul tavolo e sono ancora più eccitata. Lui entra, c’è una grande tensione erotica che viene ancora più caricata quando nota il mio intimo lì in bella mostra sul tavolo. Senza neanche sedersi lo prende lo annusa molto rumorosamente ed inebriato lo mette in tasca. Il ghiaccio è rotto tutti sappiamo ciò che vogliamo e lo vogliamo subito. Mi inginocchio sulla sedia, con il mio bel culo all’in su, sbottono i pantaloni di mio marito e tir fuori il suo cazzo maestoso, lo imbocco con grande avidità. Quasi contemporaneamente sento le mani dell’altro alzarmi il vestito e cominciare a lavorarmi la figa prima con due poi con tre e credo anche con quattro dita dentro di me, i miei sensi erano ricettivi all’ennesima potenza, ho sentito il suo respiro caldo avvicinarsi al buco del mio culo e la sua lingua entrarci dentro, i brividi le emozioni e le sensazioni più conturbanti si erano impossessate del mio corpo e volevo che quel uomo che fino a poco prima era un estraneo avesse libero accesso alla mia intimità. Cosi, come se fosse la cosa più normale di questo mondo, la mia gamba destra andava a posarsi sul bordo del tavolo mentre l’altra era ancora sulla sedia, ero oscenamente aperta ai suoi sguardi e alle sue voglie. Cominciò a leccarmi anche la figa che grondava umori, si staccò da me improvvisamente cosi come aveva cominciato e dopo pochi secondi ho sentito una cappella enorme violare il mio sesso.
In quel momento mi sono sentita veramente donna, avevo due cazzi tutti per me e oltre a goderne era mio compito farli godere. Con grande impegno continuavo a spompinare mio marito mentre il nostro bull mi scopava con un impeto animale, la mia figa era gonfia e bagnata e la mia clitoride era in piana erezione furi dal suo cappuccio. Cominciarono a girarmi e rigirarmi ma la situazione era sempre la stessa un cazzo in figa e uno in bocca, non so perché non andassero oltre, mio marito forse perché non capiva fin dove volessi spingermi, ma lui, il nostro bull, perché….. Decisi di prendere il comando e mi trasformai nella donna che mio marito ha sempre sognato….. In quel momento avevo mio marito che mi scopava a pecorina mentre io imboccavo il cazzo dell’ altro, mi fermai un attimo e andai a impalarmi sul bull feci cadere un bel po’ di saliva sul palmo della mia mano e me la passai tra le chiappe, chiamai mio marito, lo feci avvicinare, gli afferai il cazzo e dopo averlo puntato sul buchetto posteriore gli feci cenno di affondare il colpo… Finalmente, ero venuta fin qua appositamente per questo, la mia prima doppia penetrazione, che sensazione inebriante e travolgente, e loro ci giravano intorno. Ero in estasi sentivo le loro cappelle turgide strofinare nei miei due canali, ne avevo fatte di doppie con i vari dildo e vibratori ma due cazzi veri, caldi, venosi, tosti pulsanti era tutta un altra cosa. per entrare in sintonia ci misero un po’ ma poi tutto fu un susseguirsi di orgasmi, ci alzammo, non toccavo terra, ero in mezzo stile sandwich. Mi stavano letteralmente spaccando. L’ennesimo orgasmo mi lasciò senza forze e loro stavano ancora approfittando dei mie buchi con un impeto pazzesco, volevano godere del mio corpo all’infinito. Improvviso come un temporale estivo ho avvertito il cazzo di mio marito, che era nel mio culo, diventare più rigido, stava preannunciando l’orgasmo, credo lo avvertì anche il bull perché immediatamente diventò molto rigido anche il suo. Sentii perfettamente gli schizzi di sborra dentro di me, ne fecero tantissima. Loro si buttarono esausti sulle sedie dopo avermi poggiata sul tavolo, sembrava quasi che sarei stata il loro pranzo, invece fui io a mangiare qualcosa di loro, infatti la loro sborra stava uscendo da dentro me, la raccolsi con la mano e la leccai tutta. Quella fu l’unica cosa che mangiai a pranzo e pensare che eravamo in un ristorante, ma per me andava bene cosi, ero sazia…… sazia di cazzo..

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[BDSM] Il mio signore mi ha punita al parco

Fonte: pornoracconti.com

Il mio Signore padrone è adirato con me. Non ne conosco i motivi, io credevo di avere bene eseguito ogni ordine impostomi. Comunque questo poco conta per un essere inferiore quale io sono. Se il mio Signore ritiene io debba essere punita, così sia. Oggi mi ha portata in un bel parco.

Vedevo tanti cani correre vicino ai loro Padroni. Anche io ero lì con il mio Dominatore. Ci siamo messi in un angolo fresco e nascosto dell’immenso parco. Appenda dietro le frasche mi sono subito posta in ginocchio a quattro zampe (posizione mia naturale in quanto cagna). Il mio Supremo Signore mi si è seduto sopra a cavalcioni. Mi sembrava che mi si spezzasse la schiena. Ho stretto i denti ed ho sopportato quanto mi veniva imposto. È comunque un piacere reggere su di sé Colui che si ha l’onore di servire e riverire. Il peso e la fatica diventano così un premio. Le ginocchia fanno male, così anche le braccia e la schiena. Ma la cosa poco conta se questo rende comoda la vita del mio padrone e Signore.

Il mio dominatore mi alza la corta gonnellina. Sotto non indosso le mutandine. Mi viene dato un dildo anale con una finta coda da leccare e lubrificare. L’oggetto viene poi inserito nel mio stupido culo. Ora anche io ho la coda. Mi sento veramente una cagna e ne sono orgogliosa. Il mio Dominatore sa come si trattano le schiave. Mi sento orgogliosa di appartenergli. Il dildo fa male nell’entrare. Mi mordo la lingua per non emettere alcun suono che il mio Padrone sicuramente non gradirebbe. Quando è finalmente entrato tutto sento il mio Signore che si alza. La schiena mi diventa leggera e mi sembra che mi si sollevi da terra. Resto in posizione. Il Padrone si siede su una panchina e comincia a leggere un giornale importante. Lui mi sta tenendo per il guinzaglio.

Vedo lì vicino i Suoi piedi. Non resisto e comincio a leccarli. Prima uno poi l’altro. Lucido bene le Sue scarpe con la mia stupida lingua. Poi tolgo le calzature e lecco bene i piedi. Sento che vengo tirata per il guinzaglio verso l’alto. Il padrone, che continua a leggere con indifferenza, mi indica il Suo sesso. Volentieri sbottono i pantaloni, abbasso la lampo ed estraggo dall’indumento intimo il Suo osso di carne. Comincio a leccarlo. Parto dalle palle per salire prima con colpetti di punta, poi con lappate lente e piene. Mi soffermo sul glande per poi infilarmi solo la punta in bocca. Scendo poi nuovamente a leccare le palle e a mettermele in bocca. Con brevi lappate salgo nuovamente.

Lo infilo in bocca poco per volta e poi fino in gola. È magnifico sentire il sesso del mio padrone dentro la mia umile bocca. Sentire una parte di Lui pulsare dentro di me. Ha un buon sapore. Lo sento indurirsi ancora. Ogni tanto il mio proprietario mi carezza affettuosamente la testa così come si farebbe con un cane. Per un’ora circa lecco alternativamente i piedi ed il membro. Mi sento sottomessa bene al mio Padrone. È una sensazione magnifica. L’atto di sottomissione mi fa sentire Sua. La durezza del Suo membro per me è motivo di orgoglio. Spero che poi mi consenta di abbeverarmi. Mi sento eccitata. Sono una cagna in calore. Con un po’ di fatica mentre lecco i piedi carezzo le palle ed il membro.

Il padrone ha goduto in bocca. Sono riuscita a bere tutto quanto mi è stato donato. Lo sento rilassarsi e mi accuccio nuovamente a terra per leccare ancora i piedi. Per evitare al mio padrone di sporcarseli, pongo le mie mani sotto di essi e lecco, lecco, lecco. Per stare più comodo ogni tanto posa un piede sulla mia schiena. È un contatto che mi rende felice. Sapere di essere sotto di Lui. Ripenso a poco prima quando mi si è seduto sopra. Dimentico il dolore che ho provato e ricordo solamente il piacere di stare sotto di Lui. Mi bagno ancora e lecco, lecco, lecco. Sento un nuovo strappo al collare. Rialzo la testa. Il Suo membro ora è molle. Lo infilo nuovamente in bocca. Poco dopo sento che il sangue ricomincia a circolare ed a rendergli il giusto tono e vigore.

Mi concentro sul glande mentre carezzo le palle. Infilo una mano sotto il Suo sedere e gli carezzo il buchino mentre ora ho il membro tutto in bocca. Spero sia contento di me. Spero che ora non sia più adirato con me. La Sua gioia è la mia. Mi sento Sua lecco, lecco, lecco. Alterno ancora piedi e membro mentre la mia mano sotto il Suo culo carezza, carezza, carezza. Gode nuovamente nella mia bocca. Naturalmente ingoio tutto. Ha un buon sapore. Comunque tutto quanto proviene da Lui mi piace. Ho caldo. Indosso la gonnellina nera corta e le calze autoreggenti che mi fanno sudare. La mia sofferenza dettata dal caldo non ha importanza. So che così devo stare vestita, caldo o freddo che faccia. Nulla importa.

Puoi continuare a leggere il racconto cliccando QUI

Edited by Broke. – 26/9/2017, 20:21

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La mia storia, la storia di come sono diventata Giselle

Fonte: pornoracconti.com

La storia che sto per raccontarvi parla della mia vita e di come sono diventato da piccolo bimbo timido ed introverso a splendida e focosa travesta. La mia vita è stata un cammino tortuoso fatto di mille esperienze, tante negative ma altrettante divertenti e lussuriose, e di tanta curiosità e voglia di provar nuove cose. Iniziai la mia lenta trasformazione, che mi portò ad essere Giselle, senza rendermene conto sin da piccolo…

Da bambino ad una prima occhiata potevo sembrare “normale”, ma già da allora in me qualcosa nasceva e cresceva facendomi sentire “diverso” da tutti gli altri. Il fatto che fossi figlio unico di una ragazza madre fu la prima causa del mio sentirmi differente dagli altri bimbi. Poi, il fatto di essere minuto di corporatura e molto gracile, spesso mi ammalavo e restavo settimane intere a casa, non mi aiutava a relazionarmi ed a creare amicizie con i miei compagnetti delle elementari.

La mia infanzia passò abbastanza velocemente, tra un’influenza e l’altra, rendendomi un bimbo molto solo ed introverso, pieno di complessi, ma anche insolitamente curioso verso il mio corpo, ad imitazione di madre che stava ore davanti agli specchi prima di uscire col nuovo boy friend del momento. Infatti, le molte volte che mi capitava di stare solo a casa mi piaceva togliermi il pigiama e stare completamente nudo ad ammirarmi il corpo nei vari specchi di casa, in particolar modo il sederino tondo e vellutato come una piccola pesca mi attraeva.

Ero fin da piccolo un bambino molto curioso ed oltre ad osservarmi incominciai a toccarmi il sedere, accarezzarlo e massaggiarlo come avevo visto fare a mia madre, da parte dell’amico di turno, spiandola furtivamente durante i suoi amplessi amorosi in camera sua, e la cosa mi piaceva molto. In quel periodo ricordo che quando mi coricavo per andare a dormire, nel mio lettino mi abbassavo i calzoncini del pigiama e le mutandine per sentire il contatto del fresco del lenzuolo su di me, mi strusciavo col mio cazzettino e spesso mi infilavo un dito nel culetto…

Ricordo che in quel periodo spesso venivo scambiato da fanciulla dai vari ragazzi “amici” di mia madre che si susseguivano nella nostra casa, ed effettivamente come dargli torto. All’età di 12 anni quando entrai nella mia adolescenza il mio aspetto era tutt’altro che quello che avevano i miei compagnetti delle medie. Ero piccolo di statura confronto alla media dei ragazzi della mia età, avevo un visino angelico reso ancor più femminile dal taglio degli occhi da cerbiatta e dal candore della mia pelle; per non parlare dei capelli castani chiari quasi biondi che mia madre si ostinava a tenermi lunghi, facevano risaltare il rossore delle guance e il rosa deciso delle mie labbra carnose. Visto da dietro, grazie al mio esile corpo con un vitino snello e fianchi larghi a sostenere un sederino tondo e pronunciato, non era semplice non scambiarmi per ragazzina…

E forse io già mi sentivo così, non avendo molti amici ed essendo anche una frana in tutti gli sport, mentre gli altri giocavano a calcetto o a pallacanestro io mi ritrovavo spesso nelle gradinate con le mie compagne a poter solo fare il tifo per i veri maschietti.. A 13 anni ogni volta che andavo in bagno passavo un po’ di tempo a guardarmi il cazzetto e anche il sedere, me li strofinavo spesso… poi un bel giorno dal cazzetto mi uscì un liquido bianco… forse era quella cosa che i miei compagni di scuola più maturi chiamavano “sborra”! Da quel momento ogni occasione era buona per masturbarmi. A 14 anni mi segavo anche 3 volte al giorno…

A 15 anni non avevo ancora una ragazza, per cui sentivo il bisogno di sfogarmi attraverso le riviste pornografiche. Essendo minorenne le rubavo ogni tanto da un rivenditore di fumetti e poi a casa me le visionavo con calma. In uno dei tanti giorni che rimasi solo in casa decisi che avrei cercato di avere il maggior numero di eiaculazioni possibili, in modo da vedere fino a che punto sarei potuto arrivare. Così sul letto matrimoniale di mia madre, presi tutte le riviste porno che avevo e mi spogliai completamente nudo. Mi masturbai per circa 8 ore, in effetti, riuscii a sborrare ben 7 volte, solo che le ultime 2 furono in sostanza a secco!

Durante quella lunga maratona mentre mi stavo masturbando appoggiai per sbaglio il mio culetto vicino al pomo del lettone il tocco di quel pezzo di legno cosi duro tra le mie natiche mi procurò un brivido lungo la schiena e provai così a strofinarmi l’ano sopra. Mi ci sedetti sopra, provai una grandissima eccitazione che mi fece fare una schizzata di sperma tremenda. Da quel momento capii che godevo di più se mi penetravo l’ano. Così le volte successive cercavo sempre di infilarmi qualche oggetto dentro il culo: pennarelli, tubetti, flaconi, i bastoni delle scope per godere di più. Nello stesso tempo sentendomi molto depravato ma anche molto incuriosito ed eccitato incominciavo a rubare dal cesto della roba sporca vari indumenti intimi di mia madre e dopo averli annusati incominciai a pendere il piacere di indossarli per masturbarmi.

Da quel momento incomincia più o meno inconsciamente a volermi sentire donna, femmina, e così nel corso di quegl’anni osservai molto le mie compagne ed amiche per poi una volta giunto a casa e indossato i vari abiti di mia madre giravo per casa cercando di imitare la loro camminata e i loro modi di fare per poi finire eccitatissimo a dovermi masturbare il cazzetto e a deflorarmi il culo, magari messo per terra a pecora inculandomi da solo col bastone della scopa in culo mentre l’altra estremità era appoggiata al muro, con mia grande goduria…

Fino all’età di 18 anni circa tutto ciò che sapevo ed avevo sperimentato del cosiddetto sesso però era stato confuso e riduttivo, visto che ero sempre solo. Le ragazze mi interessavano sempre meno ed i ragazzi, verso i quali il mio interesse cresceva di giorno in giorno, erano sempre presi dallo sport e dalle troiette che gli circolavano attorno… Ma finalmente quell’anno qualcosa cambiò… Anche se ero uno dei più bravi della scuola, avevo qualche problema a digerire la matematica. Siccome non volevo ritrovarmi un 4 sulla pagella, mia madre decise che era meglio se prendessi lezioni private. Una sua amica gli avevano suggerito di contattare Marco, un ragazzo di 27 anni che fa l’università e che essendo bravo per potersi pagare gli studi faceva ripetizioni..

Dopo aver preso accordi telefonici con mia madre, il lunedì successivo mi recai a casa sua per la prima lezione. Lui abitava ancora con i suoi ed infatti fu proprio il padre ad aprirmi la porta e a farmi accomodare nello stanza del figlio dove poco dopo entrò Marco. Quando lo vidi entrare rimasi paralizzato: era bellissimo, alto, capelli castani quasi neri, occhi verde mare e un fisico non palestrato ma ben curato. Non so perché ma dentro la mia testolina mi ero fatto l’idea di trovare un tipo alla Leopardi, brutto, curvo e topo di biblioteca, ed invece fui felicissimo di essermi sbagliato.

Dopo il primo momento di smarrimento ci presentammo e mi fecce accomodare sul tavolo dell’armadio a ponte ed iniziamo la prima lezione, che scorse velocemente, era un primo incontro conoscitivo dove lui mi chiese dove eravamo arrivati e che problemi avevo. Le ripetizioni continuarono per un po’ ed io ero sempre più felice di andare da lui, infatti io e lui eravamo molto in sintonia, e la matematica era diventata meno pesante da sopportare. L’ora passava in fretta e spesso mi fermavo di più anche per parlare, era uno dei pochi ragazzi che conoscevo che mi ascoltava interessato e che sapeva farmi sciogliere la lingua, o per giocare ai video giochi; era davvero un asso e io una schiappa, ma la cosa non i importava, volevo solo passare più tempo possibile vicino a quel bellissimo ragazzo!

Un giorno durante una lezione mi propose di fare degli esercizi per vedere a che punto ero arrivato e con la scusa mi lasciò solo nella sua camera e andò a farsi una doccia perché dopo la lezione aveva un impegno. Stavo seduto di fronte alla scrivania a fare gli esercizi, quando mi resi conto che sotto il letto di ci sono dei giornali e visto che ero quasi alla fine e di Marco non si vedeva l’ombra e vista la mia curiosità, con fare da felino cercai di vedere di cosa si trattava. Non erano di certo dei quotidiani ma delle riviste porno del genere gay e trans. Rimasi sorpreso e meravigliato, tanto che le rimisi subito sotto il letto. Ad un certo punto sento aprirsi la porta ed entrò lui, completamente nudo con l’asciugamano intorno alla vita a coprire le parti intime, mi sento in imbarazzo, lui come niente, si avvicina mi da un veloce sguardo ai compiti e poi mi disse “scusami, ma mi sono dimenticato di prendermi il cambio” e cosi frugò nell’armadio e poi preso i vestiti che doveva indossare riandò in bagno..

Io rimasi immobile e stupito, non sapevo se per la scoperta dei suoi giornaletti o se per la bellezza del suo corpo e per la naturalezza col quale quasi nudo era stato lì accanto a me per un paio di minuti… Da quel giorno non feci altro che pensare all’accaduto, pensavo e riflettevo ponendomi mille domande…

Allora Marco non era cosi etero come si presentava, forse e per questo che avevamo così tanta sintonia, lui forse mi avrebbe capito e magari mi avrebbe aiutato a realizzare i miei sogni, sentirmi una femmina tra le braccia del mio bell’uomo, forse l’uomo che cercavo senza saperlo era lui. Le settimane dopo l’accaduto furono piene di domande e di emozioni. Lo desideravo con tutto me stesso ma dall’altra parte avevo paura e timore di un rifiuto. Ormai le mie tante masturbazioni giornaliere avevano solo un desiderio, farmi passare quel gran prurito al culetto che mi veniva tutte le volte che pensavo a lui. Non potevo continuare così, stavo morendo per lui, lo desideravo e desideravo sentirmi suo, mi ero preso una cotta pazzesca. Volevo concedermi a lui ma non volevo fare la prima mossa, ero troppo timido. Dovevo fare in modo che mi notasse di più e che mi desiderasse, e quando lo avrebbe fatto io sarei entrato in pieno nella mia parte diventando la sua femmina, una femmina a sua completa disposizione che lo avrebbe fatto godere soddisfando tutte le sue voglie..

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Edited by Broke. – 26/9/2017, 20:21

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