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racconto erotico ho rotto il culo a zia

LA SCAMPAGNATA

Belli i tempi di quando si andava a pesca tutti insieme…… Si partiva alla mattina di buon ora verso le sei e arrivavamo al fiume,in mezzo alla campagna,lontano dall’afa cittadina,l’aria era fresca e pulita Ti faceva sentir bene. Salitamente eravamo una decina di persone,i mariti si preparavano e andavano a pescare noi mogli ce ne andavamo a spasso per la campagna O nella cascina vicino a trovare la famiglia di contadini che ormai conoscevamo bene,molto bene! Era una famiglia numerosa,i genitori,4 figli maschi e due femmine e a volte erano in campagna a lavorare anche la domenica presto,sotto il sole che picchiava gia’ alle otto e mezza a raccogliere verdura o altro. Ammiravamo il loro fisisco asciutto e abbronzato,eran sempre senza magliietta,e tra noi donne commentavamo su i loro arnesi nascosti,a volte siamo andati anche a casa loro e devo dire che eran molto ospitali….. Una domenica appena ci han viste ci ha chiamato invitandoci ad assaggiare il vinello nuovo,siamo entrate in salotto,ampio,con un grande camimo in bella vista,un grande tavolo e mobili rustici. Eravam tutte e cinque vestite leggere,chi con sotto il costume o biancheria estiva,io ero senza reggiseno e avevo una bella scollatura da mostrare,cosa che non e’ passata inosservata…avevano preparato gia’ del salame nostrano affettato coperto da una tovaglietta,e subito ci han fatto bere un bel bicchiere di vinello,le donne non c’erano,erano a messa,credo.. La testa ha iniziato a girare un po’ nonostante abbiam mangiato anche qualche fetta di salame con del pane,ma al secondo bicchiere eravamo belle allegre..si rideva e le mani hanno iniziato a palpare,quello dietro di me,il padre credo aveva infilato una mano nel mio vestito e mi palpava le tette pizzicandomi i turgidi capezzoli,simona si era alzata e con le mani appoggiate al tavolo si faceva palpare da dietro,aveva gia‘ giu gli slip e con due dita infilate nella passerina se la stava godendo,ale si era girata e stava sbottonando la patta al piu’ giovane,insomma stava diventando un’orgia.. Girandomi mi son trovata un bel manganello davanti,mi puntava duro,ho guardato il padre negli occhi e sorridendo ho iniziato a menare il grosso arnese,poi me lo sono imboccato iniziando a pompare,con l’altra mano infilata negli slip intenta a stuzzicarmi il grilletto,intanto cinzia era gia’ in monta sopra uno di loro seduto in poltrona,gridava e gemeva come una pazza andando su e giu’ con ritmo forsennato,a quella vista ho smesso il pompino e mi sono sraiata sul tavolone e tolti gli slip mi sono aperta la fichetta con due dita invitando l’uomo,ha avvicinato il suo cazzo,strusciandolo su e giu’ tra le labbra fradice,poi l’ha puntato giusto e mi ha penetrata fino in fondo… Si e’ gustato il momento con delizia,poi tenendosi per le mie gambe ha iniziato a stantuffarmi con foga. Dall’altra parte del salotto si sentiva adele gemere e godere come una pazza..aveva gli occhi lucidi tanto godeva,subito ho capito che aveva il grosso cazzo del maggiore in culo e se lo godeva eccome!!! Dopo qualche minuto in “capo” si e’ sfilato,mi ha abbassato le gambe sul tavolo e me l’ha rimesso dentro pompando forte,ogni tanto mi schiaffeggiava la chiappa esposta,all’inizio mi ha dato fastidio ma poi…il godimento e’ raddoppiato fino a quando con un sibillo da serpe e’ uscito sborrandomi sulle gambe.Ero sazia. Non potevamo certo tornare dai pescatori cosi’ mal messe…chi aveva il culo rotto e in fiamme..(adele) le altre erano impiastricciate di sborra..gambe..sedere..viso.. Saggia fu loa decisione di andare verso il fiume,dove l’acqua era bassa e tolti i pochi vestiti indossati,( praticamente eravamo tutte senza slip.. Ci siamo rinfrescate e poi asciugate al sole. Purtroppo la scorsa domenica ero rimasta sola,le amiche erano gia’ partite per il mare,cosi io e mio marito,per toglierci da una citta bollente e semideserta siamo ventuti al solito posto,lui a pesca,io a prendere il sole in topless,tanto non girava nessuno. Verso le undici,io ero gia bellecotta dal sole ma non volevo mollare,mio marito in mezzo al fiume pescava tranquillo,d’improvviso mi par di sentire un rumore di un’auto,mi ero appena stesa dopo una rinfrescata nell’acqua e messa a pancia in giu’ quando sento un uomo avvicinarsi fischiettando… -allora?? Abboccano??- Alzo il viso per vedere chi e’,al momento non lo riconosco,,ma siiii e’ nicola..-MA ciaooo,mi alzo dal lettino per salutarlo, dimenticandomi di avere le tette al vento,noto subito i suoi occhi brillare e abbassare lo sguardo sulle grosse tette sballottate. -Bheee!! Che ci fai qui??- -Speravo che c’era qui qualcuno,in citta’si muore..solo che non ho sentito la sveglia! -Adesso vai a pescare? Pippo e’ laggiu’- -Quasi quasi vado a fargli compagnia…anche se…- -Scemo! Pensi sempre a quella cosa li…- -Con quello che ho davanti…- -Vai vai che e’ meglio…io sto prenendo il sole.. -Me ne vado..ma ti pentirai… -si come no!! Rimasta sola son tornata ad arrostirmi! Ritornati gli uomini dalla pesca,finito il pranzo a base di pasta fredda,verdure e frutta,ci aspetta un bel riposino sotto il fresco degli alberi. Ognuno sul suo lettino con la pancia piena,il venticello che rinfrescava… Ho atteso che i due pescatori si addormentassero per bene,poi ho preso il mio ascigamano e via a prendere ancora il sole,ma stavolta sulla prismata nascosta dai cespugli,ho steso il materassino mi son tolta il due pezzi e nuda nuda mi son spalmata la crema canticchiando serena e beata. Il sole picchiava eccome,la radiolina trasmetteva canzoni,mentre rigoli di sudore scorrevano tra le chiappe,dal collo dalla schiena. Son rimasta tranquilla per una buona oretta quando poi e’ arrivato lui! Ancora Nicola,non ci ho pensato minimamente di coprirmi,ma la bozza che aveva sotto le braghette mi eccitava,e non poco,allora l’ho invitato a spalmarmi la crema sulla schiena bollente,sperando che si lanciasse in qualcosa di piu’. Infatti partendo dalle spalle e’ sceso giu piano piano,sulla schiena,sui fianchi,fino alle chiappe,insinuandosi senza il minimo pudore TRA le chiappe,strofinando le labbra,infilando due dita nella fica fradicia e facendomi eccitare ancora di piu’. Eta al mio fianco,con il bastone che puntava in alto,la mia mano e’ partita nella sua direzione inpugnando l’asta turgida,dura come l’acciaio e bella grossa,tanto che non riuscivo a toccare le dita. Ho abbassato i pantaloncini,me la son portata davanti alla bocca e con la lingua ho iniziato a picchettare sul glande,a leccarlo a mo di gelato intanto che lo menavo,lui intanto mi sditalinava infilando a fondo due,tre dita,godevo e mugolavo,lo volevo subito,ma fermandosi mi ha portato il succo piu’ su sulla rondella e prima con un dito e poi con due me l’ha sfondata.UUUHHHHHH che goduria! Grande orgasmo! Mi son ripresa in fretta e messami alla pecorina mi son fatta montare da questo improvvisato stallone,me l’ha puntato tra le labbra,due tre copli leggeri,poi l’affondo fino alle palle,Come l’ho sentito! Ha iniziato a montarmi con vigore e io per fargli sentire come mi piaceva gli andavo incontro ad ogni affondo,godooooo una due volte,spinge ancora,so che non posso urlare di piacere ma godere in silenzio si!! Si ferma,mi spinge la faccia sul materassino, sputa sulla rondella,infila un dito,grosso come un cazzetto,tra il sudore gli umori e le sputate lo sento scivolare bene,raddoppia,ora due dita,scivolano bene,sputa ancora,apetto la mazza,la punta,spinge,sento la rondella aprirsi,fa piano,non c’e’ fretta,si ferma,mi fa un po’ male,spinge ancora,lo incoraggio arretrando anch’io,soffro ma entra,lo sento,fa male sssiiiiiiii Fa male,lui spinge io da sotto infilo due dita nella fica in fiamme,parto con una goduria immensa,capisce che e’ fatta,arretra un po’ e affonda tutto,belloo!!che goduria,parto ancora. Lui mi incula da dietro,io da sotto mi strapazzo la fica con le dita e godoooooooooo,mi stantuffa da dio,alterna momenti di potenza con momenti piu’ leggeri,regge bene,ora non sento piu’ dolore,non mi masturbo con le dita,godo a essere inculata,non pensavo di godere cosi tanto di culo,ma e’ cosi!! Decisa spingo indietro il bacino,mi piace sentire l’affondo,le palle gonfie che mi sbattono sulle natiche,sono in un lago di sudore,sotto il sole cocente e mi sto facendo inculare come una troia!!!

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Mia moglie

Eccovi il primo racconto erotico che ho scritto su mia moglie, si tratta di una fantasia (purtroppo) a cui ne sono seguite parecchie altre.
Buon divertimento.
Mia moglie è mora ed ha qualche chiletto in più dovuto alle 2 gravidanza ravvicinate, ma è molto sexy ed ha un culetto che mi fa impazzire. Il mio sogno è di scoparglielo ma non è d’accordo. Questa è una mia fantasia.
Allora, riusciamo a piazzare i bimbi dai nonni ed organizziamo una serata da soli in occasione del mio compleanno. Cena a base di pesce e vino bianco frizzante, noto che lei ne beve più del solito. Dopo cena ci mettiamo sul divano a chiacchierare e noto un certo sguardo nei suoi occhi, mi avvicino e inizio a coccolarla, accarezzandole le gambe. La bacio e ci infiliamo la lingua in bocca, inizio a palparla e lei risponde. Mi dice che vuole farsi una doccia e le rispondo che la voglio fare anche io, magari la facciamo insieme…
Mi dice di sì, ci spogliamo ed entriamo in doccia, inizio a lavarla (per modo di dire…) le tette, scendo fino alla pancia e poi la passera, le dico di girarsi che le voglio lavare la schiena, scendo così fino al suo culetto che lavo ben bene allargardole le chiappe per lavarlo bene. Inizia ad ansimare, si gira a mi bacia. Ho già il cazzo duro e lei inizia a menarmelo lentamente. 
Ci stacchiamo per uscire dalla doccia, ci asciughiamo e poi senza accappatoio saliamo in camera, lei davanti e io dietro. Vederla nuda, col suo culo davanti agli occhi me lo fa diventare ancora più duro. Le palpo le chiappe mentre sale le scale, arrivati sul pianerottolo lei si ferma e io le finisco addosso, col cazzo che appoggia sul suo culo. Le dico che l’ho tamponata e lei risponde che dobbiamo fare la constatazione amichevole. L’abbraccio da dietro e la bacio sul collo, le palpo le tette e poi con le mani sposto le sue chiappe, in modo che il mio cazzo sia in mezzo, appoggiato proprio al buchino. Lei inizia a muoversi indietro e ci baciamo ancora mentre le palpo le tette e la figa. Ad un certo punto, si stacca si gira e si inginocchia, inizia così un pompino da favola, me lo succhia tutto e lo ingoia fino alle palle; mi fa andare via di testa e poi ad un certo punto si ferma:
– non voglio che vieni subito, devi durare tanto stasera –
La faccio sdraiare sul letto ed inizio a leccarle la figa, passo al clitoride e scendo fino al buco del culo, sembra apprezzare il lavoro di lingua che sto facendole e mi eccito ancora di più. Poi mi dice – facciamolo, dai – 
la penetro e inizio a scoparla, è tanta l’eccitazione che dopo un po’ le dico che non ce la faccio più, mi dice 
– dai vienimi addosso, sulla pancia – 
Di solito non vuole e quindi eccitato come una bestia tiro fuori il cazzo e le vengo sulla pancia, lo schizzo è talmente forte che un po’ di sborra le finisce sulle tette. Lei è contenta e mi dice: 
– ne avevi di voglia, eh? E non abbiamo mica finito…- 
Va in bagno a pulirsi e poi mi dice di mettermi comodo che sarebbe tornata subito. La sento scendere in cucina e poi risalire con un vassoio e la bottiglia di spumante che non abbiamo finito. Appoggia tutto e mi dice 
– torno tra poco, voglio vedere se riesco a fare una cosa…-
e va in bagno. Dopo poco la porta si apre e spunta lei, viene in camera e vedo che ha addosso un completino intimo da paura, reggiseno perizoma e calze autoreggenti… di solito non porta biancheria del genere e quindi potete capire il mio stupore. Il mio cazzo dà segni di risveglio e lei 
-vedo che sto riuscendo in quello che volevo, fartelo tornare duro senza toccarti…- 
– eh certo, con una visione così per forza! –
si gira e mi fa una sfilata, il suo culo strizzato nel perizoma è spettacolare e non rimango indifferente, si avvicina e si siede sul letto di fianco a me, prende 2 bicchieri di vino e brindiamo. Poi mi fa
– adesso proviamo una cosa –
mi fa alzare, prende il mio cazzo e lo mette nel bicchiere di vino, poi se lo mette in bocca 
-mmmmhhh buono questo vino, mi piace – 
e continua così, cazzo nel vino e poi in bocca, leccando e succhiando. Ovviamente mi ritorna subito duro, lei si toglie il reggiseno e si passa il cazzo duro sulle tette. Si alza e mi fa sdraiare sul letto e mi dice 
– adesso tocca a me stare sopra –
si sdraia su di me strusciandosi con le tette sul cazzo, poi sale finchè è sopra di me. Inizia a muovere il bacino come a scoparmi, io intanto le palpo il culo e poi con un dito inizio a percorrere il solco delle chiappe, lei non dice niente e continuo, scendo fino al buco del culo e lei non protesta, anzi sembra gradire. Mi inumidisco il dito con la saliva e continuo a massaggiarle il buco del culo, lei ad un certo puntomi fa ansimando 
– continua che mi sto eccitando – 
A queste parole il cazzo diventa di marmo, continuo a massaggiarle il buco, spingo un pochino ed il dito entra! Sono nel suo culo, anche se solo il dito ma non me lo aveva mai fatto fare! Continuo e lei ansima, mi bacia e io continuo a penetrarla col dito. Dopo un po’ mi fa 
– adesso sei mio –
si stacca e si impala col mio cazzo nella figa, si muove e sembra proprio godere. Si abbassa verso di me e mi dice 
– toccami ancora dietro… dai –
non mi sembra vero, mi inumidisco ancora il dito e mentre la scopo le palpo il buco del culo, spingo il dito ed entra, è proprio eccitata. Scopiamo così per un po’ e poi mi fa 
– vuoi che mi metto a pecorina?-
– certo!- 
le rispondo io, è la mia posizione preferita dove posso godere della vista del suo culo in primo piano…
Si stacca e si mette a 4 zampe, mi metto dietro di lei e le appoggio il cazzo tra le chiappe, sopra il culo, scendo e mi fermo in corrispondenza del buchino, spingo un pochino e non mi dice niente, al che le chiedo 
– amore, vuoi provare a farlo dietro? Ti va? – 
aspettandomi un NO come risposta. Invece mi dice 
– sì, ma prima scopami la figa per un pochino…-
Non credo alle mie orecchie e per tutta risposta glielo metto dentro la figa, che è bagnata e larga come non mai, le entro dentro tutto e inizio a stantuffarla. Complice la sborrata di prima, non c’è pericolo che venga in fretta quindi mi godo la scopata. Le palpo le chiappe e le massaggio il buchino, giusto per non perdere l’occasione.
Dopo un pochino le faccio 
– amore, proviamo? –
– va bene ma prima beviamo un pochino… –
capisco che lo fa per rilassarsi e per vincere le sue inibizioni, quindi esco da lei e ci beviamo 2 bicchieri di spumante. La coccolo e le dico 
– sei pronta? Te la senti davvero? –
– sì, proviamo ma se mi fa male ti fermi –
– certo, amore mio…-
Si gira a pancia sotto e le metto 2 cuscini sotto la pancia, così ha il culo sollevato ma non è a pecorina, altrimenti il culo si contrae e diventa difficile. Prendo un gel lubrificante e inizio a spalmarglielo sul buco del culo, poi le entro dentro col dito unto e inizio a lubrificarla dentro. Continuo per qualche minuto e sento che si rilassa, ansima ed inizia a piacerle. Le entro allora col pollice e non ho difficoltà, sembra gradire e allora uso 2 dita unte di gel, anche qui poche difficoltà. Le chiedo se è pronta e mi risponde 
– SI –
Mi ungo il cazzo che è diventato di marmo e glielo appoggio al buco. Inizialmente sento che si irrigidisce (forse perché è più grosso di 2 dita) ma poi piano piano si rilassa, spingo un pochino e il buco inizia a cedere, spingo ancora e la cappella entra! Le urla, mi fermo, ma lei mi dice 
– tutto ok, brucia un pochino ma non uscire, solo fai piano –
Mi ungo ancora il cazzo e spingo lentamente, il cazzo entra millimetro per millimetro nel suo culo, esco un pochino e poi spingo ancora, è una goduria incredibile e anche lei non sembra soffrire troppo. Quando le sono ben dentro, inizio a scoparla lentissimamente così si abitua alle dimensioni, dopo un pochino vedo che non ha più un’aria di sofferenza e le chiedo se le fa male, mi risponde 
– adesso non più, continua che mi piace –
inizio così a scoparle il culo più forte, e con la mano destra scendo a toccarle la figa, così si eccita ancora di più. 
Complice la situazione, sento che sto per sborrare e glielo dico, lei mi dice di non venire dentro ma di farlo fuori. La scopo ancora più forte e quando sto per venire lo tiro fuori e le sborro sul culo e sulla schiena! Anche qui schizzi lunghi che le sporcano tutta la schiena. Le ho scopato il culo finalmente! Ho goduto come un animale e mi sento stanco, mi sdraio sul letto e la guardo, lei mi fa
-piaciuto, eh?! Lo sapevo che lo volevi ma finora non avevo mai avuto il coraggio di provare, ma è stato bellissimo! –
mi bacia e va a pulirsi. Quando torna mi fa 
– vorrei però farti un ultimo regalo… vediamo se ci riesco –
si accovaccia tra la mie gambe e inizia a succhiarmelo… ancora… diventa duro (incredibile) e lei continua a pomparlo, succhia e lecca, mi accarezza le palle, se lo passa sulle tette guardandomi da porca poi se lo rimette in bocca, lo ingoia fino alle palle e quando le dico che sto per venire mi fa 
-vuoi venirmi in faccia, amore? – 
– sì sì sììììì –
Non me lo ha mai permesso ma oggi tutto è diverso…
Lei continua a pompare e quando le dico che sto per venire, lo tira fuori e se lo mette davanti alla faccia, menandomelo e leccandolo. Sento che sto per venire e glielo dico, lei continua, tiene la bocca aperta e quando vengo, le sborro in bocca e sulla faccia…una goduria immensa, non ho mai goduto tanto in vita mia, è bellissima con la faccia sporca di sborra…
Dopo che ho finito di sborrare se lo rimette in bocca e lo pulisce, e mi fa 
– piaciuti i regali di compleanno, amore? –
– certo, tesoro, ma non aspettiamo un anno a rifarlo così…-

STRANE COPPIE

Andammo in vacanza in affitto per un mese: io, che mi chiamo Anna con mio marito Angelo e mia figlia con il suo ragazzo. Due coppie che di “coppia” non avevano proprio niente. Mia figlia, Nancy, è una bellissima bionda ed allora aveva ventuno anni si portò dietro il suo ragazzo Mario, un palestrato di ventitré. Notai subito che tra loro qualcosa che non andava dallo sguardo libertino del fidanzato e dal disinteresse di mia figlia nei confronti del suo comportamento. Anche se apparentemente, tra i due non sembrava mancare l’affiatamento, soprattutto sessuale, notavo nei loro comportamenti sfaccettature molto strane e segni di nette crepature di coppia. Nonostante questo, non feci la guastafeste e lasciai che vivessero le loro esperienze per farli maturare, portandoli in vacanza insieme. La nostra casa era attaccata a quella di una coppia di coniugi quasi anziana, con una figlia “strana” fin troppo giovane, avuta avanti negli anni. Questa raggazza, di nome Daisy, molto bella, era sempre sola. Essendo i genitori delle persone davvero “particolari” di cui si diceva di tutto e di più lei, lasciata spesso in balia di se stessa, oziava spesso nel giardino della sua villetta e si notava palesemente che si annoiava come un cane. Nella sua noia, iniziò subito ad osservarci con curiosità. Passava il giorno ad oziare tra la casa e la spiaggia fino all’ora di nanna, non facendo altro che osservarci, mentre i genitori che non erano mai presenti si deliziavano, si diceva in giro, di nudismo e forse anche altro. Quattro giorni dopo l’arrivo, Daisy, seccata dalla stasi che regnava in casa sua, scese in confidenza con noi, venendoci a salutare ed offrendoci dolci e consigli sul posto. Prese subito di mira Mario, che essendo un donnaiolo inguaribile, la squadrava spesso dalla testa ai piedi, praticamente spogliandola con gli occhi e scherzando con mio marito sulle dicerie nudiste della famiglia. Si chiedevano se usassero farlo anche in casa. Lui gli lanciava chiari segnali di apprezzamento, incurante della gelosia della fidanzata. La strana ragazza “della porta a canto” rispose alle implicite “avance” e si mise in testa di provare a sedurlo: forse per gioco. Cercando ogni pretesto buono per venirlo ad importunare, soprattutto se io e mia figlia, per un motivo od un altro ci allontanavamo, stava sempre tra i suoi piedi. Inoltre non passò molto tempo che avemmo conferme delle pratiche della famiglia e quando i suoi genitori uscirono di casa lei si divertì a prendere il sole nuda in giardino, forse nella speranza che qualche bel maschione la notasse… ma i primi a vederla, dalla terrazza fummo io e mia figlia, non senza un po di gelosia verso quel corpo magnifico. I suoi genitori, rientrarono beccandola completamente nuda e non credendo ad i nostri occhi passarono davanti a lei come se la cosa fosse completamente normale, confermandoci le loro abitudini nudiste. Ebbi le conferme ad i miei pensieri che non fossero una coppia “seria”, quando mia figlia mi confidò in macchina, che a lasciarlo solo, con quella puttanella, che sventolava la sua micia al vento per tutto il giardino non si preoccupava più di tanto, perché comunque, mi rivelò sfacciata, se lo teneva solo perché scopava da dio, diceva, per il resto sapeva benissimo che era solo un porco e non se lo sarebbe mai sposato. A quelle parole, non ci crederete mai, tirai un sospiro di sollievo riflettendo che in quel modo non l’avrebbe potuta far soffrire più di tanto. Per il resto mi faceva solo piacere, pensare che si divertiva a dovere, con le dovute precauzioni. La mattina, mia figlia, infoiata come una maiala, se lo sbatteva in modo sfacciatamente sonoro, facendosi sentire per tutta la casa .-Oh si, ancora, sbattimelo più in fondo, si dai ancora, aprimi in due, ancora…che grosso che c’è l’hai, sbattimi più forte….- Talvolta mi trovavo ancora a letto con mio marito, che cominciavano a scopare come due porci, facendo sbattere pure le sbarre del loro letto in legno contro il muro. A sentirli così lascivi, una eccitazione “stuzzicante” si prendeva possesso di me, ma mio marito, niente… e quello che mi faceva ancora più rabbia era che in realtà piegava le sue gambe per nascondere una poderosa erezione. Preferiva andare in bagno a segarsi, straeccitato dalle urla di sua figlia che fotteva come una scimmia col suo ragazzo. Alla fine non aveva neanche la delicatezza di ripulire l’interno del water, che lasciava puntualmente tutto imbrattato del suo seme gelatinoso, che toccava ripulire a me. La sera di solito, un’ora dopo cena, mentre io e mia figlia lavavamo i piatti e Mario si trova in veranda a giocare col portatile o a guardare porcherie, Daisy si avvicinava a parlare con lui, ma volta dopo volta vedeva che per catturarlo “carnalmente” ci voleva qualcosa di più. Una di quelle sere, avendo tastato di trovare terreno fertile, andò da lui indossando un prendisole dalla trasparenza imbarazzante, trasparente al limite della nudità. Uscì accertandosi che nei dintorni non ci fossero persone indesiderate e bussò al cancello per parlare con lui, facendolo diventare completamente scemo. Era tutta depilata a malapena coperta da quel tessuto così leggero da non lasciare posto all’immaginazione. Mario gli sorrideva sornione dandogli corda, completamente rincoglionito, che poco ci mancava gli sbavasse addosso. Mentre parlavano lei non mancava di “accarezzarsi” e di far aderire il più possibile il tessuto attorno al suo corpo sensuale, mostrandosi praticamente nuda. Quando rientrò in casa credo fosse già venuto nel costume, vista la comparsa di un’inquietante umidità lì sotto… mio marito intanto li guardava dalla finestra segandosi. Sapevo bene dentro di me, che il mio, ora ex, marito in fondo in fondo era un porco depravato. E’ proprio lui fu la seconda vittima della noia di quella piccola sgualdrina, scatenando una reazione a catena che ebbe dell’incredibile. La volta dopo il porco si trovò a riceverla insieme a Mario, trattenendosi a discuere con loro per godersi lo spettacolo da vicino. La sua presenza non diede per niente fastidio alla troietta, vestita di un due pezzi con un top a triangolo decisamente più adatto ad una seconda scarsa che alla sua quarta abbondante. Le sue areole, grandi e brune spuntavano prepotenti per un terzo, dai bordi del succinto costume. Curiosa li guardavo dalla terrazza con mia figlia, mentre stendendo i vestiti guardavo fin dove avrebbero osato spingersi. Mentre una parola tirava l’altra, la puttanella si massaggiava i capezzoli, mettendoli praticamente in mostra ad i due depravati, si ritrovò coperta di lusinghieri caldi complimenti da entrambi, eccitandosi. Accaldata come non mai si mise con la fighetta in mostra, mentre si chinava a pecorina sulla macchina, parlando, spostava il costume di lato. Quando notai che in loro il pudore, stava diventando un optional, presi a scendere dalle scale guerriera, ma Nancy, che sapeva bene che la rottura era vicina, mi prese per un braccio e mi fermò. -No, non ora mamma, tanto le cose sono ormai finite, avrai la tua vendetta- Tornai su con lei e prendendoci gusto, cominciai anzi a sperare facessero di più per avere un pretesto di lasciare quel porco il prima possibile. La ragazza stava chinata su di una macchina posteggiata nel viale, parlando con Mario di fronte a lei che chinato allo stesso modo, gli guardava le tette completamente scoperte, intanto, la mano di mio marito, messo in piedi dietro di lei, stava nettamente tra le labbra della fica della ragazza, che si godeva compiaciuta il trattamento. Nancy lasciò cadere una molletta e tutti si dileguarono velocemente. Nancy e Mario dopo un piccolo battibecco conclusero con una santa scopata riappacificante. Io ed Angelo ci ignorammo completamente. Tre mattine dopo pensarono bene di incontrarsi in un posto vicino. Un terreno a serre, in disuso, che per lei fosse facile raggiungere in bici. Si assicurarono via sms che andasse bene, così prendendo il pretesto di una corsetta, in abbigliamento sportivo i due si allontanarono per circa tre ore. Lei, dopo il ritorno dei due con dei sorrisi davvero inebetiti, passò beata davanti alla nostra villetta con la sua bici, pedalando goffamente col pantaloncino ed il sellino tutto imbrattato di seme, che ad ogni pedalata, immaginavo, goccia dopo goccia usciva viscido dal suo ano dilatato. Non fù l’unica. La cosa si ripetette diverse volte, finchè non vennero notati da alcune persone del posto. Mi riferirono di averli visti tutti e tre in posti poco convenzionali… mi consolai ridendo con mia figlia, ma una molla scattò impazzita nella nostra testa che ci fece perdere ogni senso, rimasto, della realtà e della morale. Sapevo di essere stata palesemente tradita ma nella cieca vendetta il problema diventò la mancanza di un’obiettivo da parte mia. Qualcosa, forse un sopito orgoglio femminile ritornò a galla perché ferito, mi spinse a mostrarmi interessante come mai prima in vita mia, per far ingelosire, se ancora gliene importasse qualcosa di me, mio marito. L’obbiettivo della mia seduzione, involontariamente, diventò chi non avrebbe dovuto… Inizialmente, come è ovvio pensare non risultai naturale, rischiando di far ridere i polli, ma dopo essere scomparsa, un pomeriggio intero, insieme a mia figlia tra parrucchiere ed estetista, tornai completamente trasformata. Taglio di capelli corti fino alle orecchie, che mi tolsero almeno venti anni dalle spalle, ceretta ovunque e guardaroba estivo decisamente più audace, scelto di fretta in un negozio di abbigliamento asiatico. Non vi nascondo che per la prima volta in vita mia andai anche a uomini con lei. Mia figlia si godette la compagnia di ben due stalloni mori, decisamente ben dotati, io, non abituata alla cosa concessi solo un discreto pompino al mio “amico”, niente di più. A prima vista mio marito non credette ai suoi occhi, conciata in quel modo, gli apparivo sexy come neanche da giovane lo ero mai stata. I primi complimenti arrivarono però dal ragazzo di mia figlia che comunque era un tipo tosto che se aveva qualcosa da dirti, te la diceva in faccia. E’ proprio grazie a lui però, che riuscii a superare l’imbarazzo iniziale di certi momenti. In quei giorni, a colazione mangiavo uno yogurt bianco, per sentirmi più leggera prima di tuffarmi e mentre lo assaporavo non riuscivo a capire perché continuavo a pensare a quel pompino, concesso in quel pomeriggio di libertà. Mario, che mi notava sovrappensiero non riusciva a staccare gli occhi da me. Mi notava come mai prima, perché il rossetto rosa forte ben spalmato sottolineava la grandezza delle mie labbra già carnose e i capelli corti completavano l’opera facendo risaltare ancora di più i miei occhi e le rotondità sensuali del mio viso. Lo yogurt, bianco, nella mia bocca, gli faceva fare pensieri peccaminosi. Io lo capii e non sò spiegarmi perchè presi a mangiare in modo ancora più inopportuno lasciandone colare ogni tanto un pò sul mento… Mario era un tipo “strano” che si prendeva fin troppe confidenze, continuava a farmi complimenti in continuazione, dandomi infatti parecchia soddisfazione, specie davanti a “lui”… arrivò al punto di farmi confidenze sulla bellezza del mio sedere e a darmi perfino una bella “pacca” sul culo. Una mattina, verso la fine delle vacanze, ne approfittai per indossare qualcosa di nuovo. Così indossai un costume a fascia bianco che sottolineava le mie grandi tettone mature stringendole fino a farle scoppiare. Sotto degli shorts di cotone sottilissimo contenevano a stento un normale costume elasticizzato che a causa del mio culone corposo scompariva quasi del tutto in mezzo alle natiche. Mentre mi vestivo mio marito mi guardava inebetito ed io per ripicca gli stavo lontano. Anzichè al mare, per cambiare finimmo in piscina al lido sportivo. Mentre mio marito e mia figlia andarono a prendersi una granita, io e Mario decidemmo di restare in piscina. Mi immersi chiudendo dolcemente le palpebre e rilassandomi, non mi accorsi però di un dettaglio alquanto scottante. Il ragazzo di mia figlia, dentro l’acqua con me, rideva istericamente tutto rosso in viso, facendomi gesti per farmi capire che c’era qualcosa che non andava. Mi guardai addosso entrando nel panico: il costume bianco, fatto si in cina, ma delle peggiori delle manifatture, perse quasi tutta la sua opacità. Il tessuto sottile a contatto con l’acqua stava diventando praticamente trasparente… non sapevo che fare. Nuotai prima verso il bordo, mostrandogli le grazie del mio bel sederone, poi verso lui, che mi diede le spalle per non guardare e mi attaccai con le bocce a lui. Trasalì. Una potente erezione si prese gioco di lui. In un modo o nell’altro dovevamo andare via di lì e con lui in quello stato non era certo più facile. Nella zona piscina c’erano quattro persone oltre a noi, tutte piuttosto distratte. Iniziai a discutere dell’accaduto per sdrammatizzare, chiedendogli sarcasticamente se comunque non ero poi un brutto spettacolo. Inducendolo a farmi apprezzamenti impudici non migliorai certo la situazione. Dovevo fare qualcosa in fretta, prima del ritorno degli altri due. Gli intimai di uscire una volta e si rifiutò, la seconda e la terza anche, poi capii perchè. Infilai di prepotenza la mano nel costume del ragazzo che non oppose resistenza ma cominciò a balbettare e a dire parolacce di imbarazzo e presi a masturbarlo con decisione, scappellandolo per bene ad ogni colpo. Mentre lo facevo un senso incredibile di piacere del proibito si impossessò di me senza che me ne accorgessi e mi portava a stringere le bocce sempre pù forte contro la sua schiena. In meno di un minuto venne copiosamente. Sgattaiolammo dal retro e salimmo dalla sabbia, al parcheggio. Sparimmo da lì in fretta e furia. Lui era senza parole per quello che avevo fatto in piscina. In macchina successe l’impensabile, tutto confusamente e molto in fretta. Correndo verso casa, all’altezza di un alto recinto di tabbia, Mario, mi pregò di fermarmi. C’è lo aveva dinuovo di marmo e con gli occhi luccicanti di eccitazione, mi pregò di accostare dietro al muro e rifare quello che avevo fatto in piscina. Non sò perchè senza dire nulla ubbidii. QUello che disse mi fece risentire piacente e desiderata come a vent’anni. Io presi zitta, ma divertita, solo a masturbarlo, con una mano. Lui mi afferrò voglioso, la fascia sul seno, tirandola giù dal centro in una mossa sola. Le mie poppone schizzarono fuori ringraziandolo e i capezzoli già duri strisciarono sul tessuto regalandomi un fremito alla patata. Mi girava forte la testa, senza che avessi bevuto, sentivo la faccia, il petto e le cosce in fiamme. Mi lasciai trascinare tanto in questo vortice assurdo di eccitazione che presi timidamente la sua mano e la portai sulla fica, gonfissima di sangue, che pulsava a ritmo dei miei battiti, lenti, ma forti come cannonate. Avevo il clitoride sensibilissimo e mentre le sue dita scivolavano dentro senza difficoltà, accompagnate dalla mia mano destra, con la sinistra raccoglievo un po di umori filanti e mi sgrillettavo veloce. Persi completamente la testa. Non scopavo da almeno sei mesi e lo volevo dentro e basta, anche fosse stato l’ultimo ed il più brutto uomo sulla terra. Scendemmo dalla macchina. Abbassai gli shorts e fatto volare via il costume di sotto mi misi alla pecorina sulla terra. Volevo finalmente infarcire la mia bella fregna desiderosa, non mi importava nulla di sporcarmi. Mario lo puntò deciso scivolando dentro quasi risucchiato dalla quantità oscena di liquido biancastro. Mi pompò con una foga animalesca la fica, fortemente avvolgente, ristretta dalla poca attività sessuale, sbattendo sonoramente ad ogni colpo, contro il mio grosso bel culo. Io lo invogliavo quasi in estasi e lui affondava sempre di più facendo versi inumani. Più spingeva, più volevo essere sfondata. Raggiunsi tre volte l’orgasmo. Dopo tanto tempo mi sentii così di nuovo “donna”. Guidai verso casa lentamente, ancora tutta sporca, forse con un pizzico di senso di colpa, ma incredibilmente appagata. Durante il tragitto mio marito telefonò per sapere dove eravamo e cosa era successo, visto che aveva sentito vociferare di comportamenti strani da parte di una signorona che era restata mezza nuda in piscina ma pensai… non erano affari suoi. La gelosia prese una direzione diversa e i giochi si ribaltarono.

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